Martedì, 27 Luglio 2021
Elezioni Politiche 2013

Beppe Grillo raddoppia la posta: “La triplice sindacale è collusa”

Dopo le parole pronunciate a Bari che hanno scatenato una marea di polemiche, il leader del MoVimento 5 stelle chiarisce di avercela "solo" con Cgil, Cisl e Uil. La piazza, gremita come non accadeva da anni, lo acclama per un'ora

Beppe Grillo parla alla folla.

LECCE – C’è anche chi lo adora come una divinità - “scusa Beppe, ti posso toccare”? -, chi lo insulta senza giri di parole, i giovani di una sigla anarchica, chi, un gruppo di attivisti a cinque stelle, lo contesta per aver taciuto presunte manipolazioni della “parlamentarie”. Ma, soprattutto, c’è una piazza che ribolle, come accadeva nei comizi di Giorgio Almirante o Enrico Berlinguer. Solo che oggi c’è Beppe Grillo, comico di professione.

Alle 17 di un sabato non freddo ma uggioso, Piazza Sant’Oronzo accoglie migliaia di persone che non si scoraggiano nemmeno quando inizia a cadere qualche goccia. La sera di primavera in cui Angelino Alfano ha chiuso la campagna elettorale del sindaco Paolo Perrone erano molte di meno, e nemmeno Nichi Vendola nella sua ultima apparizione (con Loredana Capone) ha raggiunto queste cifre, lui che le piazze le ha incantate come fanno certi domatori con i serpenti. Anche se il 64enne genovese ironizza: “Per la questura saremo trecento”. E giù risate. Perché in fondo i militanti, i simpatizzanti, i semplici curiosi che pendono dalle sue labbra si divertono mentre si indignano ed è forse questa la chiave del successo del movimento accreditato dai sondaggi come la terza forza del paese, una delle poche che corrono per conto proprio alle elezioni del 24 e 25 febbraio.

Da qualche tempo si dice che il termometro del gradimento politico si misura più in tv che nelle piazze e forse nelle segreterie di Pdl e Pd non si allarmano più di tanto: lasciano il palcoscenico a Grillo pensando di riprenderselo con gli interessi dopo le elezioni. Potrebbe essere vero, ma potrebbe anche essere un ragionamento autoassolutorio. C’è una rabbia strisciante che si percepisce, che vibra nell’aria e converge sul palchetto per modularsi in speranza, in scanzonata parodia del potere. Ad ascoltare Grillo ci sono ragazzi, adulti ed anziani. Il target sociale sembra assortito, ma prevale la classe media, quella che storicamente muta gli umori del Paese quando le girano le scatole.

IMG_0950-2L’esordio è sulla politica internazionale. Grillo ricorda alla platea che l’Italia, senza che gli italiani lo sappiano, sta fornendo supporto logistico ai Mirage francesi che stanno bombardando una zona del Mali per fermare l’avanzata delle milizie jihadiste nell’ambito di un’operazione di “guerra”.

Poi il piatto forte, quello atteso: “La triplice sindacale è collusa con il potere da troppo tempo, è uno scivolo per entrare in politica”, ribadendo così le parole pronunciate ieri a Bari, che avevano scatenato un’ondata di polemiche.  Chiarisce che le sue affermazioni sono state decontestualizzate in maniera artificiosa dai soliti giornali, e spiega di non aver attaccato il sindacato in quanto tale, ma quei sindacati – Cgil, Cisl e Uil -, “non i piccoli con i quali facciamo tante battaglie assieme”.

Il comizio è lungo quanto coriacea la sua arringa, i temi a cinque stelle ci sono tutti: il debito pubblico, il signoraggio delle banche,  l’Europa com’è e come potrebbe essere, la corruzione della classe politica e dirigente, le energie alternative, la scuola pubblica che potrebbe essere ancora la migliore del mondo eliminando i finanziamenti a quella privata,  ma ci sono anche i duetti con i candidati che tra un mese potrebbero ritrovarsi nella tana del leone, alla Camera ed al Senato ( per Palazzo Madama capolista pugliese è il leccese Maurizio Buccarella). Dopo poco più di un'ora cala il sipario, dietro il quale risuona l’ultimo invito alla battaglia di Grillo: “Mettiamoci tutti in gioco, non c’è più tempo da perdere”. 

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