La piaga delle case occupate: se ne registrano 728 in provincia

Il deputato 5 stelle Leonardo Donno, che aveva già interrogato l'ex ministro Matteo Salvini, ha stilato una classifica dopo nuovo accesso agli atti: sul podio c'è Nardò (58 case), seguita da Lecce (56) e da Casarano (30)

Panorama di Lecce.

Lecce – Abitazioni occupate senza averne diritto. Più che un problema, una vera piaga sociale che in provincia di Lecce incide profondamente. Il deputato del Movimento 5 Stelle Leonardo Donno, che si era già occupato della faccenda presentando un'interrogazione ad hoc all'ex ministro dell'Interno, Matteo Salvini, adesso ha stilato una classifica degli alloggi occupati. Sul podio c'è Nardò (58 case), seguita da Lecce (56) e da Casarano (30).

“Questi sono solo alcuni dei numeri che testimoniano il persistere, da anni, di un'emergenza che nel Salento si traduce in malcontento, ingiustizia sociale e terreno fertile per fenomeni legati alla malavita organizzata”, ha commentato in proposito Donno che già aveva effettuato l'accesso agli atti di Arca Sud Salento, ente che si occupa della gestione e manutenzione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, al fine di richiamare alle proprie responsabilità i sindaci.

I dati si riferiscono alle occupazioni abusive in provincia di Lecce e sono aggiornati al 24 settembre di quest'anno. Sono il frutto di un ulteriore accesso agli atti richiesto dal parlamentare.

Complessivamente ad oggi gli alloggi popolari salentini occupati abusivamente sono 405. E si aggiungono ai 323 sui quali pendono altrettanti procedimenti di decadenza dal diritto di assegnazione di un alloggio popolare. In totale, dunque, sono ben 728 gli alloggi attualmente abitati da chi non ne ha alcun diritto.

Ad agosto erano emersi ben 323 sgomberi ancora al palo: “Questo numero, sommato ai dati recepiti in estate, adesso rincara la dose in chiave emergenza”, commenta il deputato. In estate l'esponente dei 5 stelle aveva chiamato in causa non solo Salvini ma anche i primi cittadini, a partire dal sindaco del capoluogo dove sussistono 49 pratiche di decadenza e 56 occupazioni illegittime. Donno aveva fatto un passo ulteriore interpellando anche il prefetto di Lecce che, nei giorni scorsi, ha convocato Arca Sud per fare il punto della situazione.

“Ho appreso come finalmente il prefetto abbia deciso di rivolgersi alle forze dell'ordine per accelerare sul fronte legalità - commenta Donno -: di tempo ne è stato perso già abbastanza. Certo, non posso nascondere il mio rammarico per quel principio di collaborazione interistituzionale che avrei auspicato e che, di fatto, si è limitato a comunicazioni stringenti e telegrafiche, quasi fossero solo un atto dovuto”.

Screenshot_20190928_095751-3Donno ha annunciato che non solo sta integrando l'interrogazione già presentata, ma che sta predisponendo altre comunicazioni per i Comuni interessati dall'emergenza.   

“La domanda di alloggi pubblici è già superiore alle disponibilità e le occupazioni acuiscono ancor più il problema. Ad ogni singolo primo cittadino ho chiesto di fare la propria parte, coltivando insieme un unico obiettivo: ripristinare la legalità, garantendo un'abitazione agli aventi diritto. Intendo proseguire su questa strada, chiedendo alla Prefettura un intervento urgente. Sperando, questa volta, di ricevere in cambio un segnale”, ha aggiunto.

Il riferimento del deputato è la legge 48 del 2017 e alla circolare del ministero dell'Interno del settembre 2018 quali cornice di un'azione più incisiva con la cabina di regia delle Prefetture attraverso l'istitiuzione di un comitato per la sicurezza per organizzare gli sgomberi.

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“Quando si viene a conoscenza di un fenomeno che può rappresentare terreno fertile per fenomeni illegali, è nostro dovere andare avanti - conclude Donno -. I Comuni devono riservare maggiore attenzione e celerità di intervento su questioni scottanti come questa. Abbiamo i mezzi per combattere la mafia ma non sappiamo usarli”.

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