Domenica, 1 Agosto 2021
Politica

Rischio ecotassa, corsa verso il 5 per cento in più sulla raccolta differenziata

Per stare dentro i parametri che consentirebbero al Comune di Lecce di non fare pagare la tassa ai contribuenti, l'assessorato Ambiente propone tre direttrici, che vanno dalla partecipazione, al coinvolgimento fino al monitoraggio della raccolta rifiuti

LECCE – Obiettivo: individuare strategie per cercare di aumentare la percentuale di raccolta differenziata a Lecce. E non solo per un discorso di educazione ambientale, ma per evitare l’applicazione dell’Ecotassa regionale, il tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi urbani. Che è dietro l’angolo se maggiore sarà la quantità smaltita a discapito della raccolta differenziata ben fatta. In altre parole, se si fallisce l'obiettivo, più alta sarà la tassa che i Comuni pugliesi dovranno pagare alla Regione. Nello specifico, la Regione, con l’approvazione del bilancio di previsione 2014, ha deciso che i Comuni che prevedono di conseguire a giugno 2014 una percentuale di raccolta differenziata pari ad almeno il 5% in più rispetto ai dati validati riferiti al periodo settembre 2012 - agosto 2013, saranno esentati dal versamento della tassa. 

Per cercare di stare dentro i parametri che consentirebbero al Comune di Lecce di rientrare tra i virtuosi  ed evitare di fare pagare quella tassa ai leccesi, l’assessore alle Politiche ambientali, Andrea Guido ha convocato questa mattina i dirigenti delle aziende concessionarie del servizio di raccolta dei rifiuti, AxA ed Ecotecnica, e il settore Ambiente del Comune. All’incontro, tenuto presso l’assessorato alle Politiche Ambientali, hanno  partecipato anche gli organi amministrativi guidati dal dirigente Fernando Bonocuore. 

Tre le direttrici che sono emerse dall’incontro: partecipazione, coinvolgimento e monitoraggio. Si punterà quindi sui giovani, con l’avvio di campagne di sensibilizzazione e con l’organizzazione di veri e propri concorsi a premio che vedranno il coinvolgimento delle scuole elementari e medie della città. 

Previsto inoltre il  coinvolgimento totale degli uffici pubblici, quelli comunali, in primis, e delle varie sedi del tribunale, per poi passare ai plessi ospedalieri, sia pubblici sia privati. Operazioni soprattutto volte all’implementazione della raccolta differenziata di carta e plastica.  Un aiuto verrà chiesto, attraverso le associazioni di categoria, anche agli operatori della ristorazione e agli esercenti commerciali in genere dislocati in tutto il territorio  comunale, ai quali verrà chiesto di porre più attenzione nelle operazioni di diversificazione della raccolta e, soprattutto, nel conferimento. 

Novità sostanziale, inoltre, sarà la costituzione di un nucleo comunale del settore Ambiente che avrà il compito di monitorare in tempo reale i flussi dei rifiuti differenziati e la ridefinizione e il miglioramento delle funzionalità delle due isole ecologiche e delle due piattaforme.

Infine, a partire da questa settimana, come ultimo ma necessario provvedimento, verranno intensificati i controlli su tutto il territorio sulle modalità di conferimento nei cassonetti. Polizia locale e ispettori ambientali, quindi, entreranno nel merito, a campione, dei contenuti dei sacchetti, per vigilare sulla corretta differenziazione ed evitare conferimenti non corretti presso le piattaforme.

“L’obiettivo di un 5% in più non è impossibile da raggiungere - ha commentato l’assessore Andrea Guido – per conseguirlo occorre solamente un grande gioco di squadra a cui devono prendere parte Comune, ditte, commercianti e cittadini insieme. Ad ogni buon conto se la differenziata è bassa e non si riesce ad aumentarla del 5% entro giugno mette le mani aveanti Guido rivolgendosi a Carlo Salemini, consigliere all'opposizione - la colpa non sarà dei cittadini, ma di Vendola. Hai per caso dimenticato che il governatore ha impiegato otto anni per approvare un piano dei rifiuti? Che nel 2005 Vendola ha imposto la percentuale della differenziata dal 40% al 55%, non prevedendo gli impianti di compostaggio, utili alla lavorazione dell'umido. E che nel 2008 ha affidato al gruppo Marcegaglia la realizzazione di termovalorizzatori privati, eliminando gli impianti pubblici? Caro Carlo, in virtù dell'onestà intellettuale che ti contraddistingue, perché non ricordi anche che nel 2008 il presidente aveva assicurato alla Puglia dieci impianti di compostaggio pubblici, senza mai dare i fondi per realizzarli?”

Se il Salento avesse oggi uno di quegli impianti sarebbe stato un gioco da ragazzi far passare in città la raccolta differenziata dal 17% al 65%. Il consigliere Salvemini – conclude l’assessore Guido - sa bene che con la sola frazione secca nessun comune riuscirebbe a evitare l'ecotassa e che non possiamo lavorare la frazione umida perché non abbiamo gli impianti che pure dovevano essere costruiti. La vera barzelletta é che Vendola ha istituito una tassa per punire le sue stesse inadempienze”.

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