Mercoledì, 4 Agosto 2021
Elezioni Comunali 2012: Provincia di Lecce

Tris di comizi e sfidanti a testare la piazza. Conto alla rovescia per il voto

Nella domenica di fine aprile, tutti i candidati sindaco di Otranto tengono i propri interventi pubblici sul palco di piazza De Donno. Stilettate, battute al vetriolo, tifoserie ed appelli: scatta l'ultima settimana elettorale

OTRANTO - Una domenica di piazza con un tris di comizi, che sanciscono l’inizio dell’ultima settimana utile della campagna elettorale per le amministrative di Otranto. Candidati tutti sul palco, a guardare negli occhi i sostenitori, detrattori, indecisi, uditori interessati; ed ancora applausi, cori da stadio, prove muscolari, promesse, appelli alla responsabilità.

Ciascuno dei contendenti si gioca le proprie carte come meglio può, ma nei rituali del confronto entrano inevitabilmente le considerazioni sui numeri, sulle tifoserie, sulla partecipazione, sugli aneddoti esposti ora dall’uno ora dall’altro, che rendono tutto più folcloristico, (forse anche un po’ caricaturale) ma che spesso rischiano di essere sconnesse dai dati reali che usciranno dalle urne. Di qui ad una settimana, si saprà l’esito di questo percorso e calerà il sipario sulla contesa.

Per quel che concerne i contenuti dello scontro, campeggiano le tre parole distintive delle proposte in campo: “novità”, “cambiamento” e “continuità”. Quale delle tre esigenze sarà più forte lo si capirà solo dopo il 6 e 7 maggio.

I primi a parlare sono i componenti di “Nuovi Orizzonti per Otranto”. Intervengono Franca De Lucia, che critica la tassa di soggiorno e al suo utilizzo per tappare “probabili” buchi di bilancio. Ci mette passione e l’entusiasmo della sua età Giuseppe Angelino, che parla di lavoro e delle esigenze della propria generazione. Andrea Conte accusa il primo cittadino uscente per le politiche sul lavoro (l’esempio è la vertenza del Bravo Club) e per la “scarsa attenzione al sociale”.

La candidata sindaco, Antonella Buttiglione, sottolinea la diversità della propria proposta: “Noi non siamo come nel caso degli uscenti un consiglio d’amministrazione che pensa ai propri interessi. Non c’è traccia di pug e di casa per gli otrantini: del libro dei sogni di cinque anni fa, sono rimasti solo i sogni”. Ed ancora fari puntati sulla gestione del castello aragonese e sui beni culturali. “La novità siamo noi” – asserisce convinta.

Alleanza per OtrantoCorrado Sammarruco (foto M.B.)-4 affida l’apertura ad Antonio Ottobre, che spiega le ragioni del cambio di collocazione politica, rispetto a cinque anni prima quando si era candidato nella lista del sindaco uscente. Gabriella Ottini gioca il proprio intervento sul concetto di “equilibrio” da trovare in ciascun settore della programmazione della città che verrà.

Il candidato sindaco, Corrado Sammarruco, si affida ad un secondo video (dopo il primo di domenica scorsa) in cui lascia scorrere le immagini della Otranto migliore, sottolineando come la città abbia di suo delle risorse ambientali, naturali, storico, artistiche, che chiedono solo di essere accompagnate e valorizzate.

Tra appelli ai giovani e la volontà di guidare una stagione di cambiamento, l’avvocato ironizza anche sui cantieri di queste settimana: “Gli attuali amministratori sembrano come i gerarchi nazisti nel film La Caduta, che si affannano a recuperare quando ormai tutto è perduto”. Sammarruco ritiene poi che lo stile dell’amministrazione uscente sia quello della “menzogna”, che altera la realtà come nella leggenda della Fata Morgana.

ViviAmo Otranto, con l’ausilio delle immagini, dimostra le differenze tra la città trovata nel 2007 e quella di oggi. Fernando Coluccia parla di politiche sociali, di bilancio “sano” ed ironizza sulle due liste avversarie: “Sono la stessa cosa”. Antonio Schito racconta i risultati delle politiche turistiche nel quinquennio. Francesco Vetruccio parla del pug, chiarisce la questione della casa agli otrantini e sulla Kater I Rades, ricordando il ruolo propulsore della provincia di Lecce nel progetto.

Luciano CariddiLuciano Cariddi (M.B.)-3 risponde alle accuse dei propri avversari ed imputa all’avversario Sammarruco una “scarsa conoscenza” della città: “Del resto – afferma – da anni risiede a Lecce, ma si ricorda di Otranto, solo nel periodo elettorale”. Poi evidenzia la responsabilità di un amministratore, che sa bene di dover fare i conti con tante difficoltà quotidiane, ma che, allo stesso tempo, cerca di dare una prospettiva, una direzione, una “visione” di città: “Noi abbiamo fatto questo in soli cinque anni, raccogliendo l’eredità di una città sfiancata. Gli altri non ci hanno ancora fatto una proposta concreta per dire come intendono amministrare. Privi di idee, l’unica strategia che resta loro è demonizzare l’avversario”.

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