Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica

Emergenza abitativa cronica. Il monito di Torricelli: “Non abbiamo memoria”

Il vice presidente del consiglio comunale, con una lunga nota, ricorda i ritardi e gli errori nell'affrontare un problema purtroppo diffuso: il progetto di riqualificazione di Masseria Ghermi, ma anche gli immobili concessi dal ministero della Giustizia

LECCE – E’ sempre troppo tardi quando ci sono le vittime. E forse non è mai abbastanza ascoltato l’allarme fino a che non si consuma una tragedia. Lo pensa Antonio Torricelli, vice presidente del consiglio comunale: “Ci risiamo, un tragico incidente, la morte di due sfortunati nostri concittadini e tutti a ricordare che anche nella nostra città c’è il problema dei senza fissa dimora. Non abbiamo memoria.  Era solo l’inverno scorso quando per un’altra emergenza il sindaco ne dispose il ricovero nell’Ostello della Gioventù di San Cataldo, con tutte le polemiche che accompagnarono quella decisione e sistemazione assolutamente provvisoria e precaria:  accoglienza solo la notte e poi tutti di nuovo in strada dalle 8 del mattino.

“Tre mesi di un rigido inverno  - prosegue Torricelli - e poi la fine dell’iniziativa; eppure con una nota chiesi all’amministrazione un confronto al fine di valutare un intervento risolutivo per il complesso problema per evitare le ricorrenti emergenze accompagnate dal rituale e temporaneo sdegno sociale. Ovviamente una richiesta a cui non fu data alcuna risposta”.

L’esponente del Partito democratico in una lunga nota ricorda quindi i ritardi e i pasticci nell’affrontare la vicenda dei senza tetto. Primo capitolo, la questione di masseria Ghermi: immobile prima appartenente ad un esponente di spicco della criminalità, è stato incamerato dallo Stato e poi concesso con relativo finanziamento dall’Agenzia nazionale per i beni confiscati per la realizzazione del progetto “Koinè”, destinato all’accoglienza di cittadini senza fissa dimora.  Alcuni errori nella procedura - relativamente al tempo di pubblicazione da parte dell’amministrazione comunale del bando per la progettazione definitiva e l’esecuzione dei lavori -  hanno portato poi alla revoca dell’appalto mandando in fumo il lavoro di trenta mesi.

Torricelli solleva poi un altro problema: vuole vederci chiaro, infatti, sui circa 30 alloggi che il ministero della giustizia avrebbe consegnato al Comune di Lecce con destinazione vincolata a utilità sociale e alloggi per indigenti. : “dalle poche informazioni si apprende che cinque immobili sono stati assegnati ad altrettante famiglie per emergenza abitativa – considerate le numerose richieste pervenute non è dato sapere con quale criterio -; quattro risultano ancora occupati forse da familiari degli ex proprietari mentre dei restanti sarebbe opportuno conoscerne dimensioni e stato strutturale e magari se vi sono progetti di riqualificazione in corso di attuazione, oppure, spero sinceramente di no, sono in stato di abbandono.”.

E’ del resto di recente la pubblicazione della graduatoria relativa all’emergenza casa, nella quale compaiono 43 dei 163 richiedenti, senza che peraltro risultino immediatamente disponibili degli alloggi. 

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