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Domenica, 22 Maggio 2022
Politica

Eolico offshore al largo di Lecce, anche Andrea Guido sul fronte dei “no”

Il consigliere comunale ha dichiarato di essere completamente contrario alla realizzazione di eventuali impianti: “Deturpano il nostro territorio e affondano l’attrattiva delle nostre marine”

LECCE - Non si placa la polemica sul progetto di un parco eolico offshore al largo del litorale di Lecce. Dopo l’opposizione espressa a chiare lettere dalla consigliera comunale della Fiamma Tricolore a Palazzo Carafa Adriana Poli Bortone, ora si aggiunge anche quella del consigliere Andrea Guido.

“Quasi cento pale di 300 metri di altezza ognuna inficiano, ridicolizzano e deturpano il nostro panorama, il nostro mare e affondano l’attrattiva delle nostre marine: Torre Rinalda, Spaiggiabella, Torre Chianca, Frigole e San Cataldo. L’impatto visivo sul territorio è tale che le pale galleggianti sull’Adriatico si vedranno anche dal litorale opposto: quello ionico. Avete capito bene! L’ombra delle pale attraverserà il Salento intero e l’infrastruttura non sarà invisibile neanche ai bagnanti delle spiagge gallipoline, nonostante si trovino sul lato opposto”, ha tuonato Guido.

“Ciò è scritto a chiare lettere negli elaborati tecnici del progetto (Valutazione impatto visivo) che si vuole realizzare a 9 km dalla nostra costa, tra Brindisi e San Cataldo, e che il sindaco della nostra città ha deciso di sostenere e promuovere: “in considerazione dell’orografia e conformazione del territorio, il raggio di influenza di circa 60 km include gran parte dei territori Provinciali di Brindisi, Lecce ed in parte la porzione meridionale della Provincia di Taranto”. Sfugge a Salvemini, come anche ai suoi cugini del Pd brindisino, che la Puglia, ma soprattutto il Salento, poggia la sua economia sul comparto turistico e si gioca il suo futuro proprio sullo sviluppo di questa offerta”, ha aggiunto in una nota al vetriolo.

Secondo  Guido, non l’obiettivo prioritario di ogni parte politica dovrebbe essere quello di salvaguardare i beni e le risorse che ci hanno permesso di diventare ciò che siamo, dal punto di vista naturalistico, turistico - e quindi economico - e culturale.

Il consigliere ha poi rincarato la dose sul primo cittadino: “Per l’ennesima volta Salvemini non si preoccupa di chiedere ai leccesi come la pensano. Come non si preoccupa neanche di tradire ancora una volta le aspettative della città e delle marine sulla darsena di San Cataldo e su quella di Frigole che, in caso di realizzazione dell’infrastruttura, non avrebbero più motivo di esistere. In ogni suo intervento il sindaco non perde occasione di richiamare valori come condivisione e salvaguardia del bene comune. Ma poi puntualmente questi propositi non superano mai la dimensione degli stessi demagogici comunicati stampa che li contengono. Oggi, come al solito, come sempre è accaduto in occasioni simili, Salvemini evidenzia che non gli compete: i parchi eolici offshore sono una competenza ministeriale e non comunale. Ma dimentica - o fa finta di dimenticare - che lui è il rappresentante della comunità locale, non solo il capo dell’amministrazione comunale, e che, da buon padre di famiglia, avrebbe dovuto ascoltare i cittadini, prima di prendere posizione, e, successivamente, farsi portavoce delle istanze dei leccesi. Ma mi rendo conto che oggi a Lecce questa è fantascienza”.

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