Mercoledì, 28 Luglio 2021
Elezioni Comunali 2012: Provincia di Lecce

Tricase al voto. Veti ancora di moda, per un quadro politico frammentario

Controverse trattative che hanno condotto il centrodestra ad una spaccatura, che ha causato quattro candidati sindaco d'area. A sinistra, più unità, nonostante l'assolo dell'Idv. Ma a farla da protagonista sono stati i veti

TRICASE – Frammentazione ed unità. Potrebbero essere queste due le parole chiave nella prossima tornata elettorale di Tricase, che torna al voto a tre anni dal successo nelle urne del commercialista locale, Antonio Musarò, con una coalizione di centrodestra e percentuali altissime, esperienza di governo poi mestamente naufragata, a causa delle incomprensioni tra i partiti e dopo una serie di estenuanti rimpasti di maggioranza.

Ma chi si aspettava che il lungo periodo di commissariamento e le ultime due amministrazioni di segno opposto, entrambe caratterizzate da un forte consenso ed accomunate dallo stesso destino da fine anticipata, avessero facilitato l’aggregazione tra i partiti, in nome di progetti più unitari e semplificativi, sarà rimasto deluso. Principalmente guardando alla coalizione di centrodestra, che, di fatto, propone quattro candidati d’area (Pdl, Gat-Udc, Fli e Azzurro Popolare).

Per questo, i termini “frammentazione” ed “unità” potrebbero fare la differenza. Il tema dell’unità, eccezion fatta per la corsa in solitaria dell’Italia dei Valori, peraltro ampiamente annunciata in anticipo, potrebbe rappresentare l’arma in più del centrosinistra locale, partito a settembre con tante incognite, con la paura della definitiva frantumazione e che, invece, pur tra fatiche e ripensamenti, lentamente si è ricompattato attorno all’ex sindaco, Antonio Coppola, proprio l’uomo che, secondo alcune aree non avrebbe avuto la forza di rappresentare al meglio la voglia di unità.

I veti incrociati sono caduti e il candidato sindaco del centrosinistra, oggi, ha tutte le carte in regola per riaffermarsi a distanza di cinque anni dalla sua ultima vittoria. Certo, la campagna elettorale appare difficile e potrebbe esserlo maggiormente in un secondo turno, dove il centrodestra dovrà cercare volente o nolente di ricompattarsi attorno al nome che raggiungerà (se accadrà) il ballottaggio.

Oggi le acque nel centrodestra, sono, però, agitate. Il mancato accordo tra Nunzio Dell’Abate e il Pdl per un percorso unitario ha lasciato strascichi non indifferenti, che pescano nei dissapori tra l’Udc (che accoglie molti nomi di primo piano dell’ex Pdl) e gli attuali rappresentanti del partito berlusconiano in caduta libera, che ha fatto in tempo a chiudere appena una lista per le amministrative, candidando l’ex assessore Antonio Scarcella. Fino a poche ore dalla chiusura delle liste, però, il Pdl aveva quasi reso ufficiale l’appoggio al candidato del Gat-Udc, tanto che l’ex vice coordinatore provinciale, Saverio Congedo, con una nota ufficiale, aveva salutato con favore l’accordo con Dell’Abate.

Accordo, poi, rimasto nelle intenzioni. Con polemiche a seguire. Da un lato, lo stesso Dell’Abate ha accusato il Pdl di non aver favorito il patto. Dall’altro, la replica dei vertici provinciali, con Francesco Bruni, neo vice coordinatore del partito e commissario a Tricase, che in un comunicato ufficiale non le manda a dire: “Comincia male la campagna elettorale del candidato sindaco di Tricase Nunzio Dell’Abate. Nella sua esternazione ha pensato bene di scaricare sul Pdl ogni responsabilità sul mancato accordo delle forze di centrodestra”.

“In particolare – prosegue -, ha fatto notare che quest’ultimo partito avrebbe fatto un’ingiustificata marcia indietro rispetto al patto stipulato con il coordinatore provinciale Antonio Gabellone. Ebbene, l’accordo in questione prevedeva la possibile alleanza di centrodestra, con la convergenza su Dell’Abate, ma onerava quest´ultimo dell´impegno di concretizzare detta apertura”.

“Ciò purtroppo – sottolinea Bruni - non è avvenuto perché da parte dei sostenitori di Dell´AbateNunzio Dell'Abate (dal profilo Fb)-2 si è pensato che l’atteggiamento più utile per costruire un’alleanza fosse quello di porre in essere immotivati veti ad personam su alcuni candidati della lista del Pdl, senza che questi facessero altrettanto; il tutto nella più assoluta ed ingiustificata inerzia del candidato sindaco, che nella specie non ha saputo esercitare la sua leadership. L’auspicio è che tali sterili ed infruttuose polemiche siano poste nel dimenticatoio, dovendo tutti affrontare una campagna elettorale che, verosimilmente, non finirà nei tempi regolamentari. Intelligenti pauca”.                                      

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