Elezioni comunali 2012

Luigi Melica: "Indecisi e delusi decisivi per il rinnovamento della città"

Il candidato del polo dei moderati risponde alle domande di LeccePrima. Concertazione, destagionalizzazione, Ufficio Europa e trasparenza, i temi forti di una proposta politica che mira a sparigliare fino in fondo le carte

Luigi Melica (Foto LeccePrima)

 

LECCE - Luigi Melica è un docente universitario, scelto dall'Udc per competere alle amministrative di maggio come candidato sindaco del polo dei moderati. La sua rincorsa a Palazzo Carafa è partita in ritardo rispetto agli altri candidati, ma la determinazione del figlio dell'ex sindaco di Lecce, Augusto Melica, è pari alla consapevolezza dei propri mezzi. LeccePrima gli ha rivolto alcune domande.
 
Professor Melica, quanto è in salita la strada per chi, come lei, si è presentato ai nastri di partenza quasi allo scadere?
 
La schiera di indecisi e di delusi, la loro disaffezione per la politica, come dimostrano gli ultimi sondaggi, sono fattori che in realtà potrebbero essere decisivi per un rinnovamento della classe politica. È la rivolta degli esclusi, di coloro che non si sentono rappresentati, o non lo sono più, nè dal centrodestra, nè dal centrosinistra. In quanto terzo incomodo e soprattutto fuori dagli schemi, incarno appieno quella società civile che non vanta un cammino politico di lungo corso e che, per questo, vuole ascoltare le esigenze di tutti senza preconcetti di parte.
 
I suoi principali competitori hanno una cosa in comune: sembrano due macchine da guerra. Scusi la franchezza, ma chi gliel’ha fatta fare?
 
Ritengo che se si continua a dare sponda alla politica con questa idea, la società civile sarà destinata a rimanere a casa e ad assistere attonita al degrado di questo sistema. Se la società deve continuare a pensare con questo schema, non potrà più lamentarsi del fatto di non essere ascoltata dai suoi rappresentanti nelle istituzioni politiche.
 
I sondaggi, per quello che valgono, la vedono in affanno. Crede che, oltre alla partenza in ritardo, ci sia dell’altro?
 
Se lei crede che il sottoscritto non conti nulla, perchè mi fa domande così incisive sul motivo della mia discesa in campo? L’unica vera questione rilevante, che è emersa dai sondaggi, è quel preoccupante 30% di indecisi. Per quel che mi riguarda, e come sottolineato da tutti, il sondaggio di fatto non mi riguardava, essendo stato presentato il giorno prima.
 
L’Udc leccese è stato corteggiato in maniera serrata da entrambi i poli, poi ha scelto “la terza via” puntando su di lei, come tecnico. Perché non garantirsi con un apparentamento?
 
Perchè in molte parti d’Italia l’Udc ha scelto di andare avanti da sola. La legge elettorale prevede due turni ed è consuetudine che i partiti come l’Udc vadano da soli al primo, per poi apparentarsi al secondo. Solo in questo modo si può capire quanto pesi un partito, e soprattutto, se presentandosi con un proprio candidato riesca ad avere un valore aggiunto. E poi, torno a ripetere, un profilo tecnico come il mio può calamitare l’attenzione di coloro che non si identificano nei partiti politici e, forse, potrebbe meglio guidare l’amministrazione in un periodo così difficile.
 
Ci sono delle defezioni importanti. Carmelo Isola è ufficialmente candidato di Fli, ma anche Pankiewicz, bandiera del partito in consiglio, potrebbe ad horas annunciare la separazione. Come se lo spiega?
 
La lista dell’Udc sarà altamente competitiva, così come lo sarà quella di Fabrizio Camilli e di Antonio Buccoliero. I conti si fanno alla fine e poi lei non mi sembra informato sulle ultime evoluzioni.
 
Individui cinque temi forti della sua proposta per la città e da presentare ai lettori di LeccePrima.
 
La mia amministrazione sarà fortemente improntata al dialogo e alla concertazione con tutte le parti sociali e con i cittadini. A partire dal rendere i Servizi sociali il fulcro del governo cittadino, abbinandoli al lavoro: in tempi di crisi come questi, la disoccupazione giovanile, quella femminile e anche quella dei padri di famiglia di mezza età richiede un apporto decisivo da parte degli enti locali. Sino a oggi non mi sembra che si sia prestata la dovuta attenzione a questa situazione.
 
A proposito di lavoro, Lecce dovrà puntare alla destagionalizzazione del turismo e al marketing territoriale.
È necessario poi valorizzare la professionalità femminile, nominando le esperte migliori ai vertici delle società partecipate e dell’Istituzione per i Servizi sociali; a oggi, non ci sono donne in questi enti. Io non le nominerò per ribilanciare tale situazione, ma mi limiterò a selezionare i curricula più meritevoli comparando quelli appartenenti agli uomini a un numero almeno pari appartenenti alle donne, che richiederò ai diversi enti di rappresentanza (ordini professionali, sindacati, etc.) e ai dipartimenti universitari. L’avere donne nelle posizioni apicali verrà di conseguenza.
 
L’Ufficio Europa, che era il fiore all’occhiello della giunta Poli, dovrà tornare a dare un respiro internazionale a questa città, predisponendo progetti in rete con gli uffici scolastici e i diversi dipartimenti dell’università. Ritengo che un’esperienza all’estero già a partire dalle scuole superiori, per poi continuare durante l’università sia il miglior strumento per poter in prospettiva trovare un’occupazione lavorativa, tenuto conto dello scenario altamente competitivo di oggi e della carenza di professionalità.
 
Non potrò rinunciare infine al valore in cui credo di più, la trasparenza: il Comune dovrà poter comunicare con i suoi cittadini, dando prova del proprio operato, attraverso strumenti essenziali come il suo sito internet. Siamo nell’era dell’e-democracy.
 
Augurandole in bocca la lupo, corre l’obbligo di una domanda: se l’Udc restasse fuori dal ballottaggio, darete un’indicazione di voto per Perrone o per la Capone?
 
Per chi recepirà le mie indicazioni programmatiche con maggiore convinzione ed entusiasmo.
 
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