Mercoledì, 23 Giugno 2021
Elezioni comunali 2012

Listone unico. Tra i giovani del centrosinistra pareri discordanti

Restano le distanze sulla proposta della lista unitaria, lanciata da Carlo Salvemini. Per Toma, dei Giovani Democratici, "un'operazione elettorale di necessità". Fds: "L'esigenza è un progetto unitario a sinistra"

LECCE - Fa ancora discutere nel centrosinistra leccese la proposta della formazione di una lista unitaria da parte di Carlo Salvemini, dentro cui accorpare forze come SeL, Puglia per Vendola, Federazione della sinistra e la civica vicina all'ex candidato alle primarie. Come emerso nei giorni scorsi, qualche fibrillazione si sta registrando soprattutto nel Partito Democratico, che, pur uscito vincitore dalle primarie con la propria candidata, Loredana Capone, non vede di buon occhio la scelta prospettata dalle formazioni alleate del centrosinistra.

Si confrontano sul punto, naturalmente con posizioni molte diverse, il segretario regionale dei Giovani democratici di Puglia, Vincenzo Toma, e per la sezione leccese della Federazione della Sinistra, Alessandro Persano e Massimo Melillo.  

Vincenzo Toma: “Listone a sinistra: Unione di forze o di debolezze?”
“L’immagine più ‘estetica’ delle primarie del centrosinistra è stata di sicuro quella offerta da Carlo Salvemini qualche minuto dopo la notizia della sua sconfitta: stappare una bella bottiglia di spumante e festeggiare il successo delle primarie e del centrosinistra. Chapeau. Si, perché, come ricordava lo stesso Carlo, l'estetica (naturalmente quella legata alle azioni, ai gesti) è un tratto fondamentale della buona politica. Più in generale, nella vita come in politica, non esiste etica senza estetica.

Ma questa è storia di qualche settimana fa. Archiviate le primarie, l'attenzione del centrosinistra è ora tutta rivolta alla formazione delle liste che supporteranno Loredana Capone nella difficile ma non impossibile sfida elettorale contro il centrodestra. Con due certezze: il centrosinistra non allargherà il perimetro della sua coalizione (almeno non al primo turno) e Loredana avrà il pieno supporto di tutte le sigle che si riconoscono nel centrosinistra. E qui sorge il primo delicato problema: quante sono le sigle (partiti, civiche, movimenti) a disposizione di Loredana?

A guardare l'affollamento alle riunioni del tavolo del centrosinistra sembrerebbero almeno sette o otto. Ma non è tutto oro quello che luccica. Perché, alla fine, si scopre che ad oggi le liste sono solo tre: Pd, Idv e una civica (ma tutt’altro che civica) denominata ‘Noi per Lecce’ che ha il compito di racchiudere sotto il suo simbolo tutti i partiti e i movimenti che hanno sostenuto Carlo Salvemini alle primarie, praticamente tutta la sinistra leccese che non si riconosce nel Pd.

Ma con quale obiettivo la sinistra Leccese decide di mettersi alle spalle anni di divisioni e fratture per dare vita ad un unico soggetto elettorale? Per carità, l'unione delle forze a sinistra del Partito Democratico sarebbe un importante segnale che porterebbe ad una sostanziale e positiva semplificazione del quadro politico del centrosinistra, un processo politico a dir poco lungimirante. Se fosse questo, però. A me pare, più che una operazione politica di semplificazione, una operazione elettorale di necessità. A dire il vero di diverse necessità.

La prima e la più lampante è la necessità di avviare una competizione interna con il Pd, un secondo round dopo quello delle primarie. C'è da dire che la competizione-collaborazione tra le liste è un'idea che apparteneva allo schema proporzionale della prima repubblica, ben distante dallo schema dell'attuale sistema maggioritario in cui la priorità è che il candidato sindaco prenda un voto in più del suo avversario. Quindi al centrosinistra serve una pluralità di liste per vincere, serve moltiplicare i candidati e non dimezzarli. Questo sforzo è necessario anche da parte del Partito Democratico.

