Martedì, 15 Giugno 2021
Politica

Corsa all’ultimo voto in altri 19 Comuni. Per quattro si profila il ballottaggio

Saranno oltre 256 mila gli elettori della provincia di Lecce chiamati a scegliere sindaci e consiglieri comunali. Divisioni e incertezze a Casarano, Galatina, Tricase e Galatone

LECCE – Rush finale e corsa all’ultimo voto per l’elezione dei nuovi sindaci e per il rinnovo dei consigli comunali di venti Comuni, compreso il capoluogo, in provincia di Lecce. Con la presentazione delle candidature ufficiali e delle liste di riferimento si delinea la griglia di partenza anche per la tornata elettorale delle amministrative salentine dell’11 giugno prossimo, con cinque comuni, Lecce, Casarano, Galatina, Tricase e Galatone oltre la soglia dei 15 mila abitanti che rimanderà verosimilmente al secondo turno di ballottaggio, fissato per il 25 giugno, la scelta definitiva per il nuovo sindaco e la nuova amministrazione comunale nel caso che nessuno dei candidati in lizza abbia superato il 50,1 per cento dei consensi. La pratica e l’elezione diretta di sindaci e consiglieri si chiuderà invece al primo turno negli altri quindici comuni chiamati alle urne, inferiori ai 15 mila abitanti: Aradeo, Castrignano dei Greci, Castro, Guagnano, Leverano, Matino, Melendugno, Ortelle, Otranto, Racale, Ruffano, Salice Salentino, San Cassiano, San Cesario di Lecce e Scorrano.

Saranno oltre 9 milioni i cittadini chiamati al voto tra il 7 (Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige) e l’11 giugno, per il primo turno, in ben 1.027 comuni italiani di cui 163 superiori ai 15mila abitanti che dovranno eleggere  sindaci e  i nuovi consigli comunali e circoscrizionali. In provincia di Lecce nei venti comuni interessati dalla tornata elettorale saranno 256.343 i cittadini aventi diritto al voto che potranno recarsi alle urne per esprimere la propria preferenza per le comunali. La corsa più incerta e articolata, oltre a Lecce, riguarda proprio i quattro comuni più popolosi in cui il proliferare di candidature, di liste civiche e la frammentazione inevitabile del voto al primo turno proietta già la sfida finale verso la scrematura e il secondo turno di ballottaggio. Oltre a frizioni, strappi e dissidi interni alla compagini tradizionali di centrosinistra e centrodestra, la crescita dei movimenti trasversali e la presentazione sempre più organica e numerosa di candidati e liste autonome del Movimento 5 stelle, anche nelle elezioni comunali, contribuisce a ramificare e sparigliare il consenso e a rendere sempre più incerto e altalenante l’esito del responso delle urne. I meetup pentastellati però non hanno trovato la quadra (e la relativa certificazione) in realtà come Galatone e Melendugno e non presenteranno liste e candidati in queste realtà. 

In attesa dell’ufficializzazione di liste e candidati in queste ore, a Casarano gli oltre 19 mila cittadini aventi diritto al voto dovranno scegliere tra quattro candidati alla carica di primo cittadino. Dopo cinque anni di amministrazione si ripresenta alla guida della città il sindaco uscente Gianni Stéfano, in quota al centrodestra e sostenuto dalla coalizione che vende in campo Direzione Italia, la lista Stéfano sindaco, Popolari per Casarano, Fratelli D’Italia, Verdi Ecologisti. Per il centrosinistra la sfida è capeggiata da Mauro Memmi, figlio dell'ex deputato e sindaco, Luigi Memmi su cui puntano Pd, Udc e la civica per Memmi sindaco “Orgoglio Casarano” per strappare il governo della città dalle mani del centrodestra. In corsa già da gennaio, con il gruppo civico di “Casarano è il mio partito”, anche Emanuele Legittimo che raggruppa tre liste: Casarano Insieme si Può, Generazione Pensadinuovo, Casarano Anno Zero. Mentre per il Movimento Cinque Stelle, il candidato alla carica di sindaco è Enrico Giuranno.  

