Domenica, 13 Giugno 2021
Politica

Cantieri, marine, primarie ed elezioni. Intervista a Gaetano Messuti

L'assessore ai Lavori Pubblici non si nasconde: la sua disponibilità alla candidatura è sul tavolo del centrodestra. Con la spinta di opere che si avviano a conclusione

Gaetano Messuti nel suo studio.

LECCE - In primavera inoltrata i leccesi saranno chiamati a rinnovare il consiglio comunale. Dopo due mandati affidati a Paolo Perrone, che sono seguiti ai due di Adriana Poli Bortone, il centrodestra parte con un vantaggio netto, frutto del radicamento in tutti i ceti sociali ma anche della debolezza del centrosinistra che pare non aver ancora trovato la ricetta politica giusta per recuperare il terreno perduto dopo la parentesi di Stefano Salvemini a metà degli anni '90..

L'attuale maggioranza, tuttavia, potrebbe peccare di eccesso di presunzione e farsi male da sola: non sono pochi coloro che ambiscono a prendere il posto dell'attuale sindaco. Tra i candidati in pectore c'è Gaetano Messuti, assessore ai Lavori Pubblici. Uno dei pochissimi a giocare a carte scoperte al tavolo della coalizione che dovrà trovare il metodo per evitare fratture insanabili.

In questa intervista Messuti ha affrontato alcune questioni amministrative aperte, come quella dei tanti cantieri in giro per la città e quella delle marine che soffrono una cronica condizione di minorità, ma anche, naturalmente, il tema della prossima scadenza elettorale.

Colpisce il numero di cantieri aperti. A che punto sono?

Sono le grandi opere di una piccola città. Ho avuto la fortuna di poterle seguire, il sindaco Perrone mi ha dato una grande opportunità, questo mi fa sentire molto responsabilizzato anche perché in questo momento le critiche alle pubbliche amministrazioni, su quello che si fa e non si fa, sono molto serrate. Sono opere che stanno davanti agli occhi di tutti: al 31 dicembre il completamento del Teatro Apollo, le mura urbiche, il recupero degli Agostiniani diventeranno realtà.

Nell’area dell’ex Marco Vito il primo lotto è completato, a marzo sarà ultimato il ponte e se non abbiamo ancora aperto la prima parte è per ragioni di sicurezza perché il ponte ha una significativa interferenza sul lotto già definito. Dal cantiere delle mura urbiche stanno venendo fuori scenari straordinari: con la collaborazione di Paul Arthur stiamo recuperano una strada di epoca romana, che verrà valorizzata. Il secondo lotto va terminato entro l’anno.

Credo che entro dicembre partirà anche il cantiere dell’ex Massa. Tutti i problemi burocratici sono stati definiti, fermo restando una rivisitazione del piano economico finanziario che dovremo fare perché dei costi ci sono stati e allora bisogna vedere come bilanciarli con un prolungamento degli anni di gestione, ma sono tranquillo perché non ci sono oneri per i cittadini. Certe volte dico a mia moglie che quella dell'ex Massa sarebbe la mia eredità politica migliore perché ho affrontato tutte le difficoltà di quel cantiere che è un caso di scuola per studenti di giurisprudenza o economia: un apparato burocratico amministrativo bloccato da una miriade di pareri e di passaggi e nulla osta che non danno speditezza a un’opera che è tutta a carico del privato. Pertanto ritengo che se partisse quel cantiere mi darebbe una soddisfazione pari a quella dell’Apollo.

Una nota dolente di tutti gli ultimi anni è rappresentata dalle marine: residenti e operatori commerciali hanno di che lamentarsi.

Noi la grande occasione l’abbiamo persa, era il project financing per il porto. Quello avrebbe significato creare tutta quanta una serie di infrastrutture di collegamento. Ci sarà invece una darsena attrezzata, secondo me sarà anche coerente con la richiesta di portualità. Il tema delle marine oggi diventa un cavallo di battaglia in pendenza di un appuntamento elettorale, ma senza avere consapevolezza. Tra poco faremo l’avviso per il lungomare di Torre Chianca, stiamo sistemando la pista ciclabile a Frigole, stiamo intervenendo su San Cataldo, stiamo procedendo anche per il bando del lungomare di Torre Rinalda. Con questi interventi non risolviamo il tema delle marine per come lo si immagina in campagna elettorale: se pensiamo al fatto che solo quest’anno abbiamo completato al 96 per cento la rete idrica e fognante delle marine, capiamo da dove siamo partiti.

