Numeri “pazzi” e conti che non tornano. Ancora scontro sui sondaggi

A distanza di qualche giorno dalla conferenza di Loredana Capone, prosegue tuttora il dibattito sui dati presentati. Negro (Udc) accusa al Pdl di "giocare coi numeri". Replica di Marti. E sui sondaggi, LeccePrima "dice" la sua

La conferenza stampa di Loredana Capone

LECCE - Se l’effetto doveva essere quello di far discutere la politica leccese, si può dire che Loredana Capone abbia colto nel segno con la conferenza stampa in cui ha proposto i dati di un sondaggio, che la vedrebbe dodici punti percentuali sotto al sindaco uscente Paolo Perrone, in vista delle prossime amministrative di maggio. Infatti, a Lecce e dintorni non si parla più d’altro.

La vicepresidente regionale, dunque, ha monopolizzato l’attenzione su uno scontro dei numeri, per la verità oggi giocato negli altri schieramenti più che nel proprio, tanto che dai rappresentanti istituzionali a Palazzo Carafa ai responsabili politici del Pdl, passando dai competitori diretti nella corsa elettorale, nessuno o quasi ha saputo resistere al desiderio di commentare.

E, al di là dell’attendibilità o meno del sondaggio (messa da più parti in discussione), la Capone sembra aver teso “un’imboscata comunicativa” in cui tutti gli avversari, volenti o nolenti, sono cascati: se, infatti, i dati, secondo molti oppositori lascerebbero il tempo che trovano, non si spiegherebbe tutta questa foga nell’esprimere ad ogni costo un parere sui numeri. Anzi, su quello che implicitamente si considera nullo. Se, invece, i numeri hanno un senso, andrebbero riletti con pacatezza e senza slanci pindarici che mal si conciliano con la “freddezza” dei dati.

Ad aggiungere altra carne sul fuoco, oggi ci sono i consiglieri regionali Salvatore Negro e Roberto Marti. Il capogruppo Udc evidenzia come il Pdl leccese “giochi con i numeri dei sondaggi” e non si accorga di perdere consenso “giorno dopo giorno”: “L’arroganza politica e la smodata autosufficienza – dichiara Negro - che ha caratterizzato soprattutto gli ultimi anni della consiliatura ha reso cieca questa amministrazione che non vede che quel 31% di intervistati che non ha indicato alcuna opzione per i candidati sindaco è il sintomo di un malumore forte e probabilmente di un disgusto nei confronti di chi ha governato la città senza guardare ai bisogni reali della popolazione”.

Per l’esponente centrista le “contraddizioni stanno esplodendo e sono destinate a fare affondare la nave con il loro timoniere”: “Guerre intestine e mal di pancia sono sotto gli occhi di tuttipuntualizza - è bastato portare in aula il Pug per farli emergere. Ma il bello deve ancora venire se si considera con attenzione quella campagna acquisti che il centrodestra sta mettendo in atto per sfilare candidati alla nostra lista, con promesse che non potranno mai mantenere”.

Negro, pur sottolineando che l’Udc non si appassiona ai sondaggi dice la propria sui dati diffusi dalla Capone: “Non possiamo non rilevare – spiega - che al momento dei rilievi il candidato del Terzo Polo Luigi Melica non era stato ancora ufficializzato e pertanto la percentuale attribuitagli non può essere considerata attendibile. Siamo convinti che già ora quel 31% di astenuti guarda con attenzione al nostro candidato, unica vera novità di questa campagna elettorale, immagine pulita di una città che vuole cambiare, distinta e distante da quel duetto Perrone-Poli che il Pdl ha rispolverato e ci ripropone dopo anni di veleni e guerre in cui non si sono risparmiate offese e colpi bassi, tutto a danno della città. Naturalmente auspichiamo che il duetto ci risparmi la scena di una nuova conferenza stampa dove fra lacrime e abbracci Poli e Perrone proveranno a farci credere che tutto va bene”.

A difendere il Pdl, ci pensa Roberto Marti che afferma in una nota: “Se già era incomprensibile il motivo per cui Loredana Capone avesse diffuso un sondaggio – boomerang che la vedeva nettamente al di sotto dei consensi di Paolo Perrone (lei si fermava al 26% e Perrone raggiungeva il 38), ancora più incomprensibile risulta oggi chi, come il collega Salvatore Negro, accusa il Pdl di giocare coi numeri. Loro se la cantano e se la suonano poi accusano noi di giocare con numeri che vengono fuori da un sondaggio della sinistra che ci dà molto avanti e, quindi, vincenti?”

“Il fatto è che le note di questa musica – prosegue - sono stonate per la sinistra e per il candidato dell’Udc, quindi adesso si arrampicano sugli specchi, interpretano i numeri (che invece parlano chiaro) e tirano per la giacchetta gli indecisi, con il solito sostegno del sondaggista amico che si fa intervistare pure lui interpretando i numeri (film già visto in altre campagne elettorali). Noi andiamo avanti per la nostra strada, segnata dal fiume di leccesi che ha partecipato alle nostre primarie, da un programma di governo credibile che con Paolo Perrone e con i nostri alleati stiamo costruendo e al quale certamente i cittadini leccesi daranno fiducia”.

Anche LeccePrima.it “gioca” coi numeri

Insomma, lo scontro continua. E visto che la politica si appassiona ai numeri, anche LeccePrima ricorda di aver pubblicato un sondaggio sul proprio sito in merito alla preferenza sui candidati alle prossime amministrative. Pur non avendo un valore scientifico, rappresentano comunque un dato da sottoporre ai lettori: in circa dodici giorni di apertura, si sono espressi in merito quasi 3500 “voti” (3491, per l’esattezza).

Un vero e proprio testa a testa tra i due candidati passati per le primarie, con un leggero e sorprendente vantaggio per la Capone che si attesta a 1390 preferenza contro le 1369 di Paolo Perrone. Più staccati gli altri con un inatteso terzo posto, firmato da Maurizio Buccarella, portavoce del Movimento Cinque Stelle, con 326 attestazioni di preferenza. Luigi Melica, volto dell’Udc, raccoglie 276 voti. Chiude con 130 Antonio Capone.

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