Lunedì, 26 Luglio 2021
Elezioni comunali 2012

Le reazioni. Perrone apprezza, Capone no: "Uguale al caso di Lassini"

Anche se Carlo Quarta resta tecnicamente in lista e dunque eleggibile, Paolo Perrone lo ringrazia per la sensibilità dimostrata. L'esponente Pd ammonisce: "Se i suoi voti saranno decisivi per la lista, che faranno?"

LECCE - "Apprezzo la decisione di Carlo Quarta e la sua volontà di farsi da parte per evitare strumentalizzazioni politiche sulla sua persona e sulla coalizione cui aveva deciso di apportare il suo contributo. Questa scelta sarà certamente utile a Carlo per chiarire la sua posizione. Lo ringrazio per la sensibilità dimostrata decidendo di rinunciare al suo impegno politico, consapevole che questo gioverà soprattutto a se stesso, essendo libero di affrontare questa situazione con più serenità". Questo è il pensiero che il primo cittadino, Paolo Perrone, ha affidato - almeno per ora - non a un comunicato ufficiale, ma al più confidenziale profilo Facebook.

Di tutt'altro avviso Loredana Capone, candidato del centrosinistra alla carica di sindaco: “Cari leccesi, non fatevi ingannare da Carlo Quarta e da chi lo ha voluto in lista, ossia Roberto Marti e Paolo Perrone. Quarta non può ritirare la sua candidatura e resta candidato, anche se dovesse decidere di restare chiuso in casa e non parlare con nessuno. Se qualcuno dovesse votarlo, quei voti sarebbero comunque validi e se dovesse essere eletto consigliere dovrebbe decidere lui, in un secondo momento, di rinunciare all'incarico".

Immediato il riferimento ad un caso risalente alle amministrative dello scoso anno: "Vi ricordate l'anno scorso alle amministrative a Milano? C'era il candidato consigliere del centrodestra, Roberto Lassini, quello che scriveva che i magistrati erano come le Br, che dichiarò che non avrebbe fatto campagna elettorale ma poi, di fatto, rimase in lista perché non poteva tirarsi indietro. Il caso Quarta è uguale al caso Lassini: le liste sono state consegnate e la candidatura resta valida in ogni caso".
 
"Se i voti attratti da Quarta dovessero servire alla sua lista per superare lo sbarramento, o dovessero risultare decisivi per il risultato finale, come si comporteranno Paolo Perrone e la lista Grande Lecce?", ha concluso Loredana Capone. 
 
Giova ricordare - a completezza di informazione - che un altro caso analogo riguarda proprio un esponente del Pd regionale, il tarantino Michele Mazzarano, coinvolto in un presunto scandalo di mazzette legate alla vicenda Frisullo. Mazzarano, che ha sempre respinto ogni accusa, annunciò, lasciando l'incarico di segretario organizzativo del partito, di voler fare di fare un passo indietro rispetto alle competizione elettorale, ma le liste erano già chiuse e depositate e la sua candidatura rimase di fatto in piedi. Raccolse, nonostante le indiscrezioni, un buon numero di voti ed fu quindi eletto consigliere regionale, anche se lasciò il gruppo del Pd.
 
Roberto Marti: "Da Loredana Capone una mancanza personale oltre che politica".
 
Ka replica a Loredana Capone arriva da Roberto Marti, consigliere regionale del Pd e ispiratore della lista Grande Lecce.  "Ritirarsi dalla campagna elettorale è, da parte di Carlo, un atto da apprezzare e soprattutto da rispettare. Parlare di bluff, come fa la vicepresidente Loredana Capone (che continua imperterrita a strumentalizzare questa vicenda per un suo tornaconto, non avendo altro di cui parlare e a cui pensare), è una mancanza personale oltre che politica. Nonostante sia formalmente impraticabile ritirare la candidatura a liste chiuse, Carlo Quarta ha comunque ufficialmente comunicato di essersi ritirato, per una sua tranquillità interiore, per le forze politiche per cui era sceso in campo e, soprattutto, per levare fiato alla bocca di chi la utilizza soltanto per emettere sentenze neanche fosse un giudice. Carlo Quarta chiarirà la sua posizione. Ma non di certo dinanzi alla politica, dalla quale ha già fatto un passo indietro". 
 
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