In quel di Tricase un centrosinistra alquanto disunito e lacerato si presenta alla tornata elettorale per eleggere la successione del sindaco uscente Antonio Coppola. Il Pd ha scelto di puntare su Fernando Dell’Abate, che gode dell’appoggio anche dei Giovani Democratici delle civiche Insieme per Tricase e Tricase Bene Comune. Candidatura trasversale per la vicesindaco uscente Maria Assunta Panico, che con un raggruppamento civico dovrebbe contare sull’appoggio importante del gruppo che fa riferimento allo stesso primo cittadino Coppola. Ancora più a sinistra la candidatura dell’attuale assessore alla Cultura, Sergio Fracasso, che corre in quota Sinistra Italiana. Da tempo in campo per la carica di sindaco Carlo Chiuri, candidato con il suo movimento “Cambiamenti per Tricase” sostenuto anche da Udc, Direzione Italia-Tricase, e le civiche Noi per Tricase e Tricase Punto e a Capo. Volto femminile per il Movimento Cinque Stelle che certifica e candida Francesca Sodero e presenta una lista con quattordici aspiranti consiglieri.

Dopo quasi un anno di commissariamento sotto l’egida di Guido Aprea torna alle urne anche il comune di Galatina e dove il centrosinistra nelle ultime settimane è stato dilaniato dallo strappo intestino in casa del Pd, le frizioni tra il circolo cittadino e la sezione di Noha, che ha portato anche al commissariamento del partito affidato alla reggenza del sindaco di Gallipoli, Stefano Minerva. In chiave elettorale sono sei i candidati sindaci in lizza. Paola Carrozzini è la candidata ufficiale sostenuta da Partito Democratico e dalle civiche Impegno Comune, Carrozzini Sindaco, Alleanza Civica e Galatina Popolare. Il centrodestra affida le sue sorti a Giampiero De Pascalis con la coalizione formata da Lista De Pascalis, Direzione Italia, Forza Italia, L’Agora, La Città, Psi, Udc. Con un raggruppamento civico supportato anche dal movimento di Andare Oltre del sindaco di Nardò, Pippi Mellone, si presenta Marcello Amante sostenuto dalle civiche Galatina in Movimento, NovaPolis, movimento per i Rioni Galatina, Idea Galatina e appunto Andare Oltre. Civiche di centrosinistra anche per Daniela Sindaco in rotta di collisione con il Pd e che da Noha si presenta con le otto liste di Avanti Insieme (Noha c’è, Per Daniela sindaco, Galatina riparte da Daniela Sindaco, Salviamo l’Ospedale Santa Caterina Novella con Daniela Sindaco, Insieme a Daniela Sindaco per Collemeto e Santa Barbara, Galatina Centro, Galatina Zona 167, Il nuovo Rione Italia). In campo anche l’ex assessore e vicesindaco Roberta Forte con Progetto Galatina e Galatina Bene Comune e il Movimento Cinque Stelle che presenta Paolo Pulli.      

Un vero puzzle elettorale in quel di Galatone dove la frammentazione degli ultimi anni si è ancor più acuita in vista della tornata del giugno prossimo. Con la conferma della ricandidatura di Livio Nisi, lo scacchiere delle amministrative di Galatone ha preso forma e consistenza. Il centrosinistra che viaggia sull’asse Pd, Udc e quattro liste civiche (Galatone Protagonista, CambiaMenti, Insieme per Galatone e La Meglio Gioventù), ha già da tempo ufficializzato la candidatura di Flavio Filoni. Il sindaco uscente Livio Nisi si ripresenta ai nastri di partenza anche lui con sei liste a supporto guidate da Direzione Italia, Fratelli D’Italia, dal sodalizio civico di Impegno politico, e dalle civiche Città Nuova Galatone, Livio Nisi sindaco, e Galatone Attiva. Nel centrodestra frammentato c’è Forza Italia, che si è rinsaldata intorno alla figura e alla candidatura dell’ex vicesindaco Claudio Botrugno che conta anche una seconda lista quella di Galatone al Centro. Il movimento Andare Oltre e sodalizi civici e politici di Alleanza Galatea, Azzurro Popolare, Meritocrazia e la Dc hanno per primi staccato il biglietto verso le amministrative del giugno prossimo con la candidatura a sindaco di Giovanni Alemanno. E anche alla figura di Franco Miceli, l’ex sindaco, è pronta ad una terza corsa alla guida della città con liste civiche di centrodestra (Lista Miceli, Per Galatone, Partecipazione e Condivisione). Raggruppamento di liste civiche anche per Salvatore Bruno (Liberazione&partecipazione e Ragione popolare) e per un altro candidato Sebastiano Zenobini, in campo con la lista Galatone Bene Comune. Mentre la mancata certificazione di almeno una delle due liste del Movimento Cinque Stelle rimesse al placet di Grillo non ha risolto il nodo della candidatura tra Sonia Rizzello o Sebastiano Moretto e la diaspora cittadina non consentirà dunque la presentazione di simbolo e lista del M5S.         

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