Lunedì, 20 Settembre 2021
Politica

Elezioni provinciali: il Pdl vuole un nome entro Natale

Nel centrodestra si lavora per un candidato alla provincia entro Natale e registra il rifiuto dei "big" di An. Scelta tra Garrisi, Congedo e Lisi? Nel Pd torna il sereno: corte aperta anche all'Udc

Provinciali, arrivano segnali di svolta. C'è nell'aria l'idea che negli schieramenti qualcosa si muova in funzione dell'auspicata scelta dei candidati. Batte un colpo finalmente anche il Pdl, scomparso un po' dalle scene, a causa dell'appeal mediatico superiore degli scontri e delle rappacificazioni interne al Pd, e senza peraltro l'ombra di incontri ed assemblee dove porre sul tavolo qualche linea di discussione politica. Pare, invece, che l'opposizione di Palazzo Celestini sia ora pronta, o quasi, a sciogliere il nodo sul nome del proprio candidato alle elezioni di primavera già prima di Natale, cercando di anticipare sul tempo la coalizione avversaria, che sembra orientata a scegliere a metà gennaio. Un risultato importante, che fornirebbe un chiaro segnale di compattezza e che porterebbe dritti alla formulazione approfondita di un progetto di "riconquista" della provincia di Lecce, da tre legislature feudo indiscusso del centro sinistra. Significativo in tal senso il richiamo avvenuto dal coordinatore provinciale di Forza Italia, Cosimo Gallo, che, pur evidenziando l'attenzione a percorrere un passo dopo l'altro, ha anche ribadito la necessità di non lasciare troppo nel limbo dell'incertezza il proprio elettorato. Pazienza, sì, anche perché già in altre occasioni l'euforia da "vittoria facile" ha giocato brutti scherzi, ma neanche un attendismo assoluto e senza sbocchi, che potrebbe paradossalmente rivelarsi ancora più controproducente, soprattutto se molti dei "big" del centrodestra dimostrano poca passione ad essere della partita.

Se, infatti, il centrosinistra sembra faticare meno ad offrire possibili "ricambi" al ritiro di Pellegrino (anzi, semmai il problema è esattamente il contrario, cioè, mediare tra i molti nomi pronti a raccoglierne l'eredità amministrativa), nel centrodestra la situazione appare contorta: i nomi che fanno battere il cuore ai suoi elettori non ci stanno a mettersi in gioco in una competizione a doppio taglio; chi, invece, dimostra una disponibilità a sposare la causa dello schieramento non sembra, al momento, scaldare il cuore dei sostenitori del centro destra. Un nome negli ultimi giorni si è fatto largo nelle ipotesi, quello di Gianni Garrisi, esponente di An ed assessore al comune di Lecce, ma non è arrivata chiaramente la condivisione attesa dagli alleati, segno evidente, che, in fondo, tutti attendono ancora un ripensamento di Adriana Poli Bortone, che finora ha sempre declinato l'invito con un cortese "no, grazie". Del resto, la senatrice ex sindaco di Lecce ha più volte criticato l'istituzione provinciale, facendosi sostenitrice dell'inutilità dell'ente: sarebbe quanto meno contraddittorio scegliere di candidarsi ad essere un presidente "inutile". D'altro canto, dal punto di vista elettorale sarebbe un "cavallo vincente", capace di raccogliere un consenso straordinario. E se non fosse lei, naturalmente il "pallino" passerebbe agli altri illustri esponenti di An sul territorio: la strada porta dritta ai nomi di Ugo Lisi, presidente provinciale del partito, e Saverio Congedo, consigliere regionale.

Acque più tranquille, intanto, nel Partito democratico, dopo l'assemblea che ha scelto la linea della mediazione: mandato al segretario Salvatore Capone di verificare le condizioni di un allargamento della coalizione (con l'Udc) e possibilità di scegliere i candidati attraverso le primarie. Pellegrino ha accolto con piacere i giudizi di buon governo riconosciuti alla sua amministrazione dall'assemblea provinciale del Pd, ma ha anche spiegato che intende lasciar largo ai giovani, per fra crescere autonomamente la classe dirigente del partito. Un passo indietro definitivo? Ancora una volta, i più pensano di no: ancora una volta sarà l'Udc a dettare gli equilibri delle prossime amministrative. Il Pd attende lo scudo incrociato a braccia aperte, il Pdl inizia a spazientirsi e a non voler attendere troppo (soprattutto dopo il caso Monosi al comune di Lecce). La sensazione è che se l'Udc facesse breccia nella coalizione del centrosinistra, a rientrare in gioco sarebbe proprio il presidente uscente. ma mentre il centrosinistra inizia la corte ufficiale all'Udc, qualche malumore emerge a sinistra della coalizione. E Rifondazione ed Italia dei Valori si dicono pronte alle primarie di coalizione con propri candidati. Del tutto contrari i socialisti. E chissà che ad allargare da una parte, il rischio sia quello di perdere da un'altra.

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