Giovedì, 23 Settembre 2021
Elezioni comunali 2012

Sergio Blasi incita i leccesi: "Ribellatevi contro questo schifo"

Il segretario regionale del Partito democratico usa toni durissimi contro l'accordo politico tra Raffele Fitto e Adriana Poli Bortone: "Un rospo che il sindaco ha dovuto inghiottire". Il 9 marzo Massimo D'Alema a Lecce

Fabrizio Marra, Antonio Rotundo, Sergio Blasi

LECCE - Il Pd prova ad affondare il coltello nel fianco del centrodestra. All'indomani della "riunificazione" tra Raffaele Fitto e Adriana Poli Bortone (e del ritorno in giunta di Lucio Inguscio), il segretario regionale dei democratici, Sergio Blasi alza i toni della dialettica politica e invita i leccesi "non ricattabili" a ribellarsi. "Perché altrimenti non ci saranno più alibi per lamentarsi", aggiunge.

L'analisi del patto che ha riunificato il centrodestra da parte dell'ex sindaco di Melpignano, è drastica ed essenziale: "Perrone ha dovuto inghiottire il rospo della Poli Bortone e sono sicuro che gli andrà di traverso nel segreto dell'urna perché la città non può accettare di essere sbeffeggiata in questo modo".  Inevitabile il riferimento ai tanti temi che, negli ultimi due anni, hanno contrapposto, quasi fossero l'un contro l'altra armati, l'attuale primo cittadino e colei che lo ha preceduto alla guida del governo cittadino: via Brenta, il filobus, la vicenda dei buoni ordinari comunali. 

Come poter dimenticare tutto questo, si è chiesto retoricamente Blasi. Accanto a lui gran parte dei dirigenti del Partito democratico: da Antonio Rotundo, capogruppo a Palazzo Carafa, a Salvatore Capone, segretario provinciale. E ancora Fabrizio Marra, segretario cittadino e molti dei consiglieri comunali uscenti: Angelamaria Spagnolo, Paola Povero, Antonio Torricelli, Sergio Signore. Opposizione cittadina, dunque, all'attacco contro una gestione "clientelare che ha messo in ginocchio le aspettative dei giovani, delle donne, delle imprese di questa splendida città che non può sopportare ancora questo modo di fare", ha concluso Blasi. 

copia-3Nella conferenza stampa di questo pomeriggio in via Tasso ha fatto capolino - pur non essendoci fisicamente - anche Carlo Salvemini, battuto da Loredana Capone alle primarie del centrosinistra del 22 gennaio. Ripresa con forza una citazione che lui aveva lanciato nel dibattito elettorale e che, nei giorni scorsi, è ricomparsa su alcune plance dei viali cittadini: "Allu Comune te Lecce cumandamu nui", una delle espressioni intercettate a Francesco Buonerba, coinvolto nell'inchiesta sul filobus ed ex consulente di Adriana Poli Bortone. Alle spalle di Blasi e soci la riproduzione in formato manifesto di una foto che lo stesso Salvemini veicolò sui social network. Con una piccola differenza: mentre la didascalia del promotore di Lecce2.0dodici recitava, parodiando una famosa pubblicità, "le cose migliori si fanno in due", quella del Pd è pù aggressiva, in sintonia con il progressivo innalzamento del livello dello scontro: "Mandiamoli a casa". Blasi sarà nuovamente a Lecce il 9 marzo in occasione di una manifestazione Loredana Capone e Massimo D'Alema.

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