Giovedì, 29 Luglio 2021
Elezioni comunali 2012

Vendita dei palazzi comunali, il Pd: “Intervenga la Corte dei Conti”

Antonio Rotundo, capogruppo Pd al Comune di Lecce e la deputata Teresa Bellanova, ritornano sulla vendita degli immobili predisposta dalla giunta Perrone. E si chiedono che fine abbia fatto il parere della consulenza esterna

 

LECCE – "L’incongruenza, una delle tante per la verità, consiste nel fatto che ad oggi la consulenza esterna per la valorizzazione degli immobili rientranti nel piano delle alienazioni, costata all’amministrazione 30mila euro e pervenuta al Comune ad ottobre dell’anno scorso – è rimasta lettera morta, chiusa in qualche cassetto di Palazzo Carafa, del tutto inapplicata, anzi peggio su di essa non si è aperta neppure un confronto ed una discussione tra le forze politiche presenti in Consiglio Comunale”.

Antonio Rotundo, capogruppo Pd al Comune di Lecce e Teresa Bellanova, deputata Pd, ritornano sulla questione della vendita degli immobili comunali predisposto dalla giunta Perrone, il cui importo complessivo di aggira intorno a 90 miliardi di euro. Ma i due ritornano sulla questione e questa volta per comprendere il motivo per cui l’amministrazione non avrebbe tenuto per nulla in considerazione quanto “consigliato” dallo studio di professionisti milanesi. La giunta comunale, infatti, con delibera 16 novembre 2010 incaricò i consulenti esterni, esperti del settore, per la redazione di uno studio preliminare di fattibilità per l’operazione di valorizzazione, gestione ed eventuale dismissione del patrimonio immobiliare del Comune, con l’obbligo di concludere tale attività con una relazione contenente una valutazione preliminare dello strumento operativo (costituzione di una SGR - società di gestione del risparmio, di un fondo aperto, chiuso o ad apporto, di una società di gestione mista o a totale capitale comunale), unitamente ad una specifica analisi dei singoli cespiti disponibili per l’implementazione dell’operazione. I consulenti consegnarono pertanto al Comune la relazione conclusiva dello studio preliminare, relazione  che individua, oltre alla vendita diretta di parte degli immobili, la soluzione operativa in un fondo immobiliare ad apporto.

“Prendiamo atto che mentre la vendita, per non dire svendita, degli immobili va avanti senza incertezze – affermano Rotundo e Bellanova - e l’elenco dei beni da vendere è lunghissimo, vendita che avrebbe richiesto per ragioni di trasparenza e di maggiore imparzialità la valutazione del loro prezzo da parte dell’ex Ute, per quanto riguarda la costituzione del fondo immobiliare silenzio assoluto”.

“Ma come – si chiedono - la consulenza non era stata data proprio per valutare tutte le diverse opportunità finanziarie offerte dalla vigente normativa in materia per pervenire alla migliore valorizzazione del patrimonio immobiliare comunale? Perché la consulenza è stata inattuata? Pensano gli amministratori di Palazzo Carafa di poter gestire il patrimonio pubblico come fosse patrimonio privato disattendendo gli esiti di una consulenza da loro stessi richiesta e costata ai contribuenti 30mila euro?”.

Poi, frecciatina a all’onorevole Adriana Poli Bortone. Che aveva chiesto al Comune di fermare le aste per autotutela prima che altri organi eventualmente potessero volerci vedere meglio. “Noi la pensiamo come lei – concludono i due rappresentanti del Pd - ed a differenza di Io Sud continuiamo a chiedere trasparenza a tutela del patrimonio pubblico che è bene ricordare appartiene a tutti. Se per la Poli l’opacità dell’operazione da lei stessa denunciata è svanita come neve al sole all’atto

dell’abbraccio con l’onorevole Fitto, il Pd ritiene che l’ulteriore incongruenza della consulenza richiesta, pagata ed inattuata, rappresenti un altro elemento per un intervento della Corte dei Conti. Dopo il tris Boc- Via Brenta – Filobus, il piano delle alienazioni rappresenta il poker del malgoverno e della cattiva gestione della risorse pubbliche che la destra cittadina ha fatto in questo quindicennio”.

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