Elezioni comunali 2012

Oncologici, Perrone al sit-in. Capone sdegnata: "Ora basta"

Il sindaco ha solidarizzato con i lavoratori in agitazione per il proprio futuro. Poi, la contestazione davanti al comitato della vice presidente che replica a muso duro: "Strumentalizzazione vergognosa e inaccettabile"

LECCE - Dai tetti alle strade, la questione dei lavoratori dell'assistenza oncologica non smette di essere oggetto di aspra polemica politica. E' di questa mattina l'ultimo atto di una saga che nella quale non sono nemmeno mancate aperte divergenze tra i rappresentanti sindacali: la Federazione sindacale indipendente ha organizzato un presidio in prefettura al quale ha preso parte anche il sindaco di Lecce, Paolo Perrone. Il primo cittadino ha firmato la petizione con cui autisti e operatori sociosanitari rivendicano chiarezza sul proprio futuro. Il prossimo fine settimana sarà infatti fondamentale per capire cosa attende le 96 unità interessate dalla vertenza. Il 30, venerdì, è infatti convocato presso gli uffici regionali un tavolo tecnico, il 31 invece scade il contratto tra la Asl e gli addetti stipulato in regime di proroga. Una deadline , quella di sabato prossimo, varcata la quale  potrebbe venir meno un pezzo essenziale dell'assitenza ai malati. 

A dicembre i lavoratori salirono sul tetto del nosocomio leccese per dare ulteriore visibilità ad una protesta che ha avuto vari scenari: dal presidio permanente presso la direzione generale dell'Asl ai sit in sotto il palazzo del governo, proprio come quello odierno. A far salire però il tono della polemica, complice il clima già teso della competizione elettorale, la decisione - comunque annunciata - di proseguire la manifestazione di protesta davanti al comitato elettorale di Loredana Capone, in Piazza Mazzini. La vice presidente della Regione, nonché candidato sindaco per il centrosinistra, è stata accusata di aver disatteso gli impegni assunti nei mesi e nelle settimane scorse. Un'imputazione che l'esponente del Pd ha respinto con forza, attribuendo senza mezzi termini al primo cittadino la responsabilità di aver strumentalizzato la vicenda.

Ed è guerra di dichiarazioni e di comunicati. "Sono indignata, la strumentalizzazione politica da parte del sindaco è vergognosa e inaccettabile", scrive Loredana Capone. "Mi chiedo in questi cinque anni a quanti sit in il sindaco abbia partecipato al fianco dei lavoratori e  quante ore abbia dedicato alle crisi aziendali che riguardavano la nostra  città e la provincia. In queste settimane ho accettato tutto in silenzio, lavorando e cercando di trovare una soluzione, ma adesso basta, ne va della mia dignità personale".

La vice presidente della Regione ha colto l'occasione anche per fare il punto della situazione: "La Asl e l'Assessorato alla Sanità hanno fatto una proposta: i sindacati si sono divisi e non l'hanno firmata ed è così subentrata una fase di stallo che rischiava di compromettere ogni possibilità di proroga.  Mi sono impegnata personalmente affinché la task force fosse riconvocata, e così è stato: l’incontro è previsto venerdì 30 marzo, alle ore 16.30, presso la sala riunioni dell'Area politiche per lo Sviluppo, il Lavoro e l’ Innovazione di Corso Sonnino, a Bari. In quella sede si dovrà trovare una soluzione. La Asl si è già impegnata a prorogare al prossimo 30 giugno se viene firmato l'accordo per la soluzione definitiva con i sindacati. Di tutto questo si dovrà discutere venerdì. 

Sui tetti dell'Asl-3A dare manforte alla Capone sono intervenuti anche Sergio Blasi, Antonio Maniglio, Alberto Maritati, Teresa Bellanova e Salvatore Capone. Dal segretario regionale a quello provinciale, passando per i parlamentari, una cortina di ferro intorno al candidato della coalizione di centrosinistra: "L'atteggiamento del sindaco è spudorato, perché strumentalizza una vertenza su cui l'impegno del governo regionale ha già prodotto una proroga di quattro mesi e per il quale c'è la volontà di dare una soluzione stabile ai circa cento lavoratori senza farne massa di manovra in campagna elettorale. E questo è un appello che rivolgiamo anche ai lavoratori: a non diventare pedine involontarie di un gioco meschino e cinico. Loro sanno qual è l'impegno concreto del Pd".

"Se la candidata del centrosinistra, in evidente difficoltà per le manifestazioni di rabbia inscenate sotto il suo comitato elettorale e sulle pagine di Facebook, preferisce scaricare questo imbarazzo sulla mia persona, o sull'istituzione che ricopro, faccia pure", risponde Perrone a stretto giro di posta. "Sappia solo che così facendo, dopo le inadempienze nei confronti di queste famiglie, già provate dalla presenza di una terribile malattia, si rende artefice di ulteriori offese, che sono quelle personali e umane: insinua, insieme ai colleghi di partito accorsi in suo aiuto, strumentalizzazioni politiche, ritenendo gli addetti al servizio persone deboli e manipolabili come burattini".

 

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