Recupero di centri storici e borghi: occasione persa per 88 comuni

Sel stigmatizza la bocciatura dell'emendamento per finanziare, con maggiori tasse sul gioco on-line, la riqualificazione delle facciate degli edifici privati nei centri con meno di 15mila abitanti. A favore gli edili e le associazioni ambientaliste

Suggestivo scorcio in bianco e nero in un vicolo salentino.

LECCE – Era stato denominato “emendamento bellezza”, ma a troppi non è piaciuto. La Camera dei deputati ha infatti bocciato la proposta per favorire il recupero e la riqualificazione delle facciate e delle parti comuni degli edifici privati dei centri storici e dei borghi di particolare pregio individuati dalle amministrazioni dei comuni con meno di 15mila abitanti. L’operazione, nelle intenzioni di Serena Pellegrino, di Sel, sarebbe stata finanziata con un aumento della tassazione sul gioco on-line. Hanno votato contro 274 deputati, 96 gli astenuti, solo 31 i favorevoli.

E dire che l’emendamento (firmato anche dal collega di partito, Fabio Lavagno) aveva raccolto il consenso dell’associazione dei comuni, dei costruttori, delle associazioni a tutela del patrimonio ambientale e culturale. Ciascuno infatti aveva ragione di trarre soddisfazione: le amministrazioni avrebbero potuto attingere a finanziamenti, l’attività edile avrebbe avuto un’iniezione di fiducia, gli interventi scaturiti avrebbero migliorato l’estetica dei centri urbani e rurali.

L’emendamento è arrivato in aula con il parere contrario del governo ed è stato stroncato a grande maggioranza. Secondo Matteo Pagliara, componente della segreteria provinciale di Sel, una clamorosa occasione sprecata anche per 88 comuni del Salento: “Oggi prendiamo atto della doppia faccia degli altri partiti che da un lato promettono interventi durante i convegni, i tavoli e i workshop con le associazioni rappresentative dei lavoratori e delle imprese del settore edile, dall’altro lato bocciano proposte concrete che potrebbero rilanciare il settore, tutelando e valorizzando il territorio”.

“Si tratta degli stessi partiti – aggiunge Pagliara – che hanno innalzato barricate nel dibattito regionale contro il Piano paesaggistico: un piano che, sia chiaro, non limita le possibilità di sviluppo del settore dell'edilizia ma le indirizza verso modello di sviluppo più attento alla valorizzazione del paesaggio e alla riduzione del consumo del territorio”.

Nello specifico della deputazione degli eletti in provincia di Lecce il quadro è stato questo: astenuto Diego De Lorenzis, come del resto tutto il Movimento 5 stelle, assente Roberto Marti, Forza Italia, hanno votato contro Rocco Palese (Forza Italia), Salvatore Capone e Teresa Bellanova (Partito democratico).

Anche a loro è indirizzata la delusione di colei che ha illustrato l’emendamento ai colleghi, prima del voto: “Mi auguro che tutti i 274 contrari e i 96 astenuti, sentano il dovere di rendere conto agli elettori delle proprie circoscrizioni sulle ragioni della loro posizione negativa. E’ inconcepibile – ha commentato la Pellegrino - che non si comprenda l’importanza del recupero e della riqualificazione dei centri storici e dei borghi bellissimi che si trovano ovunque nel nostro Paese e che rendono, nonostante le enormi difficoltà di conservazione e nonostante l’evidente diffuso decadimento, l’Italia un elenco interminabile di tesori architettonici, urbanistici, artistici”.

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“Lo stesso governo aveva esplicitato in un ordine del giorno il concetto dell’urgenza di metter mano al recupero dei centri storici e avviare finalmente una politica di riqualificazione urbana e del territorio. Evidentemente – ha concluso la deputata di Sel - non è stato ancora assimilato il concetto che investire sulla nostra bella Italia non solo ripaga ogni euro speso ma produce nuova e significativa ricchezza. In questa occasione il Parlamento ha dimostrato un livello bassissimo di attenzione per il ruolo trainante della nostra economia delle risorse culturali e turistiche”.

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