Domenica, 1 Agosto 2021
Elezioni comunali 2012

Elezioni 2012. Paolo Perrone fa il vuoto, centrosinistra da rifondare

Dai dati parziali emerge un verdetto chiaro: il sindaco uscente è stato riconfermato con una larga maggioranza ricevendo più del doppio delle preferenze rispetto a Loredana Capone. Maurizio Buccarella terzo

 

LECCE – I leccesi hanno conferito, in maniera quasi bulgara, il secondo mandato a Paolo Perrone, sindaco uscente. Già dai primi dati la sentenza è parsa inappellabile e l’ipotesi del ballottaggio, balenata negli ultimi giorni di campagna elettorale con una certa insistenza, è tornata ad essere relegata nella dimensione utopica di un centrosinistra che, alla terza batosta consecutiva - Maritati nel 2002, Rotundo nel 2007 e ora Capone-, non deve perdere un solo attimo per avviare, questa volta seriamente, un progetto di rinnovamento che possa preludere ad una benché timida proposta di alternativa al governo della città, magari tra cinque anni.

Con il 5 per cento del campione scrutinato, Perrone aveva già più del doppio delle preferenze accordate alla vice presidente della Regione e il tabellone virtuale, nel primo pomeriggio, segnava oltre 60 a meno di 30. Per gli addetti ai lavori, un distacco talmente ampio da configurare una netta vittoria al primo turno, che gli analisti hanno infatti “chiamato” poco dopo le 18.30. E questo, nonostante la crescita del dato relativo all’astensione (+6,5 per cento rispetto al 2007). In pratica, quasi un avente diritto al voto su tre non si è recato alle urne. Il centrodestra – in un clima nazionale favorevole per il voto di protesta e comunque benevolo per il Pd e gli avversari del berlusconismo al tramonto – ha saputo non solo reggere l’urto ma rilanciare con una mobilitazione senza precedenti, del resto in qualche modo preannunciata dal successo dell’esperimento delle primarie.

Gestire in maniera ininterrotta le redini degli uffici comunali e tutti i posti chiave, senza dubbio, spiega molte cose, ma non tutto. Questi numeri, se confermati dal prosieguo dello spoglio, disegnano una sconfitta della candidata del centrosinistra ogni oltre pessimistica previsione. Il testa a testa tra Luigi Melica dell’Udc e Maurizio Buccarella del Movimento cinque stelle dimostra il notevole risultato, seppur inferiore a quello registrato in altre realtà italiane, della lista emergente che fa capo a Beppe Grillo. In attesa di conoscere l’entità del voto disgiunto, di comprendere chi sia stato più danneggiato dall’astensione, e di pesare la consistenza delle singole liste - dove potrebbero non mancare sorprese in positivo e in negativo -, il verdetto è già scritto: Lecce, per la quarta volta consecutiva, è appannaggio del centrodestra. Senza storia.

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