Giovedì, 17 Giugno 2021
Elezioni

Elezioni, la protesta di Rifondazione comunista: "Vogliamo votare, no alla legge farsa"

La riforma delle Province trova la netta opposizione di coloro che come elettori della Provincia di Lecce, non vogliamo rimanere a casa inerti. Una rappresentanza del partito della rifondazione comunista della provincia di Lecce ha protestato questa mattina dinanzi a Palazzo dei Celestini

LECCE – La nuova era delle province ha causato e sta causando malumori e proteste per una riforma che, inevitabilmente, trova la netta opposizione di coloro che come elettori della Provincia di Lecce, non vogliamo rimanere a casa inerti. Una rappresentanza del partito della rifondazione comunista della provincia di Lecce ha protestato questa mattina dinanzi a Palazzo dei Celestini.

“Forse non saremo qui in 732mila, tanti quanti sono gli aventi diritto al voto – spiegano –, ma certamente siamo una parte di quell’elettorato che oggi ha perso questo diritto. La nostra presenza è simbolica ma serve a rimarcare il “funerale” della democrazia che si sta celebrando a Palazzo dei Celestini. Noi siamo qui col nostro certificato elettorale, come in ogni giornata di votazioni, a tentare provocatoriamente di esercitare il diritto a decidere del futuro del nostro territorio”.

Oggetto della protesta la “legge Delrio” che avrebbe dovuto “abolire” le Province: “In realtà – polemizzano i rappresentanti della protesta – ha soltanto abolito il diritto di voto sancito dalla Costituzione, espropriando i cittadini della loro legittima aspirazione a decidere del futuro dei propri territori. Il consiglio provinciale delineato dalla nuova norma avrà lo stesso numero di consiglieri, di assessori ed un presidente esattamente come prima. Ciò che cambia è la base elettorale di questa nuova architettura istituzionale, che si restringe del 99,8 per cento, passando da 732mila a 1287 elettori”.

“Verranno mantenuti i privilegi – accusa il Prc – e saranno introdotti rimborsi a vario titolo per compensare i tagli dei gettoni e la cosa più grave sarà che questi individui, mai legittimati da un voto popolare, prenderanno scelte strategiche per il nostro territorio: dalla pianificazione territoriale a quella dei servizi di trasporto; dalla tutela dell’ambiente alla costruzione e gestione delle strade provinciali; dalla programmazione della rete scolastica alla gestione dell'edilizia scolastica”.

Oggetto del contendere anche il cosiddetto voto è ponderato: “Viene eliminata la basilare regola di "una testa, un voto". Il voto di un Consigliere del Comune di Lecce vale molto di più rispetto al voto di un consigliere del Comune di San Cesario, ancora di più di uno del Comune di Zollino. E i comuni commissariati non potranno partecipare alla consultazione e quindi saranno privati di propri rappresentanti in ambito provinciale”.

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