Martedì, 27 Luglio 2021
Elezioni comunali 2012

Caustico Capone: "L'inutile parata di stelle offende l'intelligenza dei leccesi"

La riflessione del candidato sindaco con "Verso Lecce", rivolta agli avversari: "Alfano, Bersani e Casini hanno affossato il Paese e non sono da esempio. Ci si accompagni con persone che rappresentino un esempio per i cittadini"

 

LECCE – A chi giova? La domanda se la pone l’ex assessore Antonio Capone, candidato sindaco per con la lista “Verso Lecce”, che lancia, in una riflessione, un monito ai suoi colleghi concorrenti: basta con la parata di stelle. “Inviterei sommessamente tutti i candidati a sindaco della nostra città ad evitare di farsi accompagnare, in questi ultimi scampoli di campagna elettorale, dai cosiddetti big, dalle cosiddette star, dai cosiddetti potenti dei partiti a cui fanno riferimento”.

Il riferimento è generale. “Vedere a Lecce Alfano, Bersani e Casini, non è certamente un arricchimento per la nostra popolazione – dice Capone -, bensì una beffa, un ulteriore impoverimento culturale, poiché queste tre persone stanno contribuendo, come tutti gli italiani hanno perfettamente compreso, ad affossare il Paese, non a farlo decollare come invece meriterebbe, a causa di iniziative vessatorie soprattutto nei confronti dei ceti più deboli”.

Capone aggiunge che, “di solito, quando si chiede il consenso e la fiducia, si è portati, proprio per la serietà della richiesta, ad accompagnarsi ad uomini e donne che possano sottolineare ancor di più la nostra credibilità e che possano essere testimoni non soltanto dei nostri buoni propositi, ma anche della concretezza dei nostri programmi. E, d’altro canto, noi candidati avvertiamo l’esigenza di accompagnarci a persone che possano essere d’esempio per la loro attività e per il loro impegno sociale”.

“C’è da chiedersi – dice ancora -: quale esempio possono aver dato agli italiani ed ai leccesi i segretari di tre partiti che, nel momento in cui la crisi morde al collo tanti cittadini, essendo tragica causa perfino di suicidi da parte di chi non riesce più a portare avanti un’esistenza dignitosa, nel chiuso di un Parlamento composto da loro nominati, hanno pensato bene di rimpinguare il piatto ricco dei rimborsi elettorali, sottraendo quelle risorse alla gente comune per versarle nelle tasche della casta?  Quale esempio ne deriva dai loro comportamenti?”

“Sarebbe meglio che questi cosiddetti big – conclude -, invece di girare in lungo e in largo l’Italia a spese nostre, ritornassero in Parlamento e si facessero promotori di un’iniziativa tesa a rifiutare quel denaro non dovuto e mai guadagnato, mettendolo a disposizioni delle vere esigenze del Paese”.

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