La seconda è quella dei partiti, Fds e SeL, di avere una possibilità di tornare a sedere tra i banchi del consiglio comunale evitando di imboccare la strada, sicuramente più tortuosa e incerta, dell'ardua ricerca di 32 candidati necessari per comporre liste autonome. Anche se immaginare una competizione senza il simbolo di un partito nazionale che si riconosce nella leadership del governatore pugliese in una città-capoluogo della sua regione sembra quantomeno inopportuno. Come inopportuna è l'assenza sulla scheda elettorale, per la prima volta nella storia, della falce e martello che a Lecce ha un discreto voto d'opinione e un elettorato che non accetterebbe facilmente questa opzione. Insomma, rinunciare ai simboli di SeL e Fds farebbe male innanzitutto a loro stessi e conseguentemente a tutto il centrosinistra.

La terza riguarda direttamente Carlo Salvemini e la sua scelta di non aderire a nessun partito. Ma la necessità di Salvemini ha un duplice aspetto. Il primo è la certezza di aggiudicarsi un seggio in consiglio, cosa che non sarebbe così scontata in una lista civica tutta sua e con la competizione di almeno altre due liste alla sua sinistra. Il secondo è quello di rafforzare la sua leadership nella sinistra leccese pur, ufficialmente, non aderendovi. Un po' come avere il piede in due scarpe con il rischio di perdere per strada un po' di voti a sinistra e un po' di voti di quel mondo della società civile che ha sostenuto Salvemini proprio per la sua rimarcata distanza da tutti i partiti, in un momento in cui i partiti non godono di buona salute.

In politica L'unione di forze non è mai da considerare negativa,tutt'altro. Ma la somma di tante debolezze non fa mai una forza. Questo è il problema. Lo dico nella consapevolezza che l'unica vera necessità che abbiamo è quella di battere il centrodestra e il suo modello privatistico e clientelare nella gestione della cosa pubblica, oramai impantanato in un congresso lacrime e sangue e pronto a svolgere delle primarie senza senso. Ce la possiamo fare ma serve coraggio. Non è il tempo delle scorciatoie. Serve un gesto di disponibilità, un gesto ‘estetico’, appunto”.

Persano e Melillo: “Riaprire la partita. A Sinistra”
“In questi giorni abbiamo letto una serie di dichiarazioni, proposte e proteste sulla possibilità lanciata da noi della Fds e condivisa da Carlo Salvemini di una lista unica, che tanto entusiasmo sta suscitando negli ambienti di sinistra. Crediamo sia arrivato il momento di chiarire che cosa noi proponiamo alla città prima di essere seppelliti dai consigli degli alleati. Il progetto stesso della Federazione della Sinistra è teso alla costruzione di uno spazio a Sinistra, ed a Lecce abbiamo sostenuto Carlo Salvemini perché abbiamo visto che i suoi contenuti, le sue modalità di interazione con la città, hanno contribuito in modo determinate a rimettere in moto teste e cuori della Sinistra.

Il risultato delle primarie non chiude lo spazio a sinistra, anzi evidenzia oggi la possibilità e la necessità di una proposta politica ‘di sinistra’. Continuare insieme il cammino, noi della Fds, Lecce20dodici, Sel e i moderati che sostengono Carlo, è per noi la strada più logica per dare peso e sostanza a quanto costruito e diffuso in questi mesi.

Abbiamo l’opportunità di dare continuità al cambiamento costruendo una lista frutto di un cammino, di un’esperienza condivisa, che rappresenti un progetto e che sia costituita da 32 persone che puntino tutte ad entrare in consiglio comunale guidate da Carlo Salvemini come capolista. Crediamo che il popolo della sinistra sia stanco di vedere tutta questa frammentazione a sinistra del Pd che non produce altro che un rafforzamento delle tesi riformiste rispetto alle istanze di cambiamento radicali.

Per noi il simbolo è fondamentale: la falce e martello per noi è ancora simbolo di lotta, lavoro e giustizia sociale. Questo dovrebbe dare la misura di quello che noi, come FdS, siamo disposti a mettere in discussione in questa tornata pur di ricostruire un tessuto di Sinistra a Lecce a partire da temi ‘costituenti’: come la difesa dei beni comuni e una modalità nuova di vivere l’amministrazione della cosa pubblica come sperimentato positivamente durante la campagna per le primarie.

Speriamo che gli egoismi di partito, la voglia di contarsi, non pregiudichino quest’opzione politica su cui noi abbiamo puntato da subito. La Fds si impegna da subito e si rende disponibile a cominciare da subito a discutere di come fare della Sinistra il cuore pulsante dell’amministrazione comunale".

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