Elezioni Politiche 2013

Battesimo a Lecce di "Fare per fermare il declino": "Supereremo il 4 per cento"

Alessandro De Nicola, cofondatore del movimento, ha presentato alle Cantelmo il programma elettorale, dalla riduzione della spesa pubblica, sino al merito, passando dal redditometro. E sul voto utile: "Inutile quello ai partiti"

LECCE - Merito è la parola di riferimento, l’ingrediente base della ricetta che Alessandro De Nicola, uno dei cofondatori del movimento “Fare per fermare il declino”, utilizza per spiegare gli obiettivi del movimento economico-politico, che compete alle prossime elezioni politiche e che si è presentato a Lecce alle Officine Cantelmo.

Presenti Marco Carone, coordinatore regionale del movimento, Emiliano Matera, coordinatore di Lecce e provincia, nonché candidato per la Camera dei Deputati, Carlo de Nitto Personé, presidente del Comitato di Lecce, e Miriam De Blasi, candidata al Senato. “Pungolato” dal moderatore, il giornalista Adolfo Maffei, Alessandro De Nicola, professore alla Bocconi e senior-partner del prestigioso studio legale internazionale Orrick, parte prima da un j’accuse nei confronti dell’operato di Monti: “Si era presentato bene prendendo il timone del Paese in un momento drammatico, ma poi, quando ha dovuto realizzare le liberalizzazioni, incomprensibilmente le ha bloccate vivacchiando, e la sua politica economica si è così limitata a tassare tutto il tassabile”.

Com'è nato il movimento “Fare per fermare il declino” lo ha spiegato lo stesso De Nicola: “Una sera a cena con degli amici tutti convenivano che, se un figlio ha talento e vuole realizzarsi, è costretto ad andare via dall’Italia: è drammatico, non penso che a una tavolata di inglesi, di tedeschi o di polacchi si dica la stessa cosa! Ho deciso di impegnarmi per cercare di cambiare questo stato di cose”.

Sul tema del “voto utile”, De Nicola è stato lapidario: “Il voto inutile è quello per i partiti, di destra e di sinistra, che hanno ridotto il nostro paese in queste condizioni. Quando siamo partiti eravamo 9 amici, mentre oggi, tra politiche e amministrative, abbiamo mille candidati 'a prova di detersivo' con 50mila firme di presentazione anch’esse 'a prova di detersivo'. Tutto questo in pochi mesi non potendo accedere ai media, ma solo grazie al web e al passa parola. Il nostro è un movimento che, quando viene conosciuto, riesce a catturare l’attenzione e il consenso. Sono sicuro che, potendo accedere ai media in campagna elettorale per la par condicio, riusciremo a farci conoscere e a superare il 4 per cento per accedere in Parlamento. D’altronde, tutti i sondaggi ci danno in lenta e progressiva crescita”.

Il problema dei problemi, per De Nicola, è la riduzione della spesa pubblica: "Solo che noi siamo gli unici a spiegare come fare. Gli immobili dello Stato, per esempio, hanno un valore di oltre 400 miliardi di euro Presentato a Lecce Fare per Fermare Declino 2-2e lo Stato li sottovaluta per poterli affittare a condizioni vantaggiose ad enti pubblici e a terzi, e così rendono solo lo 0,2% del loro valore: vi sembra che un privato tollererebbe che un suo immobile produca solo il 0,2% del valore?”

“La dicotomia tra pubblico impiego e popolo delle partite Iva – ha concluso De Nicola – è un falso problema creato per dividerci: il merito deve essere introdotto in tutti i settori, perché un professore bravo, amato dalle famiglie e venerato dagli studenti, non ha paura della meritocrazia e dobbiamo premiarlo. È il fannullone che ha paura della meritocrazia. Lo stesso accade nel mercato: la liberalizzazione porta a premiare il merito ed elimina le protezioni a favore degli assistiti”. Infine una battuta sul redditometro: "Lo Stato vuole sapere come spediamo i nostri soldi? Ma siamo noi a dover chiedere allo stato come spende i nostri soldi”.

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