Elezioni Comunali 2012: Provincia di Lecce

“Bisogna salvare LecceArredo”: da Gervasi, appello al commissario prefettizio

Il candidato sindaco galatinese ha incontrato Matilde Pirrera, chiedendo interventi sulla fiera dell’arredamento. E anche sul reintegro delle lavoratrici del museo di piazza Alighieri, domandate ed ottenute rassicurazioni

GALATINA - Ad appena dieci giorni dall’apertura del salone nazionale dell’arredamento, prevista per il 28 aprile, i locali della fiera di Galatina si presentano privi di fornitura elettrica, con i cancelli chiusi da lucchetti che impediscono l’accesso agli operatori. Lo svolgimento della più importante manifestazione fieristica ospitata dalla città, dunque, potrebbe essere a rischio.

Ieri, il candidato sindaco Carlo Carmine Gervasi ha incontrato il commissario prefettizio, Matilde Pirrera, per sollecitare un suo tempestivo intervento e consentire il regolare svolgimento della manifestazione fieristica: “Il problema della fiera di Galatina – spiega – non si può certo risolvere in pochi giorni. Non mi accodo a chi in questi giorni si interessa dell’argomento solo per fare polemiche politiche”.

“Credo, invece – ha proseguito -, che bisogna  agire in fretta per scongiurare il pericolo che Galatina perda anche LecceArredo, la più importante fiera dell’arredamento del territorio, la quale dovrebbe aprire battenti tra dieci giorni. Per questo, in mattinata ho incontrato il commissario prefettizio, Matilde Pirrera, a cui ho chiesto di intervenire per organizzare un incontro tra gli  attuali responsabili della fiera e l’appaltatore. Il commissario mi ha assicurato che si muoverà presto in questo senso”.

A margine dell’incontro, Gervasi ha anche ottenuto dal commissario rassicurazioni in merito alla vicenda delle tre lavoratrici del museo di piazza Alighieri, allontanate dal posto di lavoro. “Al commissario – rammenta – ho chiesto un intervento per far rispettare il contratto: l’associazione ha vinto il bando potendo contare su un punteggio in più,  garantito proprio dall’impegno a mantenere le lavoratrici in servizio. A questo punto, o l’associazione rispetta il contratto, oppure lo stesso è da ritenersi nullo. Il commissario mi ha rassicurato, confermando di essere già al lavoro su questo caso”.

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