Elezioni comunali 2012

Al voto. Loredana Capone: "Il nostro recupero fa vacillare il sindaco Perrone"

La candidata del centrosinistra si sente protagonista di una rimonta elettorale. Revisione della spesa pubblica e nuova occupazione i punti qualificanti del programma con il quale spera di convincere gli elettori a voltare pagina

 

LECCE - Loredana Capone è vice presidente della Regione Puglia e dopo aver vinto le primarie del centrosinistra contro Carlo Salvemini e Sabrina Sansonetti, il 22 gennaio, è la candidata del centrosinistra
 
Ultimi giorni di campagna elettorale. Quali sensazioni al termine di un mese “ad alta velocità”?
 
La sensazione è quella fissata dalla stampa qualche giorno addietro: Perrone vacilla e lo sa perfettamente, basta osservare il suo nervosismo durante tutti i confronti pubblici. Perrone vacilla perché abbiamo fatto un recupero straordinario, frutto di una campagna elettorale tutta concentrata su un programma che mira a risolvere tre problemi storici della nostra città, che la destra di Berlusconi, Fitto e Perrone hanno ulteriormente allargato: la mancanza di lavoro, l'assenza di politiche per le persone deboli e povere, lo spreco di denaro pubblico. Con il nostro piano da 3000 posti di lavoro in dieci anni, piano coperto con fondi regionali ed europei, miriamo a risolvere questi problemi e siamo gli unici che hanno proposto una ricetta concreta ai cittadini, che per questa ragione guardano a noi con crescente fiducia. Sono molto contenta di questa campagna elettorale, sono su di morale e mi sto divertendo, anche perché fare qualcosa di utile per la propria città è un'esperienza da sogno.
 
L’unico risultato che conta, alla fine, è quello delle urne. Che risultato vi aspettate?
 
Vivo con molta serenità l'esito del voto. Mi sto impegnando al massimo, sto incontrando moltissimi cittadini, stiamo facendo una campagna elettorale vecchio stampo, senza troppi orpelli comunicativi, senza imbrattare la città con manifesti senza contenuti e pieni di faccioni autoreferenziali, mettendo al centro le storie, i leccesi, i loro bisogni. Ho fatto un patto con i leccesi sin dal primo giorno: se mi volete in città votatemi, altrimenti vi aiuterò dalla Regione. La mia vita politica futura è nelle loro mani, penso che questo sia coerente con il mio motto, 'Lecce è di tutti', e penso che la democrazia sia proprio questa. Dipende tutto dai leccesi, dunque. Mi aspetto di vincere, ovviamente.
 
La crisi economica e i tagli nei trasferimenti impongono agli amministratori di agire con poche risorse. Come si fa a garantire servizi ed efficienza?
 
Le strade sono due: la prima è la scelta di amministratori bravi, onesti e competenti. Basta con i Peyla che autorizzano un investimento da 23 milioni di euro di soldi pubblici per il filobus e ancora oggi non sanno dire se serve o no; basta con gli Inguscio che mandano sms agli amici per favorirli per l'assegnazione delle case popolari; basta con le liti tra Poli e Perrone, con la prima che dice al secondo che è buono solo a prendere lo stipendio, e il secondo che dice alla prima che assume centinaia di persone a tempo indeterminato senza alcun bando, salvo poi stare insieme alle elezioni per paura nei miei confronti.  Inoltre, vorrei tagliare al massimo le consulenze esterne che a Lecce hanno portato solo danni (Buonerba ne è l'esempio più triste ed evidente).
 
La seconda è il coinvolgimento dei cittadini, sia nelle decisioni che nel controllo di ciò che facciamo: comitati di quartiere, open data, processi partecipati per il nuovo Piano Urbanistico. La mia campagna elettorale, non a caso, lancia un messaggio chiarissimo, di metodo oltre che di sostanza politica: basta con il 'Cumandamu nui' delle stanze segrete di Palazzo Carafa, oggi è il momento della Lecce di tutti i cittadini. 
 
Al di là dell’orientamento politico, l’opinione pubblica chiede sobrietà. Una proposta concreta da attuare subito.
 
L'opinione pubblica chiede prima di tutto che i politici, di destra e di sinistra non si arricchiscano dalla politica. Hanno ragione. Io e i candidati consiglieri che mi sostengono abbiamo firmato in tal senso un patto etico (non sottoscritto dagli altri candidati sindaco, chissà perché) che ci impedirà, tra le altre cose, di ricevere doni superiori ai 100 euro da qualsiasi mittente. Pubblicheremo l'anagrafe patrimoniale degli eletti in modo tale che sia chiara l'indipendenza dei nostri rappresentanti istituzionali dal mondo degli affari e che agiscano unicamente nell'interesse pubblico. E poi faremo anche noi un'accurata 'spending review', come quella del Governo Monti, cioè andremo a capire quali voci di spesa sono sprechi da tagliare (vedi le consulenze esterne inutili di Perrone) e dove investire maggiormente (cultura, turismo e welfare in particolare). 
 
Un appello ai cittadini di Lecce.
 
Lecce qualche mese fa era tecnicamente fallita. L'ha salvata la Regione. Mi sono impegnata personalmente per salvarla dal dissesto. Salvandola abbiamo dato una seconda vita politica a Perrone, che certamente non si sarebbe potuto neanche candidare se avesse fatto fallire Lecce. La democrazia è questa: cooperazione tra le istituzioni, non guerra. Solo l'unità ci tirerà fuori dalla crisi. Il dissesto equivale all'immondizia per strada senza che nessuno la raccolga, le strade con le buche e nessuno che vi possa risarcire in caso di incidenti, vuol dire trasporti pubblici fermi, vuol dire stipendi non pagati. Mi sono candidata per evitare che la città fallisca e per riportare il lavoro che manca da troppo tempo. Vi chiedo solo di fidarvi di me e di lasciarmi lavorare nel vostro interesse, per evitare guai peggiori. Se poi non dovessi portare a casa i risultati che ho annunciato, fra cinque anni potrete scegliere un altro sindaco. Questi 17 anni di Poli-Perrone non vi hanno fatto stare meglio di prima: se vi volete bene provateci, non vi costa nulla. 
 
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