Tassa di soggiorno, rischio evasione: nel 2014 nessuna presenza in un terzo dei B&b

Lo certificano le comunicazioni dei gestori delle strutture. Entrate in calo rispetto al 2013, mentre l'amministrazione destina solo il 10 per cento ad attività correlate al settore. Per violazione del regolamento elevate 135 sanzioni da 150 euro

Turisti in piazza del Duomo.

LECCE – Dei 334 iscritti all’albo, un terzo ha dichiarato di non aver registrato alcuna presenza nel 2014. E di conseguenza non è stato versato nemmeno un euro di tassa di soggiorno, introdotta alla fine del 2012 Il dato, sorprendente per una città che a detta di molti scoppia di turisti, è emerso nel corso della seduta della commissione Bilancio.

Il dirigente Antonio Errico ha snocciolato le cifre in suo possesso, aggiungendo un altro segnale allarmante: negli ultimi dodici mesi il tributo – che oltre ai B&b sono tenuti a versare i 20 alberghi presenti sul territorio cittadino -  ha portato nelle casse comunali 375 mila euro, 132mila in meno dell’anno precedente. E' probabile che ci sia nei prossimi giorni qualche correzione al rialzo perché la quota dell'ultimo trimestre, di 63mila euro, è parsa troppo bassa per essere quella definitiva: le comunicazioni dovevano essere inoltrate entro il 15 gennaio. Resta il fatto che, del ricavato, in base ad un accordo tra amministrazione e operatori del settore, solo il 10 per cento è stato destinato ad attività come la formazione o l’organizzazione di eventi culturali o comunque con finalità di promozione turistica.

Il quadro tratteggiato ha innescato un confronto tra i consiglieri presenti e la convinzione generale, a partire dal presidente della commissione, Oronzino Tramacere, è che il Comune incassi molto meno di quello che dovrebbe. In tempi non remoti l'assessore al Bilancio, Attilio Monosi, dichiarò di puntare alla cifra di 3 milioni all'anno.

Nel dibattito odierno è stato acclarato un problema concreto nella possibilità di fare gli accertamenti e il margine di manovra del settore Tributi- ha spiegato Errico - è molto ristretto: il titolare di una struttura ricettiva ha l’obbligo di comunicazione alla questura dei dati dell’ospite e se si tratta di un albergo anche quello della compilazione del registro delle presenze, mentre i B&b si possono limitare ad inoltrare alle forze di polizia i documenti di identità degli ospiti al momento del loro arrivo.

Gli uffici comunali provano a fare quel che possono: in base alle verifiche condotte sul rispetto del regolamento comunale, sono state comunque elevate 135 sanzioni da 150 euro. Una somma che, ha commentato Carlo Salvemini di Lecce Bene Comune, non può costituire certo un deterrente per chi potrebbe avere introiti ben maggiori semplicemente non comunicando le presenze. Circostanza che accade se il pagamento avviene in contanti e il soggiorno resta magari limitato ad una notte.

Il punto è dunque comprendere come rendere più strette le maglie del controllo, anche perché non c’è solo da valutare l’entità dell’evasione tributaria, ma anche l’aspetto della sicurezza. La consigliera Francesca Mariano ha fatto riferimento alla questione della normativa antiterrorismo.

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