Evasione tassa sui rifiuti, Lecce passata ai raggi X

L'assessore al bilancio Attilio Monosi ha presentato i risultati di un'indagine campione. La proiezione porterebbe, solo nel 2011, dieci milioni di tributi evasi. Salvemini: "La replica di uno sketch"

L'assessore Monosi illustra i risultati dell'indagine
LECCE - Una task force dell'Ufficio tributi del Comune di Lecce provvederà quanto prima, ha assicurato l'assessore al bilancio e patrimonio Attilio Monosi, a battere a tappeto la città per estendere l'indagine campione condotta "con metodologia scientifica" su venti condomini al fine di accertare l'evasione della tassa sui rifiuti.

La proiezione dei risultati garantirebbe un gettito fiscale, per gli ultimi sei anni, di almeno 10 milioni di euro. Sempre che tutti gli accertamenti e conseguenti regolarizzazioni, al netto di contestazioni, ricorsi e ritardi di varia natura, avvengano in tempi brevi. Per rendere concreta questa previsione il personale sarà dirottato dagli uffici alle strade della città.

Tempi duri, dunque, per gli evasori totali o parziali ai quali tuttavia l'esponente della giunta di palazzo Carafa ha voluto tendere la mano: "I nostri uffici sono sempre a disposizione, dal lunedì al venerdì. Per chiunque volesse autodenunciarsi è previsto il pagamento della sanzione - che sarebbe pari al 100 per cento dell'importo - in misura ridotta". Monosi ha tenuto a sottolineare che "chi non paga è comunque in difetto" e che i proventi dell'attività di recupero verranno investiti in servizi sociali.

Per i contribuenti virtuosi, invece, si studia una riduzione della pressione della fiscalità locale. Il pagamento della tassa è basato sulla autodenuncia dei proprietari di immobile ed è questo il vero tallone di Achille del sistema tributario, che rende oltretutto onerosa l'attività di accertamento ed incerte le entrate effettive conseguenti al recupero.

In tempi di oggettive ristrettezze, presentare il conto a chi non è in regola è un atto impopolare ma le urgenti necessità di cassa non rendono più rinviabile la questione. E di evasori, totali o parziali, secondo l'indagine ce ne sarebbero davvero tanti: lo studio ha preso in esame 291 abitazioni e 177 box, per un totale di quasi 33 mila metri quadri. Circa 14 mila sono risultati evasi, pari al 42 per cento. Detto altrimenti, sul totale delle abitazioni 108 non risultano minimamente tassate, così come 145 garage su 177.

Il campione preso in esame, ha precisato l'assessore, rispetta le premesse dell'indagine statistica: è eterogeneo e rappresentativo e lo studio si è avvalso delle planimetrie catastali e del database della Soget. Eterogeneo perché i palazzi passati al setaccio si trovano in tutte le zone della città e rappresentativo perché sufficiente a garantire una proiezione realistica con uno scarto massimo del 5 per cento. I 20 edifici presi in considerazione sono l'uno e mezzo per cento dei condomini presenti a Lecce, il cui numero complessivo sarebbe intorno ai 1400. Considerando le abitazioni indipendenti la rappresentatività si ridurrebbe intorno all'uno per cento.

Una volta terminata l'attività di recupero, ha concluso Monosi, l'amministrazione comunale disporrebbe, sempre secondo le stime fornite in conferenza stampa, di circa 800 mila euro ogni anno di gettito ordinario.


L'intervento di Salvemini: "L'ennesima replica di uno sketch"

Per Carlo Salvemini, che da tempo incalza l'amministrazione su alcune questioni delicate inerenti la tenuta dei conti pubblici e la correttezza dei bilanci comunali, si tratta soltanto dell'ennesima conferenza finalizzata ad un effetto spot: "E' da anni - scrive in una nota l'esponente della sinistra cittadina - che assistiamo a questo rito politico che, se avesse garantito alle casse comunali risultati pari ai roboanti annunci, oggi vedrebbe il bilancio in tutt'altre condizioni rispetto a quelle tristemente note".
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"E' da anni - prosegue Salvemini - che vengono approvati a Palazzo Carafa progetti intersettoriali (cosiddetti obiettivo) per garantire maggiori entrate provenienti da sacche di evasione. Se sono certe e documentabili le spese sostenute in termini di riconoscimenti al personale coinvolto e impegnato nelle attività previste, altrettanto non si può dire delle entrate effettive garantite all'ente. Quando infatti si viene a scoprire che dal 2007 al 2009 non risultano ruoli per la riscossione coattiva a fini TARSU rivenienti da specifica attività di accertamento, e che quelli relativi all'ICI hanno fruttato poche migliaia di euro, tutti le perplessità sono legittime".

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