Mercoledì, 4 Agosto 2021
Elezioni comunali 2012

Capone: "Perrone rifiuta un confronto pubblico perché ha paura"

Ci sarebbero decine di motivi per cui il sindaco uscente, che si ripropone alle amministrative del 6 e 7 maggio, rifiuterebbe un confronto pubblico con gli altri candidati sindaci. Ragioni elencate dalla candidata per il centro sinistra

 

LECCE – “Mancano meno di 20 giorni alle elezioni e i candidati sindaco non hanno ancora fatto un confronto pubblico. Abbiamo già chiesto più volte un confronto, anche in Piazza Sant'Oronzo. Perrone non ci ha mai risposto. Ha paura, è del tutto evidente”. 

Ci sarebbero decine di motivi per cui il sindaco uscente, che si ripropone alle amministrative del 6 e 7 maggio per il centro destra, rifiuterebbe un confronto pubblico con gli altri candidati sindaci. Ragioni elencate dalla candidata a primo cittadino per il centro sinistra Loredana Capone e che tiene subito a dire di non avere paura di dirgli in faccia le cose che ho detto a lui oggi”. Il leit motivi del “non avere paura” Capone lo indirizza in una nota anche alla stampa, invitando al rispetto del pluralismo dell’informazione. Ed elogia i cittadini di via Pistoia che “non hanno avuto paura di dire basta a 20 anni di 'Cumandamu nui”. 

E sempre sull’argomento case popolari insiste la cndidata a sindaco per il centro sinistra: “Perrone chiede a Rotundo di andare in Procura a denunciare irregolarità. Così farà Rotundo nei prossimi giorni, ma c'è davvero bisogno di una denuncia? C'è davvero bisogno del reato penale? Perrone non prova vergogna per ciò che accade? Un ascensore promesso da 30 anni e mai avuto, persone disabili che non possono uscire di casa, muri fatiscenti. A caldo mi viene da chiedermi: perché il Comune non fa un’ordinanza urgente per mettere in funzione l’ascensore?”

E Capone rincara la dose: “Abbiamo anche visto come Perrone e i suoi costruiscono il loro consenso: ricattando, chiedendo voti in cambio dell'esercizio dei diritti, o minacciando ritorsioni alle persone che denunciano pubblicamente ciò che succede loro. Lo abbiamo visto ieri con Martella. Penso invece che in questi mesi noi abbiamo raccontato ciò che siamo noi, ciò che sono io come candidata e come persona, e cioè che è la destra di Perrone, Poli, Ripa, Inguscio, Pagliaro, Buonerba, Fitto, Berlusconi che governa Lecce da vent'anni.

Ed ecco le sette domande che Loredana Capone vorrebbe fare a Perrone in un confronto pubblico: Lecce vuole davvero essere una città in cui per avere una casa popolare devi votare a destra, in cui il bando per le case popolari manca da 13 anni, in cui gli assessori convocano i loro amici via SMS per poter partecipare, o Lecce vuole essere una città dove la nuova edilizia sia ecosostenibile, autosufficiente dal punto di vista energetico, in cui i privati possano investire, in cui i bandi pubblici non premiano la fedeltà politica ma garantiscono diritti per tutti? Lecce vuole davvero essere una città in cui non c'è piano regolatore e per 15 anni si procede con le varianti agli amici degli amici? In cui si fanno piste ciclabili frammentate e sconcluse e manca un vero piano per la mobilità urbana? Una città che vuole essere turistica ma tiene chiusi il teatro romano e l'anfiteatro all'uso quotidiano? Che non ha un bagno pubblico? Lecce vuole davvero essere la città dove ci si ricorda di piazza Mazzini e della galleria solo in campagna elettorale? Vuole essere la città dove si spendono 23 milioni di euro per il  filobus che rimane sempre vuoto e non collega nessuno dei punti nevralgici del centro urbano?

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