Capone vs Capone sui sondaggi “fasulli”: “Stanchi della cortigianeria”

Il candidato di Verso Lecce attacca i numeri presentati dalla vicepresidente regionale, che guida il centrosinistra alle amministrative: “Rilevamenti senza peso, usati per mobilitare i seguaci e smontare le altrui certezze”

Il candidato sindaco Antonio Capone

LECCE – “Quando la paura fa 90, escono fuori i sondaggi. Si tratta di rilevamenti che non si capisce bene come siano stato eseguiti e che comunque perdono il loro significato di fotografia dell’esistente per diventare strumento da utilizzare per mobilitare i propri seguaci e smontare le altrui certezze”. È questo il duro commento di Antonio Capone, candidato sindaco di “Verso Lecce”, che replica così alla presentazione dei dati fatti da Loredana Capone, nome guida del centrosinistra leccese alle prossime amministrative.

“Il fatto è un altro – chiarisce - l’ubriacatura delle primarie, tanto a destra quanto a sinistra, non solo non ha chiuso la partita, ma ha fatto comprendere ai cittadini che Lecce non può permettersi altri cinque anni di cortigianeria, di vita spesa alla corte dei potenti di turno, sempre presenti con i loro faccioni nel periodo elettorale (basti guardare i 6x3 in città) e sempre assenti nel momento del bisogno dei cittadini, quando, a cariche raggiunte, ci si dimentica dell’ascolto promesso”.

“Siamo convinti che – rileva Capone - i sondaggi in circolazione siano molto lontani dal vero. Basta parlare con la gente, anche con coloro che per timore reverenziale si sono recati alle primarie, per capire che la musica che uscirà dalle urne sarà diversa. La gente è stanca del notabilato autoreferenziale che non conosce i nervi scoperti della crisi vera, di quella crisi che attanaglia tante famiglie leccesi”.

“La promessa di un posto di lavoro, questa volta – rincara Capone -, non sortirà effetti perché è il passato che parla con le sue verità: tutti sanno che finita la campagna elettorale quei posti messi a concorso saranno ad appannaggio dei figli dei soliti noti. Il 6 e 7 maggio, chi adesso pensa di giocarsela per la vittoria, si ritroverà deluso”.

 

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