Martedì, 15 Giugno 2021
Elezioni comunali 2012

Tensione nella coalizione, Udc al centro della discordia

Un punto del regolamento delle primarie potrebbe minare l'unità della coalizione. Il Pd vuole che il candidato vincitore abbia la libertà di aprire a partiti terzi, ipotesi esclusa dalla sinistra della coalizione

LECCE - Il nodo è venuto al pettine. Nel centrosinistra la tensione è alta a causa di una clausola inserita nel regolamento delle primarie predisposto dal Pd, e che dovrebbe essere approvato dagli altri partiti prima di essere ufficializzato. Riguarda la sottoscrizione di un "documento, firmato da tutti i candidati alle primarie, che autorizzi il vincitore, sulla base del programma concordato e sottoscritto dai partiti del centro sinistra, a valutare a sua discrezionalità ogni allargamento della coalizione oltre ai partiti che hanno aderito alle primarie". Un mandato esplorativo verso Udc, Alleanza per il Salento e quant'altro, insomma, affidato alla sensibilità ed al profilo del candidato che dalle urne delle primarie uscirà con il maggiore consenso.

E' di tutta evidenza che non si tratta di un cavillo, ma del nodo gordiano che rivela le diverse strategie politiche tra le anime dello schieramento, di una questione, insomma, potenzialmente lacerante. Dopo le primarie, allo scontro con Perrone si va con o senza l'Udc? Questa è la domanda che potrebbe innescare una rottura senza precedenti. E' convinzione dei democratici che senza i centristi non si va da nessuna parte e la candidatura di Loredana Capone è stata promossa anche e soprattutto in quest'ottica di apertura a soggetti storicamente estranei alla coalizione. Secondo i partiti minori, invece, nessuna interlocuzione con altre formazioni politiche è possibile, a meno che queste non sottoscrivano il programma della coalizione. Anche perchè, dicono, che senso avrebbe stilare un programma che potrebbe essere messo in discussione, punto per punto, dagli alleati della seconda ora?

Questioni di geometria variabile, insomma. Sulle quali le posizioni sembrano inconciliabili: il segretario cittadino del Pd, Fabrizio Marra, uno dei artefici della canidatura di Loredana Capone, pare sia arrivato a dire "prendere o lasciare". Non un fulmine a ciel sereno ma, piuttosto, la prosecuzione di una linea che è divenuta sempre più chiara nelle ultime settimane, considerando anche l'uscita di Claudio Stefanazzi (componente dell'area Emiliano e membro della direzione regionale) che aveva posto a mezzo stampa una vera e propria pregiudiziale, avvertendo che le primarie non avrebbero avuto senso se non i candidati in corsa non si fossero impegnati ad un'apertura verso il centro. 

Nelle prossime ci sarà il chiarimento definitivo, perchè o si firma il regolamento concordato oppure salta il tavolo aprendo la via a scenari fino a ieri imprevedibili. Per qualcuno, questa "forzatura" del Pd sarebbe l'estremo tentativo di evitare le primarie. Intanto l'Udc sta alla finestra, battendo sempre la strada maestra del Terzo polo, con un candidato proprio. Resta da capire la consistenza dello schieramento in questione, posto che Alleanza per il Salento, che pure veniva accreditata come valore aggiunto, è ad un passo dall'intesa con il Pdl che, a sua volta, non smette di lavorare sottotraccia per un accordo con Io Sud di Adriana Poli Bortone. Non è da escludere dunque che il centrodestra ritrovi l'unità perduta da tempo e che la situazione di frammentazione sia diametralmente opposta a quella ritenuta probabile solo qualche settimana addietro.

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