Mercoledì, 4 Agosto 2021
Elezioni comunali 2012

“Candore cercasi. Politici abusivi nei manifesti e nel nuovo linguaggio”

Maurizio Buccarella, candidato sindaco del movimento Cinque stelle a Lecce, bacchetta gli atteggiamenti contraddittori della politica leccese, dinanzi all'abusivismo dei manifesti elettorali e del "candore" ritrovato a parole

Maurizio Buccarella (foto LeccePrima, tutti i diritti riservati)

LECCE - Posti in Paradiso cercasi, o forse no. La politica che si glorifica in modo autoreferenziale è roba fin troppo terrestre. Eppure usano un linguaggio “mistico”, ma dichiaratamente ironico, i rappresentanti del Movimento Cinque Stelle di Lecce, che attraverso il proprio portavoce (candidato sindaco), Maurizio Buccarella, evidenziano gli atteggiamenti contraddittori della politica leccese dinanzi all’abusivismo dei manifesti elettorali e del “linguaggio”.

“Oltre che inquinare visivamente, anche oltre gli spazi consentiti – chiarisce Buccarella - la loro ‘Lecce adorata’ con i santi faccioni, i nostri politici locali e aspiranti tali adesso scoprono, come se si passassero la voce, il ‘nuovo linguaggio della politica’, cioè quello che noi del Movimento 5 Stelle diciamo da sempre e facciamo dove siamo presenti; linguaggio abusato anche dai politici nazionali come promessa di rinnovato candore”.

“Tornando ai fatti di casa nostra – specifica - si assiste in questa ‘campagna elettorale’ ai nostri ‘santi faccioni’ che usano e abusano della pazienza dei cittadini leccesi imbonendoli con intenti di bene comune applicato a tutti i settori, e addirittura chi ha investito ben 23mila euro dei nostri soldi per la sua lista e ha frodato e usurpato dalle casse del Comune di Lecce, ora la vediamo assurgere alla candidatura di ‘Santa subito’ con la proposta di abolizione dei rimborsi elettorali”.

“Noi – precisa - lo abbiamo già fatto! Tu, Signora, lo puoi fare anche subito, i cittadini lo accetterebbero anche in forma retroattiva! Ma sarebbe un miracolo e si sa....i Santi dopo le elezioni scendono dai 6x3 e i miracoli se li fanno per sé, la differenza è che oggi scorre un rivolo gelato di paura dietro le loro schiene sante, oggi temono che i cittadini li cancellino davvero dai loro calendari”.

 

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