Tour nel centro storico, i turisti incalzano: "Cancellate le scritte sui muri"

Al Teatro romano Loredana Capone ha ascoltato i suggerimenti di un gruppo di tedeschi. Alcuni residenti lamentano problemi di decoro e sicurezza, lei conferma: "Esiste una periferia anche nel centro"

Foto LeccePrima (tutti i diritti riservati)

LECCE - Per un amministratore pubblico italiano non c'è cosa peggiore che imbattersi in un gruppo di turisti tedeschi, di quelli che in questi primi giorni di primavera stanno iniziando a sciamare nel centro storico di Lecce. Nella mattinata di oggi Loredana Capone aveva dato appuntamento ai cronisti presso il Teatro romano per un'altra tappa del tour elettorale che la sta portando  nei rioni della città.  Il gruppetto di visitatori le si è avvicinato, intuendo che si trattasse di una figura politica, e ha fatto notare quanto campeggiava in una sorta di invisibilità: un tappeto di colorati e incompresibili murales a fare da sfondo alla conferenza stampa. "I signori mi fanno notare che queste scritte non stanno bene qui", ha detto la guida in un italiano rigido ma comprensibile. Messaggio ricevuto. Le scritte sono una piaga atavica, una sorta di corredo del teatro, tanto che se su Google Map si cerca Teatro romano con la funzione Street view le immagini visualizzate non sono certo invitanti per chi, magari dall'altro capo del mondo, volesse farsi un'idea.

Del resto, il contrasto con la pulizia quasi inappuntabile del sito - tirato a lucido nelle ultime ore, dicono i residenti - era troppo stridente per non essere notata, tranne da chi, per rassegnazione, ci ha fatto l'abitudine. L'area del centro storico in cui è situato il teatro, pur essendo a ridosso delle vie della movida, vive in una sorta di dimensione altra. La mancanza di bagni pubblici - problema che nonostante sia stato messo in luce più volte non ha trovato ancora soluzione - trasforma le viuzze che conducono all'entrata del sito archelogico in una latrina a cielo aperto e, nemmeno la maggiore valorizzazione come contenitore culturale, attuata negli ultimi due anni, ha posto rimedio.

teatroromano 002-2A questo si somma il tema della sicurezza, avvertito soprattutto dagli anziani. E, al proposito, Loredana Capone ha rilanciato lo strumento del vigile di quartiere, ritenuto di grande utilità soprattutto in alcune zone del centro, come le Giravolte, dove è poi proseguita la passeggiata mattutina del candidato a sindaco: "Anche nella parte storica della città, esiste una periferia. Il mio impegno è quello di far risplendere ogni angolo del centro storico". In una città a vocazione turistica come Lecce, tra le questioni amministrative, la gestione del cuore urbano è certamente strategica. 

Il nocciolo della risposta complessiva del centrosinistra ha un nome: Fondazione di partecipazione, un contenitore formale all'interno del quale far confluire i "compartimenti stagni" che compongono l'asset sociale ed economico del centro: i residenti, gli esercenti - soprattutto di locali pubblici -, gli artigiani, le istituzioni. Quattro attori i cui interessi sono spesso in conflitto: i primi che rivendicano tranquillità e pulizia, i secondi che chiedono di poter mettere a frutto i loro investimenti sfruttando le potenzialità del centro come polo di attrazione per i giovani, i terzi a sgomitare per garantirsi una sopravvivenza messa a repentaglio dall'invasione delle strutture di ristorazione, grazie ad una gestione delle licenze troppo permissiva, come ha dichiarato la vice presidente della Regione. Il Comune, infine, deve trovare una sintesi, quasi mai facile, e tocca ai leccesi, ma anche ai turisti, giudicare l'efficacia delle politiche di governo cittadino.

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