Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica Viale Felice Cavallotti

Esplode nuovo caso di richiedenti asilo: in diciassette davanti alla Prefettura

I cittadini in fuga dall'Afghanistan hanno manifestato questa mattina su Via Cavallotti. Il consigliere regionale, Antonio Galati: "Non chiamiamola emergenza: è la seconda volta in pochi giorni, serve una soluzione di sistema"

I richiedenti d'asilo che manifestano

LECCE - Un nuovo caso di attesa per i richiedenti asilo: 17 cittadini in fuga dall'Afghanistan hanno manifestato stamattina, alle 10, davanti alla sede della Prefettura di Lecce. Si tratta del secondo episodio registrato in pochi giorni, dopo l'emergenza dei trenta immigrati, rimasti accampati per quasi un mese nell'abitato leccese e la cui situazione è stata risolta grazie all'attivismo di pochi singoli e alla procedura d'emergenza attivata dalla Prefettura.  

I 17 afgani che hanno manifestato stamattina in via Cavallotti sono giunti proprio a questo scopo da diversi giorni nel capoluogo: ora attendono il cedolino rilasciato dalla Questura per fissare il colloquio con la commissione che dovrà valutare il singolo caso. "Fino ad allora - spiega Antonio Galati, consigliere regionale vendoliano -, 17 persone in fuga da guerra e miseria sono abbandonate a se stesse nella civilissima Lecce".

"Ma - precisa - non chiamiamola emergenza: è il secondo caso in pochi giorni, potrebbe non essere l'ultimo. A questo punto occorre attrezzarsi per una situazione che sembra destinata a ripetersi". Il consigliere regionale confida quindi nell'attenzione e nell'intervento della Prefettura, chiamata ad intervenire su un tema così delicato.

"Il Salento è una terra di frontiera, prendiamone atto - ricorda Galati - si deve accelerare la sottoscrizione di convenzioni stabili con realtà sociali e strutture di accoglienza che possano ospitare i richiedenti asilo, a partire dai 17 che hanno manifestato nelle scorse ore, anche per questo periodo di attesa burocratica, fortunatamente ridotto all'osso dall'efficienza degli uffici della Questura".

Per una coincidenza involontaria ma significativa, il sit-in dei 17 afgani si è svolto proprio il 20 giugno, giornata mondiale del rifugiato: "Dare risposte alle esigenze di chi fugge da guerra e miseria è sempre doveroso - conclude Galati - ma in questa giornata lo è un po' di più".

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