Boom di turisti, ma strutture vuote: il Comune pensa all’intervento delle fiamme gialle

Un terzo dei B&b hanno comunicato di non aver mai avuto un ospite: un dato anomalo che alimenta il sospetto di un'evasione che penalizza le casse comunali per il mancato introito della tassa di soggiorno, ma anche gli operatori che dichiarano tutto

Lecce by night.

LECCE – Contro l’evasione tributaria delle strutture ricettive cittadine, il primo passo potrebbe essere un’informativa trasmessa dal Comune di Lecce alla guardia di finanza. Lo ha suggerito il consigliere Antonio Torricelli nel corso della seduta della commissione Bilancio, anche oggi incentrata sulla discussione intorno alla tassa di soggiorno.

Il governo cittadino esaminerà la proposta: “Colpirne uno per educarne cento”, ha commentato l’assessore Attilio Monosi. Del resto l’intervento delle fiamme gialle si è rivelato fondamentale per l’emersione e l’acquisizione di dati sul volume di affari riconducibili agli affitti in nero per gli universitari (in base ad un accordo con l’ateneo salentino).

Un terzo dei B&b - 110 su 334 - non hanno versato nemmeno un euro del balzello entrato in vigore alla fine del 2012: non si può trattare certo di un dato fisiologico. Anche perché in alta stagione trovare un posto letto libero nel capoluogo barocco, pare che sia un’impresa. Più di qualcosa, insomma, non torna e a farne le spese sono sia le casse comunali che gli operatori onesti.

L’esponente della minoranza ha tacciato di buonismo la linea dell’amministrazione comunale perché è evidente che l’anomalia sarebbe dovuta emergere prima, considerando che le strutture ricettive effettuano il versamento della tassa ogni tre mesi. Perché dunque attendere la fine dell’anno? Con una semplice comunicazione – ha detto Torricelli – le fiamme gialle si attiverebbero con controlli a campione.  

L’assessore al Bilancio, Attilio Monosi, ha confermato la difficoltà di procedere agli accertamenti e le 135 sanzioni comminate (da 150 euro) per violazione del regolamento non possono certo essere considerate risolutive. Non sono affatto trascurabili i mancati introiti per l’amministrazione comunale, che, sebbene si tratti di una tipica tassa di scopo, destina solo il 10 per cento degli introiti ad attività a sostegno de settore turistico.

Nel dibattito odierno sono stata avanzate diverse ipotesi per “alleviare” – secondo un termine usato dall’assessore – il problema. Per il consigliere Roberto Martella il pagamento obbligatorio con carta di credito risolverebbe alla radice la questione. Monosi valuta l’idea di un protocollo con la questura dal momento che i gestori di un B&b sono tenuti, così come gli alberghi, a comunicare entro le 24 ore successive l’arrivo di un ospite per ragioni di pubblica sicurezza.  Si è fatto notare però che l’omesso versamento della tassa è associabile in maniera automatica alla mancata segnalazione degli arrivi. E resta anche da capire se in tal caso l’operatore non chieda il tributo all’ospite oppure lo trattenga per sé illegittimamente.

Per l’esponente della giunta bisogna puntare sull’effetto deterrente rappresentato dalla multa da 500 euro per ogni mancata comunicazione alla questura, che è il soggetto preposto al controllo. L’utilizzo della polizia locale, che è sempre pubblico ufficiale, nei periodi di maggiore affluenza di turisti potrebbe portare all’emersione delle presenze non registrate. Luigi Melica, dell’Udc, ha proposto di avvalersi dei più noti siti di recensione delle strutture turistiche per un primo raffronto con l’elenco dei B&b che hanno dichiarato zero presenze nel corso dell’anno.

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Per Antonio Lamosa, di Lecce Città del Mondo, è il caso di procedere ad una comunicazione scritta a tutti i gestori, invitandoli in via bonaria alla riconsiderazione di quanto dichiarato. Il paventato rischio di evasione, infatti, riguarda anche le strutture che versano ogni trimestre, ma che potrebbero comunicare un numero di presenze inferiore a quello effettivo. 

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