Aggiungiamo a questa premessa la questione della vincolistica paesaggistica, aggravata dal Pptr, che oggi impedisce in maniera assoluta forme realizzative che consentano anche lo slancio dell’imprenditoria. Ci sono situazioni estreme per cui immaginarsi investimenti privati è qualcosa di complicato se non di impossibile. Andiamo a vedere Bari, c’è un edificato che identifica il lungomare come quello della città. Noi avremmo immaginato un’espansione urbanistica verso San Cataldo, ma non si può costruire perché man mano che ti avvicini, dopo il quarto chilometro, la vincolistica diventa assoluta.

E allora bisognerebbe pensare a come rafforzare le marine intese come quelle dei leccesi. Stiamo parlando ancora di infrastrutture primarie che se non fossero state completate, staremmo raccontando un’altra storia. Allora ci vuole serenità quando si cavalca questo tema, ci vuole consapevolezza che non significa abolire sogni e prospettive ma bisogna fare dei passi prima, che oggi non sono quelli che consentono di parlare di una offerta turistica alla stregua di Rimini, Riccione o di altri posti. Forse dobbiamo ragionare del rafforzamento della rete dei servizi esistenti, per dare ai cittadini e ai turisti la possibilità di fare un bagno oltre a visitare le bellezze del centro storico.

Veniamo alle prossime elezioni. Lei è tra i pochi che non giocano a nascondersi. Ma di aspiranti candidati non ne mancano nel centrodestra.

Io ho dato una disponibilità e non un diktat. Dopo tutto è dal 96 che sono impegnato politicamente, penso ancora che si lavori per il bene della coalizione: non metto in campo temi irrazionali – io a tutti i costi -, penso però che ci si debba mettere al lavoro subito e che ciascun partito di questa coalizione debba scoprire le sue risorse per poi individuare la sintesi. Come? Con le primarie, con una decisione attorno al tavolo? Tutto va bene, purché ci si arrivi consapevolmente e presto. L’abitudine del centrodestra è quella di arrivare sempre all’ultimo momento: talvolta gli va bene e vince, altre volte perde come è successo alle regionali. Penso che l’occasione del 2017 non sia da sprecare, pertanto chi deve fare delle scelte politiche, lo deve fare subito.

Prima delle scorse amministrative il centrodestra diede una prova di forza già con le primarie. E un appuntamento che vorrebbe ripetere?

L’esperienza del 2012 che mi vide impegnato per il sindaco Perrone la ricordo con entusiasmo, anche perché diede il via alla mia candidatura in consiglio. La mobilitazione non fu artificiosa, si coglieva l’entusiasmo dei cittadini. Una bella esperienza, senza dubbio, però oggi non siamo in quelle condizioni: qualunque criterio venga adottato va bene, purché venga fatto nel più breve tempo possibile: l’ho detto prima, l’offerta politica amministrativa del centrosinistra non la vedo all’altezza.

Rispetto ai nomi che circolano, Congedo, Monosi e altri, lei sarebbe pronto a cedere il passo?

Quando si dà una disponibilità il passo indietro si fa se la coalizione pensa che tu non possa essere la sintesi. Tutte le figure citate sui giornali hanno legittime aspettative, ma non farei un passo indietro rispetto a nessuno di loro.

Non c’è il rischio di una corsa in ordine sparso?

Se subentra il raptus del centrodestra sì, è stato devastante alle regionali. Spero non si ripeta perché questa volta abbiamo grande occasione perché l’offerta politica del centrosinistra, lo ripeto, oggi ci consentirebbe di avere un grosso vantaggio. E poi alcuni partiti centristi, come Ncd e l’Udc, oggi ci guardano con interesse: se riusciamo a dare concretezza e serietà di contenuti a questo tavolo penso che potremmo avere una coalizione ancora più allargata.

Guardandosi indietro, ci sono cose che non rifarebbe?

No, ma non perché ritengo di aver fatto tutto bene, ma perché sto portando avanti ancora una partita, quella delle opere, per il cui completamento ci sto mettendo la faccia fino in fondo. Ecco, se dovessi mancare qualche obiettivo, allora mi rincrescerebbe.

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