Sabato, 24 Luglio 2021
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Gasdotto a San Foca: le novità dello studio di impatto ambientale e sociale

Presentato dall'amministratore delegato di Tap Italia, Giampaolo Russo, l'Esia, il documento defintivo depositato oggi presso il ministero dell'Ambiente e le istituzioni locali interessate: in esso variazioni significative rispetto al precedente

Da sinistra Volpe, Russo e Somma.

LECCE – L’amministratore delegato di Tap Italia, Giampaolo Russo, ha lo studio di impatto ambientale e sociale del gasdotto che approderà a San Foca, marina di Melendugno, dopo un percorso di oltre 870 chilometri che partirà dai giacimenti azeri del Mar Caspio. Si tratta della versione definitiva che sostituisce completamente quella precedente. Sono state formalizzate alcune variazioni rispetto a quanto riportato nello studio del marzo 2012 e già depositato presso il ministero dell’Ambiente e le istituzioni interessate (Regione, Provincia, Comune di Melendugno). Oltre a Russo erano presenti l'ingegnere Salvatore Volpe, responsabile del progetto sul versante italiano ed Ernesto Somma, che cura i rapporti con il territorio.

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La prima delle novità, già note ma da oggi ufficiali, riguarda il punto di approdo: è stato individuato tra il lido “San Basilio” e lo stabilimento “Chicalinda”, cioè 400 metri più a sud rispetto a quello ipotizzato in un primo momento. A circa cento metri dallo “sbocco” del gasdotto verrà allestita un’area di poche decine di metri quadrati destinata alla cosiddetta valvola di intercettazione, che serve a interrompere il flusso di gas e isolare le varie sezioni del gasdotto per operazioni di manutenzione o procedure di sicurezza.

L’impatto con il litorale – questione assai delicata e dibattuta nei mesi scorsi - sarà evitato, anche dal punto di vista visivo, con la costruzione di un micro-tunnel di circa un chilometro e mezzo che partirà da una profondità di 27 metri sotto il livello del mare e passerà sotto la spiaggia a dieci metri di profondità. Soltanto dopo la strada provinciale e la macchia mediterranea il tunnel,  ad un metro e mezzo di profondità, diventerà una condotta interrata di 8 chilometri.

Il terminale di ricezione del gasdotto risulta ora situato a 9 chilometri dalla costa, sempre in territorio di Melendugno: anche questa localizzazione è variata, sia per rispettare i vincoli della fascia di garanzia imposti dal ministero dei Beni culturali, sia per tutelare lo sviluppo dell’ecomuseo di Acquarica di Lecce, ha spiegato Russo, ricadente in una posizione ravvicinata rispetto alla prima soluzione individuata. Il nuovo sito sarà armonizzato con le tipiche architetture locali, come le masserie, e non sarà visibile da oltre cinquecento metri. Interesserà solo la masseria del Capitano mentre i centri abitati sono ad almeno un chilometro di distanza: la funzione del terminale di ricezione non è di tipo industriale, ma sta nel controllare la portata del gas naturale anche a fini fiscali. 

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Russo ha tenuto a sottolineare come Tap abbia “nel suo dna la sensibilità sociale e ambientale dei suoi azionisti del Nord Europa” e che per questo, oltre al rispetto delle procedure previste dalla normativa italiana, il consorzio si sia adeguato, senza esserne obbligato, ai cosiddetti requisiti di performance della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo e della International Finance Corporation.

L’amministratore di Tap Italia ha ricordato come il coinvolgimento di Melendugno nel progetto non è avvenuto con un blitz notturno, ma a seguito di un’interlocuzione partita tre anni addietro e che aveva trovato la piena disponibilità degli amministratori locali di allora. Ribadendo quanto già dichiarato nell’audizione al Senato, Russo ha confermato anche l’incontro con gli altri Comuni del circondario, ad inizio 2011. In alternativa – fino al marzo 2012 - c’erano allo studio altri quattro tracciati, tutti terminanti nel brindisino, ma solo la soluzione di San Foca avrebbe presentato le caratteristiche di fattibilità. Agli atti del consorzio risultano 31 incontri ufficiali tra azienda e amministrazione.

San Foca No Tap (2)-3-3Sta di fatto che l’attuale esecutivo cittadino, guidato da Marco Potì, è fermamente contrario al progetto e che nel dialogo con la comunità locale qualcosa non è andato per il verso giusto: lo stesso Russo ha ricordato che Tap Italia è stata riorganizzata da tutti i punti di vista e che, probabilmente, nell’ultima fase della precedente gestione è stato dato per scontato l’assenso delle istituzioni locali precedentemente acquisito.

Un altro aspetto sul quale il massimo dirigente sul fronte italiano ha voluto fare chiarezza è quello delle compensazioni: “I cinque milioni di euro non servono ad acquisire consenso, e non sono nemmeno esaustivi dell’intervento che Tap può stanziare a tutela del territorio”. Russo ha spiegato che sono state  le preoccupazioni e le segnalazioni di molti operatori del posto sul tema dell’erosione a spingere Tap a fare una proposta in quel senso. L’avanzamento continuo della linea di costa, secondo l’ad, farebbe pensare infatti ad una situazione critica non solo per le falesie di Sant’Andrea, ma anche per lo stesso litorale di San Foca: “Cosa ne sarà della strada litoranea tra 20 anni”?. Russo ha infine aggiunto che i fondi per l’ambiente, che siano per contrastare l’erosione o che siano per altre finalità, non saranno dati in bianco, ma sulla base di progetti concreti che verranno presentati.

Entro fine anno il consorzio Shah Deniz II, proprietario dei giacimenti, varerà il progetto definitivo riguardante tutte le fasi e tutti i paesi interessati. Per il momento il valore complessivo è stimato in 45 miliardi di dollari. Per allora Tap conta di acquisire tutti i pareri necessari, compreso quello, non vincolante, della Regione Puglia. La definizione di opera di interesse strategico europeo e nazionale è una sorta di blindatura del progetto: il fatto che il presidente del consiglio, Enrico Letta, si è precipitato a Baku, capitale dell'Azerbaigian, già il giorno dopo la scelta del progetto Tap da parte del consorzio proprietario dei giacimenti la dice lunga su quanto pesino gli interessi in gioco.

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