Sabato, 24 Luglio 2021
Politica

Emiliano bacchetta il Pd salentino: "No agli schemi da vecchi Ds"

Il presidente del Partito democratico, che via web-cam ha presentato "Ci siamo", l'iniziativa del fine settimana a Marina di Ugento, diffida da operazioni di apparente rinnovamento: "Non serve ripristinare le nomenclature"

Sullo schermo delle Officine Cantelmo, Michele Emiliano

LECCE - A suo agio dialogando attraverso una web-cam come lo è duellando in una tribuna elettorale, Michele Emiliano ha presentato "Ci siamo", l'iniziativa coordinata dal gruppo salentino del movimento "Emiliano per la Puglia" che si svolgerà sabato 7 e domenica 8 luglio a Marina di Ugento (Hotel Isola delle Pazze) con oltre una cinquantina di giovani che hanno aderito via Facebook alla chiamata del sindaco di Bari e candidato in pectore del centrosinistra per la successione a Nichi Vendola. "Attraverso le primarie", precisa lui rispondendo alla domanda di un cronista e facendo piazza pulita di tutte quelle ipotesi di incoronazione per plebiscito che pure sono circolate. Il problema, a questo punto, è trovare gli sfidanti. Ma se ne riparlerà.

Dopo le operazioni preliminari e l'introduzione di Emiliano, la giornata di sabato sarà scandita da gruppi di lavoro tematici che avranno all'ordine del giorno cinque questioni considerate cruciali: "Politica ed impresa: possibile collaborazione o opportunismo e sopportazione?"; "Sanità: efficacia ed efficienza della spesa, esiste ancora una sanità pubblica?"; "In tempi di crisi finanziaria, si può ancora parlare di autonomia degli enti locali?"; "Politiche culturali e sviluppo territoriale, concretezze oltre gli slogan?". Domenica mattina verranno tratte le conclusioni e il pomeriggio l'evento clou, una sorta di assemblea plenaria dove il leader si confronterà a viso aperto con "i giovani leoni nell'arena". Il tutto con un occhio rivolto alla rete, lo spazio virtuale dove Emiliano, molto meglio di altri, si muove con disinvoltura e consumata padronanza. 

Sarà dunque all'insegna degli under - 25, 30, 40? - il fine settimana del sindaco di Bari che già da tempo batte in lungo e in largo la regione alla ricerca di quel consenso necessario per arrivare in fondo al traguardo politico che si è posto: ereditare il timone del cambiamento della Puglia. Ma anche nel Pd, come del resto in tutti gli altri partiti di stampo classico, l'eterna questione del rinnovamento della classe dirigente rischia di rimanere un vacuo richiamo di routine. Di questo pericolo Emiliano è consapevole e, senza mai essere polemico, costruisce un ragionamento attorno ad una premessa: l'avvertimento rivolto al gruppo dirigente democratico che al termine dell'assemblea provinciale di lunedì ha sì deciso l'azzeramento dei vertici, ma anche la loro ricostituzione secondo dimaniche tutte interne al partito. 

"Tutti i partiti vivono sul crinale, divisi tra apertura e autoconservazione. Il Pd, per i recenti risultati non certo lusinghieri a Lecce e provincia, ha una responsabilità particolare. La risposta non può essere la ricostruzione di un passato peraltro anche travolto da vicende drammatiche, non basta ripristinare vecchie nomenclature secondo schemi da vecchio Pc o vecchi Ds. E' come se per rifondare le squadre del Bari e del Lecce - cosa che ahimè siamo costretti a fare - si richiamassero giocatori di quindici anni addietro". Barra dritta sul futuro dunque, con la convinzione che nessuno è e sarà indispensabile: "Dovremmo altrimenti preoccuparci di cliniche per la disintossicazione dei politici".

Michele Emiliano, che spesso viene definito più un "rottamatore" che un uomo del partito di cui pure è presidente regionale, alterna le bacchettate alla carezze. Non ha alcun interesse politico immediato, del resto, ad esaltare la sua alterità e unicità anche a costo di rimanere isolato e per questo pesca nel mazzo del partito l''esempio del giovane Paolo Foresio, riconfermato consigliere comunale a Lecce e promosso a capogruppo del Pd. "Una bella storia", la definisce Emiliano, in una città, ma anche in una provincia, dove "il Pd è in sofferenza sociale ed elettorale".

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