Xylella, il governatore incontra i sindaci del nord Salento: "Nessuna alternativa al piano"

Presenti anche gli amminsitratori di Squinzano, Trepuzzi, Surbo e Galatone. Tra le richieste anche quella di un indennizzo per il mancato reddito e la possibilità si superare il divieto di reimpianto. Emiliano ha ribadito che non si può derogare alle direttive in tema di quarantena

Una foto dell'incontro tra Emiliano e i sindaci.

BARI – Allo stato non esiste alcuna cura per il complesso del disseccamento rapido dell’ulivo e l’unico modo per arrestare l’espansione del fenomeno consiste nell’esecuzione delle direttive europee recepite dal piano operativo in atto in questi giorni.

Questa è la premessa sulla quale si è sviluppato l’incontro tra il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, il commissario per l’emergenza xylella, Giuseppe Silletti e gli amministratori di Trepuzzi, Torchiarolo, Galatone, San Pietro Vernotico, Surbo, Squinzano e il presidente del consiglio dell'Unione dei Comuni del nord Salento.

Stando agli esiti della riunione, dunque, non ci sarebbe alternativa agli abbattimenti, anche perché – ha spiegato il governatore - le istituzioni locali, compresa la Regione Puglia, non hanno alcun potere di modificare le procedure internazionali in caso di quarantena.

Emiliano si è impegnato a sostenere tutte le attività di ricerca in corsa e dar vita, quanto prima, ad un incontro con tutti gli scienziati in questo momento coinvolti, anche allo scopo di informare meglio i produttori e l’opinione pubblica. Si è anche deciso di verificare la normativa in modo da rendere più certo il divieto di edificare nelle aree delle eradicazioni e di chiedere al ministro dell’Agricoltura di valutare una possibile integrazione della quota di risarcimenti con altri 38 euro per il reimpianto di nuove specie coltivabili.

Gli esponenti di alcuni comuni hanno rivendicato un altro tipo di indennizzo, quello da corrispondere non solo per ciascun albero abbattuto, ma anche per il mancato reddito, e per un certo numero di anni. Una richiesta, questa, condivisa dal deputato del gruppo Conservatori e Riformisti, Roberto Marti, che ha anche sollecitato un aggiornamento de i confini del piano Silletti e la possibilità di impiantare nuovi ulivi.

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“È necessario ridefinire le zone infette da quelle cuscinetto e rivalutare il piano di eradicazione che, ad oggi, non rappresenta la soluzione al problema. Gli amministratori hanno portato nell'incontro esempi concreti di guarigione di ulivi malati e, nello stesso tempo, hanno chiesto di poter piantare nuovi ulivi lì dove la malattia non esiste o è molto lenta, contrariamente a quanto il piano di riconversione prevede. Mi auguro che queste istanze vengano sottoposte al vaglio di chi di competenza”.

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