Sabato, 24 Luglio 2021
Elezioni comunali 2012

Pignoramenti record, il centrosinistra attacca il Comune: "Negate l'evidenza"

Carlo Salvemini esibisce una raccomandata della Bnl a un creditore di Palazzo Carafa. Saldo negativo di 3 milioni e impegni per 2,7. Così imprese e professionisti devono attendere. Loredana Capone: "Fuori la verità"

Loredana Capone e Carlo Salvemini

 

LECCE – Non ci sono soldi in cassa, i creditori di Palazzo Carafa sono pregati di attendere. Lo dice una raccomandata dalla Banca nazionale del lavoro, tesoriere del Comune di Lecce, che mette nero su bianco la situazione contabile. Con un saldo negativo delle “entrate proprie” di 3 milioni di euro e impegni già esistenti per 2 milioni 772mila euro “relativi a numerosi precedenti pignoramenti presso terzi”, i tempi si allungano. Quanto? Se lo chiedono imprese e fornitori dell’ente, già alle prese con una situazione economica generale di evidente sofferenza.

“Liberi, naturalmente, tutti di dare credito a quello che  viene raccontato dagli amministratori comunali: che il risanamento finanziario del comune dopo le dissennatezze e le sciagure del passato è concluso, che il bilancio del Comune è stato riportato in equilibrio, che dobbiamo rivolgere un plauso per i risultati ottenuti”. Carlo Salvemini si rivolge direttamente ai leccesi, chiamati tra due settimane al voto, nella conferenza stampa convocata alla presenza del candidato sindaco del centrosinistra, Loredana Capone.

Nei giorni scorsi, il capolista di "Lecce Bene Comune"si è recato presso il tribunale civile di Via Brenta per consultare il Registro delle esecuzioni mobiliari dove sono conservati tutti gli atti – i pignoramenti - con i quali il creditore procede alla riscossione forzata di quanto gli spetta da parte dal debitore che non esegue spontaneamente la sentenza di condanna al pagamento: nel quadriennio 2009-2012 sono stati rispettivamente 25, 232, 206 e 211. “Lecce è l’ente più pignorato del Salento e nulla c’entrano quindi, i vincoli del patto si stabilità che impedisce i pagamenti”, ha chiarito.

Questo aspetto – ha proseguito l’esponente del centrosinistra – rappresenta solo “la parte emergente di una massa debitoria ancora più consistente che ancora non vede la luce, e al momento quantificabile in quanto non ancora formalizzatasi in un pignoramento  Oltre a tutto l’indebitamento extrabilancio del quale più volte s’è detto”. Numerosi sono stati, infatti, gli interventi di Salvemini sul tema della situazione finanziaria del Comune di Lecce, sia quando era consigliere del Pd sia dopo, quando ha continuato a tallonare la maggioranza da fuori il palazzo. Per la vicenda del filobus, sulla quale si era espresso pubblicamente con lo scomparso Carlo Benincasa, è stato citato in un procedimento civile da Massimo Buonerba, ex consulente dell’allora sindaco Adriana Poli Bortone, per un eventuale risarcimento di 50mila euro per presunta diffamazione.

Lo hanno sempre accusato – gli avversari politici – di essere una Cassandra e di non affrontare mai la difficile situazione economico-finanziaria del Comune di Lecce in maniera costruttiva. Ma lui un’idea ce l’ha: “Prendiamo tutti i fascicoli di Palazzo Carafa, li mettiamo sul tavolo e iniziamo a vedere come stanno le cose. Noi ci incarichiamo di fare conoscere ai nostri concittadini la verità; di parlare usando il linguaggio della trasparenze e della responsabilità; di ribadire che chiunque governerà Lecce si troverà ad affrontare la situazione documentata”. Salvemini non crede che questo tipo di dichiarazioni abbiano un appeal elettoralistico “perché anche il pagamento legittimo, in questa città, è concepito come un favore che si deve andare a chiedere”.

Da parte sua, Loredana Capone ha commentato: “Il Comune è in queste condizioni a causa di 15 anni di gestione dissennata delle risorse e non può essere un alibi la vendita del patrimonio immobiliare con il cosiddetto piano delle alienazioni (il 23 aprile l’apertura delle buste con le offerte per l’ultimo lotto messo all’asta, ndr)”. E su questo punto Salvemini ha rilanciato: “Rendano noto il dato degli incassi fino ad ora ricavati dalle vendite”. Per la vice presidente della Regione, oltre alla trasparenza, è necessaria una pianificazione complessiva per intercettare i fondi comunitari che, oramai, al netto del taglio dei trasferimenti statali, sono l’unico vero motore di sviluppo: “Rifiuti, mobilità, energia. In tutti gli ambiti si può fare bene anche partendo da questa situazione disastrata. Ma ci vogliono competenze”.

 

 

 

 

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