Domenica, 25 Luglio 2021
Elezioni comunali 2012 Via Imperatore Adriano

Applauso solidale per Carlo Quarta, Perrone presenta la lista "Grande Lecce"

I 31 candidati sono stati presentati questa mattina, presso il comitato leccese. Inevitabili i riferimenti del sindaco e di Roberto Marti all'imprenditore 38enne, ritiratosi dopo la vicenda giudiziaria che lo ha coinvolto

Un momento della presentazione

LECCE - Per la presentazione della lista "Grande Lecce", prevista per questa mattina, non poteva che esserci un "grande" ritardo. Ma dopo quasi un'ora, il più atteso, Paolo Perrone, impegnato contemporaneamente in un altro appuntamento, ha raggiunto il comitato di via Imperatore Adriano, dove erano presenti gli aspiranti consiglieri della lista: Cataldo Boccuni, Paolo Cantelmo, Domenico Capoccia, Luca Caretto, Marco Cazzella, Gabriele Ciardo, Vito Cirielli, Vincenzo Elia, Giordana Guerrieri, Luigi Guido, Marco Imperio, Andrea Lecci, Gianni Malecore, Luciano Marzo, Paride Mazzotta, Alessandro Miceli, Cosimo Miccoli, Daniele Montinaro, Salvatore Palano, Luca Pasqualini, Tiziana Pastore, Egidio Personè, Ernesto Bruno, Carlo Quarta, Stefano Ramires, Salvatore Rollo, Luigi Ruberti, Dario Russo, Francesco Sanguedolce, Paolo Colizzi, Damiano Tondo, Achille Arigliani.

Dalla rosa dei 32 candidati che, il prossimo 6 e 7 maggio  saranno in corsa per il rinnovo del consiglio comunale di Palazzo Carafa, ne mancava uno. Carlo Quarta, il presunto "mister X" della "cronaca giallorossa", finito sotto i riflettori con l'accusa di frode sportiva dalla Procura di Bari, che è uscito di scena, ritirando la propria candidatura dalla competizione elettorale.

Il discorso aperitivo è toccato al capogruppo del Pdl del Consiglio regionale, Rocco Palese. "Grande occasione, grande Lecce, grande sindaco" e poco ci è mancato alla standing-ovation nella sala gremita da persone "intelligenti". I leccesi, Rocco Palese, li ha definiti proprio così. "Sono convinto che gli abitanti di questa città siano persone sveglie. Capiranno, nel loro interesse, che è opportuno riconfermare Paolo Perrone, un primo cittadino stimato anche altrove per essere stato in grado di guidare quest'amministrazione anche in un momento critico". Una scelta obbligata, stando alle parole del capogruppo regionale del Pdl: "Non ci sono alternative, davanti ad una sinistra che è riuscita a bloccare l'ampliamento dell'ospedale Vito Fazzi dove ancora non si è vista la prima pietra".

Sulla contrapposizione destra e sinistra, il primo cittadino uscente ci è andato più cauto. O, quanto meno, ha provato a farlo. "Questa è una lista di amici, composta nel giro di venti giorni. Una lista di amici personali, miei e di Roberto (Roberto Marti, consigliere regionale del Pdl ed ex assessore comunale all'Urbanistica, ndr), con i quali dal giorno della mia vittoria alle primarie, ho respirato aria buona nonostante l'atmosfera insidiosa dalla quale cercheremo di salvaguardarci in queste due settimane rimaste". Ma i toni, nel corso della presentazione, si sono inaspriti davanti alla pronuncia del nome di Carlo Quarta. "Una lista, la nostra, vittima di attacchi ingiusti da parte della mia avversaria. Carlo ha ritirato la propria candidatura, eseguendo  un passo indietro dignitoso, per tutelare tutti noi. La vicenda, però, è stata strumentalizzata con il solo fine di screditarci".  A quanto pare, tuttavia, ci ha pensato l'ardore divino a rimettere ordine nell'entropia elettorale: "Dio esiste ed è grande - ha dichiarato Paolo Perrone - se appena due giorni dopo l'episodio che ha coinvolto Carlo Quarta, una tegola giudiziaria si è abbattuta sul capo indiscusso della vicepresidente della Regione, Nichi Vendola" (che risponde di concorso in abuso d'ufficio, per la nomina di un primario e di peculato e falso per il caso dell'ospedale "Miulli", ndr).

"Se Loredana Capone - come ha lasciato intendere il principale inquilino di Palazzo Carafa - si è affrettata ad attaccare la vicenda di Quarta, accusato di frode sportiva, mettendo in discussione la serietà delle persone che compongono la lista "Grande Lecce", come mai non si è invece pronunciata quando il suo capo è finito nel ciclone giudiziario per peculato?". Poi il sospiro: "Come siamo diversi noi, da loro". E sul "diversi", dal pubblico parte un "principalmente siamo diversi da lui", tra le risate generali e le promesse di rivedersi in quella stessa sala, per i festeggiamenti del 7 maggio. Poi i ringraziamenti del consigliere Marti e un'altra arringa a difesa di Carlo Quarta, sulla quale è partito un lungo, finale, scroscio di mani.

 

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