Venerdì, 30 Luglio 2021
Elezioni Comunali 2012: Provincia di Lecce

Lorenzo Ria candidato sindaco a Racale per "unire" quattro comuni

Il parlamentare salentino, già presidente della Provincia, si lancia in una sfida inconsueta e spiega le ragioni della mossa: "Unire il territorio coi comuni limitrofi, per costituire un unico grande ente efficiente e virtuoso"

Lorenzo Ria

RACALE – Da qualche giorno, lo si era capito che le ipotesi ruotate attorno alla sua persona potessero essere qualcosa di molto concreto: l’ex presidente della Provincia di Lecce ed oggi parlamentare dell’Udc, Lorenzo Ria, scende in campo ufficialmente come candidato sindaco di Racale. È lui stesso a confermarlo con una nota pubblica in cui si legge: “A seguito dei tanti ed accorati inviti che mi sono giunti in queste settimane perché io stesso potessi impegnarmi direttamente in questo ambizioso progetto per la città di Racale, comunico ufficialmente la mia disponibilità ad accettare la sfida e a guidare - quale candidato sindaco - la giovane e competitiva lista ‘X la Città Nuova’”.

Ria dichiara la sua disponibilità nel corso della serata di presentazione del progetto per le elezioni comunali di Racale, che pone come primo punto programmatico la fusione con i Comuni di Alliste, Melissano e Taviano: “È da circa un anno – spiega - che il movimento Diversi per passione lavora all’idea di unire insieme le quattro comunità confinanti, omogenee per economia, storia, cultura e tradizioni , in un unico grande ente, al fine di trasformare un territorio oggi frammentato in una istituzione efficiente e virtuosa, in grado di competere sul piano sociale ed economico con i più grandi centri del Salento. Da subito ho condiviso il progetto e ho collaborato con loro, in questi mesi, per implementarlo e diffonderlo”.

Il rinnovo del consiglio comunale di Racale, oggi, rappresenterebbe, per Ria, il primo “momento utile” affinché il progetto non resti “solo nelle intenzioni”, ma “grazie all’appoggio dei cittadini che vorranno accordarci fiducia trovi finalmente una reale attuazione. Racale farà da apripista in questo complesso e coraggioso percorso di cambiamento”.

“Dal punto di vista politico – prosegue Ria -, il gruppo ha inteso partecipare a questa competizione non con la solita soluzione di convenienza, né attraverso coalizioni last minute, appiccicate insieme per vincere le elezioni. Noi abbiamo un progetto audace, nelle persone e nei contenuti. Forse un progetto imprudente, ‘di rottura’ rispetto alle solite vision di come si amministra una città. Ma sicuramente vincente e lungimirante. Oggi i comuni sono da un lato stretti sempre più dai vincoli della finanza pubblica, dall’altro devono impegnarsi autonomamente a individuare fonti di finanziamento proprie delle loro attività”.

“È chiaro – come precisa - che insieme questi piccoli enti avranno maggiori possibilità di affermarsi e di operare, fornendo servizi di maggiore qualità e a costi contenuti. Durante la campagna elettorale, comunque, avremo modo di sviluppare i contenuti e i vantaggi della proposta di fusione. Per ora abbiamo dato il via a questa sfida che ridarà a Racale entusiasmo e produttività, all’interno di una più ampia visione locale che contempli anche l’unione e la cooperazione con le comunità vicine. Tutto questo senza trascurare i problemi e i nodi irrisolti che la città di Racale accusa e che deve necessariamente rimuovere per ritrovare l’operosità e la vivacità sociale che l’ha sempre caratterizzata. Per fare questo metterò a disposizione tutta l’esperienza amministrativa maturata in questi anni di lavoro nelle istituzioni”.

Per quel che concerne la scelta personale di candidarsi a sindaco di Racale, Ria ammette che la decisione non sia stata affatto semplice, consapevole delle critiche consequenziali a “battaglie difficili”, che “rompono gli schemi”: “Io, però – sostiene -, ho scelto ancora una volta di superare le convenzioni della politica e rispondere ad una comunità di persone che mi ha richiesto con forza ed entusiasmo di mettere al servizio di tutti il bagaglio di esperienza che mi porto dietro”.

“Mi rendo conto – asserisce . che non è consueto che un parlamentare sia candidato sindaco di un paese che non è quello suo di origine. Credo, però, che oggi contino poco le regole della vecchia politica. Per me, forse, sarebbe stato più semplice cedere alle logiche di partito, alle trattative occulte, ai giochi di numeri che si fanno sempre in occasione delle elezioni locali. Sarebbe stato molto più semplice evitare di esprimermi a favore di questo ambizioso e lungimirante progetto, o magari schierarmi a favore dei campanilisti – a dire il vero ormai rimasti in pochi – che non vogliono vedere minato il recinto identitario del loro piccolo comune”.

“Ecco, ancora una volta – conclude -, a fronte di scelte più semplici, meno impegnative, meno “compromettenti”, ho deciso di imboccare la strada più difficile, quella del mettersi in gioco e del ripartire dalle persone. Questa è l’idea che ho per questa campagna elettorale: ripartire dal mio territorio e imparare insieme agli amici che hanno scelto di accordarmi tanta fiducia a riconoscerne di nuovo gli effettivi bisogni e ad individuare le giuste soluzioni da intraprendere per ridargli il successo e lo sviluppo che merita”.

 

 

 

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