Estensione della Tari sociale e aumento dei servizi: Salvemini vuole una città pulita

Lotta a sporcaccioni ed evasori, appello al senso civico, misure di equità sociale e aumento dei servizi con la modifica del contratto sottoscritto da Perrone nel 2014: le proposte del candidato

In foto: Alessandro Delli Noci e Carlo Salvemini

LECCE - La raccolta differenziata, a Lecce, ha raggiunto il 65 percento: un risultato che la precedente amministrazione, guidata da Carlo Salvemini, ha incassato volentieri, considerandola una conquista di civiltà.

La sfida per un caoluogo veramente pulito non può dirsi, però, conclusa. L’ex sindaco, nuovamente in corsa per elezioni comunali di maggio, affiancato dal suo vice Alessandro Delli Noci, ha rilanciato la questione dei rifiuti in campagna elettorale. Mirando ancora più in alto.

Nel portfolio delle buone intenzioni compaiono infatti alcune novità:  oltre all’inasprimento dei controlli e delle sanzioni per chi deturpa l’ambiente, con l’ausilio delle foto trappole, anche l’ampliamento della Tari sociale ai prioprietari di un solo immobile, sinora esclusi dal provvedimento e l'estensione del contratto per la raccolta dei rifiuti al “quinto d’obbligo”.

“Il nostro compito è quello di rendere il servizio di raccolta dei rifiuti più efficiente e quindi più adatto alle esigenze di una città di quasi 100mila abitanti. Durante i 18 mesi di governo a Palazzo Carafa abbiamo dovuto tamponare le falle aperte nel contratto con la ditta firmato da Paolo Perrone. Abbiamo fatto i conti con lacune importanti, scoprendo che il servizio di spazzamento mancava in alcune vie del centro e dentro intere aree urbane. E vi abbiamo posto rimedio solo grazie alla zona jolly”, ha ricordato il candidato della coalizione civica progressista.

Le lacune del contratto di Perrone per la raccolta dei rifiuti

Ma queste non sono le uniche insufficienze ravvisate nel capitolato d’appalto sottoscritto nel 2014 e valido tutt’oggi. Il capitolato fu sottoscritto all’esito di una gara bandita nel 2012 e basata su esigenze della città e planimetrie ufficiali risalenti al 2011.

Tra le criticità è emersa l’assenza del servizio di raccolta differenziata “porta a porta” nelle marine e nelle “case sparse”, e una sostanziale difficoltà nella raccolta dei rifiuti dei “grandi produttori” con il sistema di prossimità: utenze come università, carcere, camping, alberghi, zona industriale, infatti, posso smaltire i propri rifiuti utilizzando soltanto i cassonetti di prossimità.

Questi cassonetti, ha spiegato il leader della coalizione di centrosinistra, si sono trasformati in aree di conferimento selvaggio così come le campane e i raccoglitori del vetro e dei vestiti sono diventati ricettacolo di ogni genere di rifiuto.

E ancora: Salvemini e Delli Noci hanno sottolineato le difficoltà per le attività commerciali legate alla custodia dei carrellati nei propri spazi di vendita o somministrazione, agli orari di esposizione dei carrellati e alla frequenza del ritiro, in particolare nei periodi di grande affluenza di clientela.

Le soluzioni rivendicate dall’amministrazione Salvemini

Delli Noci ha quindi elencato i provvedimenti che hanno fatto da tampone: “Abbiamo introdotto la raccolta differenziata porta a porta nelle marine per le utenze non domestiche durante i mesi esistivi e puntato sulla collaborazione dei cittadini che hanno partecipato all’iniziativa quartieri puliti: non una iniziativa spot quanto, piuttosto, una attività gratuita, utile a risvegliare il senso civico ed a ripulire quelle zone non coperte dai servizi di igiene urbana”.

In più, ha ricordato Salvemini, gli incassi delle sanzioni comminate agli “sporcaccioni” sono stati reinvestiti per pulire le strade extraurbane dai rifiuti (anche ingombranti) abbandonati con nonchalance. La lotta all’evasione fiscale della Tari ha infine permesso di recuperare quasi 2 milioni di euro.

La soluzione definitiva al problema dei rifiuti

Esiste, però, una soluzione definitiva del problema? Secondo Salvemini sì ed è nell'estensione del contratto al “quinto d’obbligo”. In altre parole, la precedente amministrazione ha predisposto una delibera di giunta comunale che utilizza la facoltà prevista dalla legge di adeguare, integrare e potenziare i servizi previsti dal capitolato attraverso una variante degli stessi, per un quinto di quanto previsto dal contratto originario.

La variante è già sul tavolo del commissario prefettizio, pronta per essere utilizzata e prevede l’aumento delle zone coperte dal servizio di spazzamento meccanizzato sulla base di planimetrie aggiornate della città; l’attivazione del servizio di pulizia di piazze e parchi oggi non coperti; l’eliminazione totale della raccolta differenziata di prossimità e l’ampliamento della raccolta porta a porta in marine e case sparse, per utenze domestiche e non domestiche.

È ancora: è prevista una modifica del servizio di raccolta domiciliare vetro/metallo e secco residuo; il potenziamento della raccolta per la ristorazione, con una presa pomeridiana aggiuntiva dell’organico per gli esercizi commerciali del centro storico, Via Taranto e Piazza Ariosto e l’aggiunta di una presa settimanale del vetro.

L’applicazione del quinto d’obbligo contrattuale non comporterà un aumento della Tari, ha precisato Salvemini in conferenza stampa, in quanto il Piano economico finanziario del 2019 conteneva già la previsione di questo costo.

L’ultimo invito il candidato della coalizione progressista e civica lo ha rivolto ai cittadini: “Serve una collaborazione virtuosa da parte di tutti e un maggior rispetto degli orari, dei giorni e delle modalità di conferimento dei rifiuti. Esiste un’applicazione e un numero verde utili per lo smaltimento degli ingombranti. Grazie all’attivazione della Tari sociale, poi, centinaia di famiglie leccesi sono già state esentate dal pagamento della tassa in ragione del reddito: 332 al 100 percento, avendo un Isee fino a 6mila euro; 193 al 50 percento avendo un Isee tra 6mila e 9mila euro. Ci impegniamo ad arrivare all’estensione della Tasi sociale per i proprietari di un solo immobile e dare seguito al tavolo intersettoriale per arrivare alla determinazione puntuale del tributo, in base alle quantità prodotte da ciascuna utenza".

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Commenti (2)

  • La laurea non è un certificato di intelligenza ne di onestà intellettuale caro Franco, uno può essere laureato alla Bocconi ma essere un pessimo amministratore, Perrone docet. Il vero problema a Lecce è il livello generale di civiltà, al quale si aggiunge l’indolenza. Scommettiamo che uno come Salvemini i Leccesi non lo rivoteranno? Spero di sbagliarmi, per Lecce è per i Leccesi che se la meritano

  • Lecce saprà apprezzare le idee corrette, oppure si andrà avanti come si è andato avanti con le Giunte Poli e Perrone. Peccato che i leccesi non sanno tante cose, come ad esempio il contratto con la Monteco sottoscritto da Perrone non prevede che la Ditta sia dotata di una pala meccanica. Per cui se qualcuno chiede alla Monteco di togliere dei materiali di risulta, che qualche sporcaccioneha buttato presso la abitazione di qualche leccese, avrà come risposta che la Ditta Monteco, non potrà pulire perchè è sprovvista di tale attrezzo. E' meno male che quel Sindaco usciva dalla Bocconi, quindi con una preparazione al di sopra della media ?

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