Versamento Imu, il consiglio dell’assessore: “Pagate secondo la vecchia rendita”

Attilio Monosi ha risposto ad un'interpellanza di Antonio Rotundo. Dopo la decisione del Consiglio di Stato di annullare la sentenza del Tar di Lecce, la revisione degli estimi è stata confermata ma Comune e associazioni ricorreranno in Cassazione

L'assessore al Bilancio, Attilio Monosi.

LECCE – L’assessore al Bilancio, Attilio Monosi, consiglia di pagare l’Imu per il 2014 secondo la vecchia rendita catastale. L’esponente del governo cittadino lo ha dichiarato in apertura dell’odierno consiglio comunale, rispondendo ad un’interpellanza di Antonio Rotundo, del Partito democratico.

La questione, assai complessa, riguarda gran parte dei proprietari di immobili nel territorio comunale di Lecce, meno i circa 6mila che hanno presentato ricorso presso la Commissione tributaria provinciale contro la revisione degli estimi avviata dall’Agenzia del Territorio – ora confluita in quella delle entrate – su mandato dell’amministrazione comunale nell’estate del 2010.

Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata tanta e oggi il Comune di Lecce si ritrova dall’altra parte della barricata, al fianco delle associazioni dei consumatori che sin dal primo momento si sono battute per fermare le conseguenze di un’operazione che ha portato all’aumento, in media del 20 per cento, della rendita catastale nelle “microzone” 1 e 2, cioè in quasi tutta la città. La battaglia si è sviluppata su più fronti: su quello politico, su quello amministrativo, su quello tributario. E se le migliaia di ricorrenti per ora possono dormire sonni relativamente tranquilli, lo stesso non possono dire tutti gli altri proprietari cui il Consiglio di Stato ha fatto una brutta sorpresa.

Il supremo organo della giustizia amministrativa ha infatti annullato la sentenza del Tar di Lecce che aveva accolto il ricorso delle associazioni finalizzato ad estendere a tutti gli interessati i benefici di coloro che si erano viste riconoscere la ragione in Commissione tributaria, e rimandato il merito della questione alla giustizia tributaria.

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Palazzo Carafa e le associazioni stanno ora predisponendo un nuovo ricorso in Corte di Cassazione per difetto di legittimità, ma intanto i cittadini non sanno come orientarsi e nemmeno molti professionisti del settore sanno come orientarsi. Ecco allora che Rotundo ha posto la questione in consiglio e la risposta di Monosi è stata chiara. Se la prosecuzione del contenzioso dovesse confermare la validità della revisione degli estimi, c’è sempre la possibilità per i cittadini di integrare i versamenti attraverso l’istituto del ravvedimento operoso.

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