Ecotassa, M5S: "Lecce inadempiente". La replica: "La Regione è distratta"

Il deputato De Lorenzis bacchetta la giunta Perrone. "I cittadini dovranno pagare a causa della non volontà del Comune di Lecce di svolgere una corretta gestione dei rifiuti”. Ma l'assessore Guido non ci sta: "Obiettivi raggiunti, rivalsa nei confronti di chi ha prodotto ricorso verso norma regionale"

LECCE – “L’ecotassa colpisce i cittadini per colpa della giunta del sindaco Paolo Perrone”, tuona il deputato del Movimento 5 stelle, Diego De Lorenzis. Pronta la replica dell’assessore comunale all’Ambiente, Andrea Guido: “Si scredita una città intera per pura campagna elettorale”. Il pomo della discordia è il tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi, introdotta con la legge finanziaria del 1996, che ha l'obiettivo di favorire la minore produzione di rifiuti e il loro recupero.

Questa si applica in presenza di conferimento in discarica dei rifiuti provenienti da attività di bonifica e smaltimento. La Regione Puglia – e qui s’inserisce la contestazione del deputato pentastellato - con determinazione del 28 ottobre 2014 ha imposto il massimo dell’ecotassa al Comune di Lecce e ad altri ventisei comuni salentini: 25,82 euro per ogni tonnellata smaltita. Questo per non aver raggiunto la percentuale di raccolta differenziata stabilita dalla legge del 65 per cento.

“Dopo le chiacchiere, i proclami e le promesse dell’amministrazione comunale di Lecce e della giunta Perrone sulle vicende legate alla raccolta dei rifiuti urbani, le favole degli amministratori si scontrano con la dura realtà – commenta Diego De Lorenzis –. Una realtà fatta purtroppo di esborsi da parte dei cittadini che dovranno pagare a causa della non volontà del Comune di Lecce di svolgere una corretta gestione dei rifiuti”.

“Per la giunta Perrone, fare la raccolta differenziata è un optional non contemplato e questa scelta va a danno dei cittadini e dell’ambiente. Eppure - continua il deputato - la Regione ha dato diverse proroghe temporali per avere anche un minimo di incremento delle percentuali di Raccolta differenziata, ma il Comune di Lecce è stato in grado di mancare anche questo appuntamento”

“Si legge nella determina regionale che il Comune ha presentato l’istanza per avvalersi delle agevolazioni previste, per cui, però, non è stato possibile accertare l’effettivo raggiungimento in quanto lo stesso Comune non ha presentato la certificazione necessaria. Insomma, anche un minimo sforzo per raggiungere un piccolo incremento di raccolta differenziata è risultata un’impresa titanica per la giunta Perrone”.

“Dal sito istituzionale regionale di riferimento – prosegue - si apprende che tra gennaio e giugno del 2014, il Comune di Lecce ha raccolto in maniera indifferenziata, senza un’adeguata separazione dei materiali, quasi 23mila 500 tonnellate di rifiuti che dovranno essere quindi smaltiti. Per i soli primi sei mesi di attività – dichiara ancora Diego De Lorenzis  – se tale quantitativo fosse smaltito, la somma da pagare extra servizio di raccolta è di circa 605mila euro. Spese – aggiunge - che dovranno pagare i cittadini leccesi e che si aggiungono al costo del già scadente servizio di raccolta dei rifiuti”.

A stretto giro la replica dell’assessore Guido, che così replica: “Siamo quasi in periodo elettorale e, purtroppo, come sempre succede, vengono affrontati da alcuni personaggi temi a loro sconosciuti che però gli permettono di essere visibili sulle pagine dei giornali”.

“E’ bene che il deputato sappia che Lecce, a prescindere dall’impugnazione della norma regionale che ha sortito gli effetti sperati, effettuata con successo insieme ad altri comuni, ha pienamente raggiunto entro giugno 2014 le percentuali di raccolta differenziata imposte sventando, in ogni caso, l’applicazione dell’ecotassa stabilita in euro 25,82 per i comuni inadempienti”, dice Guido.

“In seguito la determina del servizio ecologia regionale ha sovvertito nuovamente la situazione. Secondo la Regione Puglia la riduzione è dovuta solo nel caso in cui il rifiuto a monte arrivi nell’impianto già differenziato e non indifferenziato come ora succede. La riduzione, secondo sempre la Regione, si applica solo per impianti automatici che lavorano rifiuti differenziati e non comportano una bio-stabilizzazione. Pertanto – aggiunge - gli scarti determinano i sovvalli su cui si applica la riduzione”.

“Tale tesi – aggiunge - ha cercato di contrastare l’idea dei comuni che affermano da diverso tempo che in molte parti d’Italia la riduzione è applicata anche nel caso in cui il rifiuto a monte è indifferenziato e, pertanto, non si riesce a comprendere perché la Regione Puglia voglia continuare a vessare i suoi stessi comuni”.

“In questo quadro si inserisce la determina prima detta, mossa – secondo Guido - da una sorta di rivalsa nei confronti dei Comuni che avevano prodotto il ricorso nei confronti della norma regionale”.

Secondo l’assessore nel caso di Lecce il “sopruso” sarebbe doppio, “poiché, a prescindere dall’esito dell’impugnazione, il Comune si era cautelato raggiungendo la percentuale di raccolta differenziata stabilita. Gli uffici regionali, distratti e disattenti, non hanno considerato i documenti trasmessi. Lo stesso dirigente regionale, Giovanni Campobasso, ha ammesso l’errore ed ha assicurato che emetterà una nuova determina per sanare la situazione di Lecce”.

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“Oggi, a distanza di circa un mese, questa rettifica non è arrivata e saremo costretti a rivolgerci all’autorità giudiziaria per chiedere di essere tutelati”, dice ancora Guido. “Vorrei ricordare a tutti che la Regione – conclude -, con l’approvazione del bilancio di previsione 2014 e dopo una lunga polemica di carattere tecnico e, per certi versi, anche politico, decise che i Comuni che avrebbero conseguito a giugno 2014 una percentuale di raccolta differenziata pari ad almeno il 5 per cento in più rispetto ai dati validati riferiti al periodo settembre 2012 - agosto 2013, sarebbero stati esentati dal versamento della tassa. Quest’occasione la città non se la fece sfuggire. Quel 5 per cento in più fu ottenuto grazie alla partecipazione e al coinvolgimento di tutta la città, a ogni livello”.

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