Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica

Esposto Fitto, l'avvocato precisa: "Da Csm nessuna discussione di merito"

Il difensore dell'ex Ministro agli affari regionali, Francesco Paolo Sisto, sottolinea che la prima commissione non sarebbe entrata nel merito della vicenda contenuta nell'atto presentato: "Non appartiene alla sua competenza"

L'ex Ministro (infophoto)

LECCE - Nessuna discussione di merito da parte del Csm sull'esposto presentato dall'ex Ministro, Raffaele Fitto, nei confronti dei tre giudici del tribunale di Bari che, il 13 febbraio scorso, lo hanno condannato a quattro anni di reclusione per corruzione, illecito finanziamento ai partiti e abuso d'ufficio. È la precisazione dell'avvocato Francesco Paolo Sisto, legale del politico pugliese, con riferimento a notizie di stampa, sulla prima commissione del Csm (seguita poi dal "plenum") che non sarebbe "in alcun modo entrata nel merito della vicenda oggetto dell'esposto di Fitto , ritenendo che la fattispecie non appartiene alla sua competenza".

Di conseguenza, non vi sarebbe stato, da parte dello stesso Csm, "alcun provvedimento che sancisce la insussistenza o la non fondatezza di quanto segnalato dall'esponente", bensì "solo la scelta procedimentale - obbligata - di non (poter) provvedere". Quanto all'esito della votazione, per Sito, sarebbe utile verificare "se, come sicuramente accaduto, oltre all'astensione di Zanon vi sia stata anche quella di Rossi, già pubblico ministero del pool che ha indagato su Raffaele Fitto, e sugli stessi fatti".

Nella giornata di ieri, infatti, si era diffusa la notizia dell'archiviazione da parte del Csm dell'esposto di Fitto contro i giudici Bari, in cui l'ex Ministro segnalava la celerità del processo che aveva portato alla sua condanna. Lo stesso esposto, tra l'altro, fu inviato da Fitto alla Procura di Lecce che ha avviato un'indagine sull'operato del collegio giudicante.

In quella occasione, Fitto aveva lamentato che ci fossero dei processi "per i quali gli stessi componenti del collegio che mi ha condannato hanno fatto valutazioni differenti con tre udienze all'anno, salvo dichiarare la prescrizione di quei procedimenti a differenza del caso mio nel quale ho avuto il privilegio di avere tre udienze a settimana''.

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