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Politica e social. Verso il voto, tra polemiche e nuovi “veleni”

L'utilizzo di Facebook da parte dei candidati alle amministrative torna al centro del dibattito: nuovo "caso" attorno all'ex assessore Giuseppe Ripa, mentre Melica bolla come "disgustoso" il manifesto di Perrone alle casalinghe

LECCE - Facebook, croce e delizia della politica. Nelle campagne elettorali così come nell’amministrazione pubblica, il social network si è guadagnato uno spazio privilegiato di comunicazione con i cittadini-utenti, divenendo il teatro di una partecipazione “social”, tesa al confronto virtuale e allo scambio di informazioni e di idee. D’altro canto, l’eccessiva contaminazione del mezzo nella vita quotidiana spesso produce confusione tra ciò che è reale e ciò che non lo è: basterebbe pensare a quanti “amici virtuali” poi non si conoscano o si ignorino fuori dalla piazza “simulata”.

Il dibattito sui benefici e sui difetti dei social network (lo stesso discorso vale per Twitter), sugli abusi, sull’invasività dello strumento è ormai all’ordine del giorno, con opinioni divergenti. Fatto sta che, al di là di come la si pensi a riguardo, anche nella campagna elettorale leccese, Facebook sta tornando a giocare un ruolo non decisivo, ma importante, visto che spesso e volentieri diventa lo spazio su cui osservare gli avversari, lanciarsi provocazioni reciproche o cercare di incrementare il consenso, attraverso una comunicazione più incisiva.

Lo dimostrano le due ultime polemiche “social”: l’ultima in ordine di tempo è quella che ancora una volta vede come protagonista l’ex assessore leccese Giuseppe Ripa, che dopo il caso che ne ha causato le dimissioni con l’accusa di omofobia, viene tirato nuovamente in ballo dalla candidata del centrosinistra, Loredana Capone, per alcuni commenti discutibili sulla propria bacheca: “Dopo la 'signorina Vendola' – afferma la Capone - arrivano i 'Boia chi molla'. Ecco il ritorno del candidato Giuseppe Ripa su Facebook. Adesso voglio sapere se Perrone terrà in lista Ripa oppure no. Se Perrone vuole i loro voti, ne risponderà politicamente”.

“Ripa ritorna. E ritorna con gli inni fascisti – precisa la Capone - insieme a un altro candidato di Perrone. Lo fa in pubblico, su Facebook. Evidentemente ci ha pensato ed è convinto di ciò che ha fatto. Qualche giorno fa il Procuratore Motta ha commentato l'aggressione dei ragazzi di CasaPound a un giovane ragazzo di 20 anni così: ‘Siamo di fronte ad azioni di squadrismo vero e proprio, un balzo indietro agli anni di piombo’. Ho chiesto al Pdl di dissociarsi da CasaPound e l'unica risposta che ho ricevuto è stata di Congedo, che li ha difesi”.

“Adesso basta – rilancia la Capone - , serve una riflessione collettiva in città. Io non penso che questi comportamenti possano essere lasciati passare e ridotti alla categoria 'folclore'. Le istituzioni dello Stato ci chiedono di non abbassare la guardia. Adesso non mi bastano scuse di facciata come quelle di Ripa e Perrone dopo la terribile uscita sulla 'Signorina Vendola'. Adesso voglio sapere se Perrone terrà in lista Ripa oppure no. Se Perrone vuole i loro voti, ne risponderà politicamente”.

Risponde alla Capone, Francesca Mariano, candidata al consiglio comunale con Io Sud, invitando la candidata del centrosinistra a smettere “di perdere tempo su facebook”, impegnandosi “a dare risposte al personale dirigente medico e sanitario della Asl di Lecce, prima assunto a tempo indeterminato e poi licenziato, che dopo aver manifestato nei giorni scorsi a Bari annuncia nuove iniziative contro l'inerzia della Regione Puglia e della sua giunta che anche sui temi del lavoro ha dimostrato un vero e proprio fallimento, del quale anche la stampa nazionale si sta accorgendo”

“Invitiamo quindi – prosegue la Mariano - la vicepresidente della Regione ad attivarsi già a partire dalle prossime ore per venire incontro alle esigenze di oltre 50 famiglie leccesi che rivendicano almeno attenzione da chi governa irresponsabilmente la loro vita. per questo ci uniamo a loro nell'appello per chiedere che vanga al più presto istituito un tavolo di confronto”.

Ma le diatribe virtuali colpiscono anche il candidato sindaco del Terzo Polo, Luigi Melica, promosso proprio con un tweet dal leader nazionale, Pier Ferdinando Casini. L’attenzione del giurista si sposta, invece, sul “caso” del manifesto “burla” di Paolo PerroneManifesto burla di Perrone-3 sul proprio profilo facebook. Il sindaco uscente aveva pubblicato una foto elettorale ironica, specificando l’esclusiva per gli amici del social network, per “regalare” e “strappare” un sorriso. Il manifesto si era guadagnato una replica altrettanto ironica di Loredana Capone.

Ma il giudizio di Melica sull’iniziativa è netto: “Mi rivolgo alle casalinghe leccesi che abbiano avuto la sventura di leggere quell’osceno manifesto-burla su Facebook del sindaco Perrone. Immagino che anche loro siano rimaste disgustate da così scarsa considerazione verso i problemi economici che loro e le rispettive famiglie stanno affrontando ogni giorno. Evidentemente, e i dati in nostro possesso lo confermano, è questo il tenore delle politiche sociali attuate finora da questa amministrazione. Una risata ci seppellirà. E tutto passa”.

“Né i toni presuntamente popolari – continua Melica – per cercare di avvicinarsi a un pubblico più vasto, lo redimono dalla sua distanza siderale dalla quotidianità della gente comune: quel link su Facebook sembrava prelevato direttamente da trasmissioni alla Maria De Filippi, alla ‘Uomini e donne’, per carità assai allegre, ma molto, molto lontane dalla verità”.

“C’è poco da scherzare – stigmatizza Melica - sulle casalinghe leccesi. Perrone potrebbe trovarsi di fronte ai mariti di costoro, che di ironizzare proprio non hanno voglia: uomini che a 50 anni hanno perso il lavoro, o che sono stati messi improvvisamente in cassa integrazione. E sono troppo vecchi per incominciare un nuovo lavoro e troppo giovani per andare in pensione. O figli che hanno perso l’allegria e la spensieratezza proprie della loro età, perché non hanno mai trovato un lavoro, o lo hanno perso da un momento all’altro”. E continua: “Le donne stesse, poi, sono proprio loro le protagoniste indiscusse del dato sulla disoccupazione, anche perché spesso abbandono il loro posto per occuparsi della famiglia e degli anziani”.

“Lo sa, Perrone – si chiede – che nell’ambito territoriale di Lecce la disoccupazione è al 32%? Lo sa che la metà dei nostri disoccupati non ha mai lavorato e che molti di loro sono in possesso di almeno un diploma o, addirittura, di una laurea? Quella che voleva essere una burla è in realtà una clamorosa gaffe, originata dalla matrice culturale del suo partito di appartenenza. In tempi di crisi come quelli che tutti noi stiamo vivendo – conclude - , c’è davvero poco da scherzare sulle cose serie”.           

Per fortuna che a fare satira ci pensano i “lesionati” del Party Rock Salento, che hanno avviato una reinterpretazione personale e spassosa degli slogan elettorali leccesi. Loro non sono candidati, ma sanno ancora ridere ed ironizzare di politica e di social network.

 

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