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Elezioni comunali 2012

Urbanistica condivisa e "ipocrisia della partecipazione". Capone attacca

Il candidato a sindaco imputa all'amministrazione l'assenza di programmazione e invita i leccesi a non lasciarsi incantare dalle parole. Carlo Salvemini rincara: "Sette anni persi in un gioco chiuso nelle stanze del palazzo"

 

LECCE - L'urbanistica, come prevedibile, diventa uno dei terreni prediletti della campagna elettorale. Del resto non c'è settore del governo cittadino che coinvolga, tutti insieme, una pluralità di interessi così vasta: da quello abitativo di chi vede nell'edilizia residenziale pubblica (una volta si diceva popolare) l'unica speranza di avere una casa, a quello economico di chi è interessato agli insediamenti commerciali, passando attraverso le professionalità che, a vario titolo, sono coinvolte dalla filiera: il muratore, l'imprenditore, l'architetto, ma non solo.
 
I destini di una città, lo si sa, sono nella sua strategia urbanistica di lungo periodo, proprio quella che, hanno detto oggi in conferenza stampa Loredana Capone e Carlo Salvemini, è mancata negli ultimi 15 anni in cui ha governato il centrodestra. E non basta, hanno ammonito i due leader dell'opposizione cittadina, "accendere all'ultimo momento, qua e là, focolai di partecipazione"
 
"La condivisione da parte del governo cittadino delle buone pratiche di rigenerazione e riqualificazione di via Leuca, il progetto messo in campo in questi giorni per la redazione del bando di riqualificazione di Piazza Mazzini, non possono in alcun modo fare da paravento alla totale assenza di condivisione e partecipazione nella formazione del Documento programmatico preliminare", ha dichiarato Salvemini. Proprio nel corso dell'ultimo consiglio comunale, il sindaco, Paolo Perrone, ha deciso di ritirare le relativa delibera di approvazione, rinviandola alla nuova consiliatura, come del resto chiesto dal Partito democratico.
 
"La storia di questi ultimi anni - ha proseguito l'esponente dell'associazione Lecce2.0dodici - ha avuto una trama diversa da quella che si sta tentando di raccontare in questi giorni e in queste ore: non l’apertura di cantieri di partecipazione pubblica, popolare per costruire uno sguardo urbano capace di immaginare il futuro con gli occhi dei cittadini. Ma sette anni (cioè dal 2005, quando la giunta Poli aveva licenziato un piano urbanistico poi cassato da Perrone, ndr) sprecati in un gioco politico tutto chiuso nelle stanze del palazzo, oscuro agli occhi della città dove si sono avvicendati, sindaci, assessori, dirigenti, collaboratori, consulenti. Persino due Università, Napoli e Genova, con schiere di professori, consulenti, ricercatori e studenti".
 
Sulla stessa lunghezza d'onda il candidato a sindaco, Loredana Capone, che ha messo in evidenza il ricorso sistematico da parte dell'amministrazione comunale uscente all'approvazione in variante rispetto all vecchio piano regolatore: "Quale è stato l'impatto di queste varianti?"ha chiesto retoricamente. Per l'aspirante primo cittadino la chiusura in se stessa della giunta Perrone si è manifestata anche attraverso una totale indifferenza nei confronti dell'hinterland leccese: "Non è stata fatta alcuna conferenza di pianificazione con i comuni vicini e questo ha consentito a qualche amministrazione di agire a detrimento degli interessi del capoluogo", ha detto la vice presidente della Regione, con indiretto riferimento ai centri commerciali che sorgono a pochi chilometri da Lecce. 
 
Rispetto all'iniziativa odierna cantierizzata dal Comune sotto la galleria Mazzini, Loredana Capone non ha esitato a bollarla come "Ipocrisia della partecipazione allo scadere di 15 anni di governo". L'opposizione, da parte sua, è pronta ad offrire ai leccesi una prospettiva diversa e non solo una profonda critica: "Lecce bene comune", ovvero il listone che fa capo a Carlo Salvemini, depositerà a Palazzo Carafa - come già ha fatto nei mesi scorsi in cui l'associazione Lecce2.0dodici è stata impegnata in numerosi appuntamenti nell'ambito dell'iniziativa "Più Lecce nei quartieri" per discutere con i residenti del presente e del possibile futuro urbanistico - gli esiti di tutte le tappe, indipendentemente dall'esito delle amministrative.
 
In coerenza con questo spirito costruttivo, ha concluso Salvemini al termine della conferenza stampa, "organizzaremo un'assemblea pubblica nel corso della quale, insieme a Loredana e invitando cittadini e professionisti, ordini e imprese, associazioni e movimenti presenteremo il bilancio conclusivo di questa esperienza che si tradurrà in un contributo alla visione urbana per la costruzione di una immagine futura della nostra città utile a valorizzare il tema della città pubblica a noi caro: quella che vorremo affermare a Lecce nel prossimo futuro".  
 
"Noi ci impegniamo - ha chiosato da parte sua Loredana Capone - a costruire per Lecce una visione d’insieme in cui tutti i quartieri devono avere un ruolo da protagonisti. Nello sviluppo urbanistico della città priorità assoluta deve essere quella di ridurre la distanza reale e psicologica tra centro e periferie, azzerare l'idea che ci siano cittadini di serie a e cittadini di serie b per l'accesso ai servizi e per la qualità della vita della via in cui vivono, rendere i leccesi fieri delle loro marine (e renderle davvero accessibili ai turisti), riportare il verde in città, non costruire se non necessario e costruire solo edifici sostenibili dal punto di vista energetico e ambientale. Lecce deve tornare a essere un gioiello, ora è una città che fa fatica a respirare, e non deve subire le scelte delle città vicine, ma piuttosto tornare a essere città a vocazione metropolitana, capitale del Salento e punto di riferimento per il Sud Italia".

 

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