Governatore e ministro a confronto su Ilva e Tap: "Colloquio positivo"

Michele Emiliano ha incontrato Carlo Calenda. Sul tappeto la questione dei gasdotti, compreso il Poseidon: "Unificare gli approdi, se possibile"

Emiliano e Calenda.

ROMA  - Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha incontrato a Roma il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda per discutere di Ilva e di gasdotti, a partire da quello progettato da Tap con approdo a San Foca.

“Il colloquio di questa mattina – ha dichiarato Emiliano ai giornalisti dopo il vertice - è stato molto positivo. Abbiamo discusso nel merito senza frapporre questioni di principio a questioni che invece costituiscono  l’interesse generale”.

Su Tap e Poseidon

Rispetto progetto proposto da Tap e approvato oramai in tutte le sedi competenti, ma fortemente osteggiato dal Comune di Melendugno, dal comitato di attivisti e, rispetto all'approdo, anche dalla Regione Puglia, si è riconosciuta la necessità di un metodo meno conflittuale di quello avuto fino ad oggi.

“Abbiamo chiarito quanto sia necessario ricominciare un legittimo confronto sui tre gasdotti che sono previsti in Puglia, quello dello Snam, il Poseidon russo e il Tap. Ho fatto presente che la Puglia, dovendo ospitare questi impianti, ha titolo per chiedere compensazioni ambientali e per discutere sulla loro localizzazione. Noi vorremmo che arrivassero più o meno nello stesso punto in modo tale che l’impatto ambientale sia minimizzato senza impegnare così più punti della costa con impianti tutti gemelli e paralleli che potrebbero creare problemi. Ma se non è possibile unificare i punti di arrivo, è possibile costruire impianti di decompressione del gas in modo tale che essi non impattino sui territori pugliesi”.

Su Ilva

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“Dopo quasi 18 mesi di mio governo della Regione Puglia – ha continuato il presidente - si è riaperto il dialogo con Palazzo Chigi e di questo non posso che essere contento. Il governo ha compreso l’importanza del processo di decarbonizzazione. Ovviamente il ministro Calenda ha precisato che questo aspetto non deve in nessuna maniera scoraggiare i possibili acquirenti dello stabilimento. E su questo abbiamo assolutamente condiviso. Mi auguro che entrambe le cordate, che si stanno accingendo a formulare le offerte di acquisto dell’Ilva, possano inserire nei loro progetti di medio e lungo periodo, il processo di decarbonizzazione in modo tale di mettere in sicurezza definitiva lo stabilimento. Questo peraltro, dal mio punto di vista, sarà indispensabile dal momento che con l’attuale sistema produttivo, l’Ilva non può superare i 5 milioni di tonnellate di produzione l’anno. E per farlo si dovrà per forza integrare il ciclo con forni elettrici e preridotto”.

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