Martedì, 15 Giugno 2021
Politica

Estimi e aumenti delle rendite catastali. Messuti: “Se sarò sindaco risolverò il caso”

Dopo la sentenza del Consiglio di Stato sul nodo del riclassamento degli immobili anche il candidato alle primarie propone un nuovo regolamento e tre zone censuarie per ripristinare “l’equità tributaria”

Gaetano Messuti

LECCE – Revisione degli estimi e aumento delle rendite catastali, dopo la scure confermata dall’ultima sentenza d’appello del Consiglio di Stato, che di fatto ha confermato la mannaia del riclassamento degli immobili e l’aumento delle tariffe, il dibattito si sposta sull’asse delle responsabilità politiche e investe gli impegni anche dei futuri amministratori di Palazzo Carafa. Dopo l’impegno garantito dal Carlo Salvemini, ricandidato del Centrosinistra alla guida della città, e i rilievi palesati contro le scelte della vecchia amministrazione Perrone, oggi è il candidato alle primarie del Centrodestra (asse Sentire Civico-Forza Italia), Gaetano Messuti a visionare l’argomento riassumendo la questione e suggerendo i correttivi da dover adottare.                  

“Uno dei primi impegni che assolverò da sindaco di Lecce, sarà proprio quello di risolvere, per i cittadini, questa confusione sulla questione degli estimi catastali” annuncia Messuti, “con un atto infatti, proporrò un regolamento che provveda a dividere Lecce in tre zone: Lecce centro, Lecce circonvallazione e Lecce fuori porta, zona che comprenderà tutte le periferie. Solo in questo modo potrò riportare e garantire un principio di equità tributaria tra i cittadini”. Come è noto lapidaria è arrivata, in questi giorni, la sentenza del Consiglio di Stato, che stabilisce che  solo chi ha opposto ricorso agli atti dinanzi alla Commissione tributaria, ovvero avverso l’avviso di accertamento relativo alla revisione del classamento e delle rendite catastali delle unità immobiliari ricadenti nelle microzone 1 e 2 del Comune di Lecce, sarà esentato dal pagamento dovuto. Per chi, invece, non ha scelto (o non ha fatto in tempo a scegliere) la via del ricorso, ora è stato consolidato il nuovo e maggiore classamento non prevedendo la sentenza del Consiglio di Stato “quell’effetto erga omnes che molti si aspettavano”. Ne è conseguito che su circa 56mila avvisi notificati solo il 12 per cento circa dei cittadini ha provveduto all’adeguata impugnazione anche e soprattutto dinnanzi alla commissione tributaria, come suggerito da associazioni dei consumatori e Sportello dei diritti, e dall’avvocato Maurizio Villani. Solo per questi, quindi una platea di circa 7mila contribuenti, si prospetta il mancato rilassamento, mentre per tutti gli altri ci sarà da fare i conti con revisione e aumenti tributari.       

“Esistono purtroppo delle gravi sperequazioni in riferimento alla redistribuzione delle rendite catastali sugli immobili della nostra città” evidenzia Gaetano Messuti, “in particolare modo nel centro storico, che era l’obiettivo primario, per effetto delle varie riqualificazioni, quali i vari piani Urban e tutto ciò che ha interessato il centro storico, dove nella riqualificazione di fatto è stato rivalutato il valore venale di ogni singolo immobile. È da dire che nel centro storico ci sono alcuni palazzotti che, nonostante abbiamo un valore commerciale di centinaia di migliaia di euro, hanno delle rendite catastali di gran lunga inferiori alle case in cooperativa della zona 167A. Se l’amministrazione Salvemini avesse istituito una zona censuaria all’interno del centro storico” puntualizza ancora Messuti, “si sarebbe potuto effettuare una rivalutazione delle rendite, secondo l’attuazione di un principio fondamentale quale quello della correttezza dell’applicazione dei tributi a livello locale, riportando un principio doveroso di equità. Tutto ciò non è stato fatto” lamenta il candidato alle primarie, “e vede allo stesso tempo l’indifferenza atavica da parte degli organi finanziari dello Stato, quali l’ex Catasto e l’Agenzia delle Entrate, i quali hanno a disposizione tutti gli strumenti necessari per poter verificare il valore delle rendite, ma non l’hanno mai fatto”.

Secondo la visione illustrata da Messuti c’è da considerare anche che le rendite catastali potevano essere rivalutate “anche per effetto degli atti pubblici notarili che sono depositati presso la conservatoria dei registri immobiliari. Tutto ciò non è stato mai fatto” ammonisce l’ex assessore comunale, “ed ovviamente tutte le amministrazioni degli enti locali hanno avuto delle grossissime perdite di gettito per effetto di questa situazione. La situazione si può ripristinare, nonostante le sentenze che ci sono state, per effetto della potestà regolamentare che ha l’organo del consiglio comunale nel rivedere la ridistribuzione complessiva del tributo”. 

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