"Emergenza estiva, agenti insufficienti": la denuncia a tutto spiano del Silp

Estate sicura, rinforzi e pensionamenti in provincia di Lecce: il saldo è passivo. Il sindacato: “Numeri in ordine sparso, ma i fatti stanno a zero”

Foto di repertorio: una volante della Polizia

LECCE - “Sulla sicurezza i conti non tornano”: è la dura denuncia del sindacato di categoria di Cgil, Silp Lecce, riguardo alla dotazione di uomini nelle piante organiche della polizia.

Denuncia che, senza mezzi termini, investe direttamente anche il provvedimento “Estati sicure” che, a detta del segretario Antonio Ianne, “accorda una priorità ai venditori ambulanti, forse insistenti ma poco pericolosi, e nulla dice sull’obiettivo di un maggiore controllo del territorio”.

In buona sostanza il sindacato soffia sul fuoco della polemica, segnalando il susseguirsi di annunci sull'aumento degli organici di polizia nel Salento al quale non corrisponderebbero i fatti.

Silp parte dai numeri per sostanziare la propria tesi: “I dati ufficiali parlano d’incrementi di organici per l’intera provincia pari a circa 25-27 unità spalmate tra luglio, dicembre 2019 e aprile 2020. Contemporaneamente si attendono, nei prossimi due anni, 62 pensionamenti per limiti di età e 30-35 pensionamenti a domanda”.

Il saldo con le reali necessità del territorio sarebbe “negativo”. E la denuncia non rappresenta una novità: ad ogni inizio di stagione, infatti, gli addetti al lavoro tornano a reclamare rinforzi per fronteggiare l'emergenza estiva.

Quest'anno Cgil avverte che la situazione non è migliorata al punto che il sindacato si è rifiutato di sottoscrivere alcuni patti e progetti ad hoc.

Ma la piaga della delinquenza non conosce stagione né pause per ferie. Tant'è che le operazioni di polizia fotografano una realtà preoccupante, dovuta all'incremento delle attività illecite grazie all'afflusso di delinquenti provenienti da altre province.

“Allo stesso tempo – dice Ianne - il ministero dell’Interno non segue questi flussi con un adeguato incremento del controllo del territorio nelle zone interessate. Il tutto mentre i lavoratori del comparto sicurezza e difesa sono da oltre 160 giorni senza contratto e da 16 mesi aspettano la chiusura di quello siglato a febbraio 2018. Si attende di capire cosa voglia fare il governo per i “correttivi” al riordino delle carriere in vigore dall’ottobre 2017, perché anche qui ogni occasione è buona per gridare ai quattro venti che c’è bisogno del “correttivo 1” e poi del “correttivo2”, ma nella pratica non è giunta nemmeno una convocazione ai tavoli, nonostante le richieste formali”.

Il segretario del Silp avverte che rimane da debellare anche la piaga del lavoro straordinario sottopagato e retribuito, se va bene, dopo 18-24 mesi con evidente danno economico connesso: “Speriamo non si pensi a mini-bot anche per pagare questi debiti. Nell’attesa continuiamo a convivere con la mancanza di divise e dotazioni, per non parlare degli ormai storici problemi logistici”.

“Questa realtà di pacche sulle spalle e annunci ci ha stancato: basta con la ricerca del consenso giocando sui temi della sicurezza degli operatori di Polizia e dei cittadini, vorremmo almeno un gesto concreto di vicinanza che non sia contenuto in un tweet", continua lui.

Il caso del Salento e di Gallipoli

I dati del sindacato dipingono una realtà poco rosea nel Salento che è passato, nel giro di due anni, da circa 20 unità aggregate presso il Commissariato di Gallipoli alle odierne 9 unità, di cui 6 già in servizio a Lecce.

Emblematico è il confronto con altre località balneari, come Rimini, dove le aggregazioni di personale inizieranno da metà giugno mentre a Gallipoli, solo dal 20 luglio.

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“Per il resto del territorio non c’è nulla – tuona Ianne- eppure, come le operazioni di polizia di Stato e carabinieri della scorsa estate testimoniano, gli episodi di furti e spaccio di sostanze stupefacenti aumentano a dismisura con la presenza dei turisti nel periodo estivo”.

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