Perrone bis, il tricolore torna al sindaco per altri cinque anni

Paolo Perrone è stato proclamato sindaco, nell'aula 5 del tribunale civile. Oltre all'entusiasmo della carica rinnovata, ha posto l'accento su temi come donne e giovani, dopo un bilancio sintetico delle elezioni appena concluse

Un momento della cerimonia

LECCE - Se l'efficienza amministrativa che ha promesso trasudasse dalla cerimonia che si è tenuta questo pomeriggio, presso l'aula numero 5 del tribunale civile, i leccesi potrebbero dormire sonni tranquilli. Una proclamazione lampo. Essenziale e veloce. Parole minimali e poi la fascia tricolore per Paolo Perrone. Un nastro sfilato praticamente per pochi istanti, che da oggi ha ripreso Perrone, indossando altri cinque anni di impegno e responsabilità. Una fase inaugurata in uno dei luoghi particolari, il palazzo di via Brenta.

Ha fatto cenno ad alcuni dei temi immediati, propedeutici alla nuova composizione. Le donne in giunta? "Certo - ha affermato Perrone- è il nostro statuto a prevederlo ed è un'esigenza che io ritengo di confermare, perché è giusto che entrambi i sessi vengano rappresentati nell'organo esecutivo. Mi spiace che il risultato, sia da una parte, sia dall'altra, veda poche donne elette". Poi ha proseguito. " Noi ne porteremo almeno un paio. Il fatto che la consigliera eletta ce ne sia stata solo una sta ad indicare cheDSC_0447-2 qui siamo di fronte ad un problema di carattere generale che non si può risolvere con le quote". Per il sindaco, infatti, le soglie di garanzia non contribuirebbero a sostenere la capacità del gentil sesso. Né aiuterebbero ad imporsi nel proprio ruolo "di rappresentanza".

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Il termine "rinnovamento" è tornato spesso nelle dichiarazioni rilasciate dal sindaco proclamato. Nella Restaurazione di Palazzo Carafa, non solo donne. Ma anche giovani. "Sicuramente una giunta che lascerà spazio anche a nuove leve della politica locale. Il fatto di essere giovani non è una diminutio. Specie se si tratta di persone preparate, che hanno goduto di un così largo consenso". Sul piano politico, inevitabili le considerazioni sui movimenti tellurici interni al Pd, che Perrone ha definito "prevedibili". "Dopo aver visto la lista del centrosinistra, sapevo che avrebbe ottenuto un risultato esiguo. Liste garantite per ottenere l'ennesima riconferma dei soliti, che non hanno però funzionato. Buon per loro. E, naturalmente, per me". Sul Pdl, in colata a picco su tutto il territorio nazionale, Paolo Perrone non ha dubbi: nella Lecce in controtendenza, avrebbe funzionato "l'indice di gradimento dei cittadini che ha portato ad una così schiacciante vittoria nel primo turno".

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