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EnFem, sei Paesi europei per le donne emigranti. Anche Lecce tra le città pilota

Il progetto è stato presentato questa mattina e partirà a breve, grazie a un finanziamento da parte di Asylum migration integration fund di 650mila euro

Il team del progetto

LECCE – Integrare le donne migranti d’Europa: Arci ci prova con un progetto internazionale che, al termine , convoglierà addirittura in un film documentario.  E’ stato presentato questa mattina “EnFem”, di cui Arci Lecce è capofila, iniziativa che punta all’inclusione sociale e culturale delle donne migranti. Riunisce nove organismi partner in 6 Paesi dell’Unione europea e in particolare in nove città: Lecce e Pisa, Molenbeek e Rixensart (Belgio), Madrid e Granada (Spagna), Maribor (Slovenia), Amburgo (Germania), Lasithi – Creta (Grecia): tutte città multiculturali, che devono far fronte alla presenza di un grande numero di migranti di differenti culture. È finanziato con 650mila euro dall’Amif (Asylum migration integration fund), Fondo istituito dalla commissione europea per promuovere la gestione efficiente dei flussi migratori e l’implementazione, il rafforzamento e lo sviluppo di un approccio comune dell’Unione alle politiche dell’asilo e della migrazione.  

A partire da una indagine scientifica, che sarà condotta nelle città pilota, si punta ad identificare il fenomeno e le caratteristiche della scarsa integrazione delle donne migranti e l'immagine che ne hanno gli attori locali. La donna migrante è un soggetto doppiamente debole che si trova a fronteggiare una doppia discriminazione, prima come donna e poi come migrante. L'analisi dAnna_Caputo_presidente_Arci_Lecce-2ei dati fornirà una serie di raccomandazioni utili alle collettività locali dei paesi partner e agli organismi dell'Ue e condurrà allo sviluppo di una proposta di un Piano di azione locale, da sviluppare nelle città partner per comprendere e migliorare l’integrazione sociale e culturale delle donne migranti. A valle del lavoro statistico sarà condotta una ricerca nelle città partner, per identificare casi di studio, pratiche vincenti, e trasferire questo know-how a livello europeo.

“Abbiamo l’esigenza di condividere con gli altri territori dell’Unione Europea le nostre esperienze – dichiara Anna Caputo (in foto), presidente di Arci Lecce – per creare una rete che sia efficiente e funzionale all’accoglienza delle donne che scappano da guerre e persecuzioni. La donna migrante è doppiamente discriminata: prima come donna e poi come migrante. È un nuovo soggetto del quale le politiche di accoglienza non si occupano in maniera specifica e con esperienze come EnFem puntiamo a costruire dal basso dei modelli di interazione che speriamo possano diventare replicabili anche a livello istituzionale”.

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